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 Redazione di Bari
 

Taranto - Esposto nazionale sul diritto negato all'istruzione per 350.000 ragazzi dislessici

13/06/2008

L’Associazione Italiana Dislessia (AID) ha inviato un esposto alla magistratura e al Commissario europeo per i diritti umani Thomas Hammarberg per denunciare che a migliaia di bambini dislessici in Italia non viene garantito il diritto all’istruzione. I ragazzi dislessici nel nostro Paese sono oltre 350 mila (il 4 per cento degli studenti), sono dotati di normale intelligenza, ma hanno difficoltà, più o meno gravi, nel leggere, nello scrivere e talvolta nel calcolo.

Potrebbero frequentare con successo la scuola a patto di ricevere una serie di ausili elementari come ad esempio:

più tempo nei compiti scritti, facoltà di usare computer, registratore, calcolatrice in classe, essere esentati dal copiare dalla lavagna e dal leggere ad alta voce. «Queste misure compensative e dispensative, ai sensi della legge sull’autonomia scolastica, sono previste in diverse circolari ministeriali, che però vengono regolarmente disattese in molte scuole italiane» denuncia Rosa Bianca Leo, presidente della sezione Aid di Taranto e Membro del Comitato Problematiche Sociali Nazionale.

«E’ come negare a un miope l’uso degli occhiali per leggere. Eppure accade. In molte scuole quasi tutte le materie orali vengono svolte con verifiche scritte e i ragazzi dislessici sono sottoposti a estenuanti copiati, dettati e riassunti. Gli alunni riferiscono ai genitori di essere spesso sollecitati a fare meglio dagli insegnanti benché questi sappiano che i loro errori sono involontari.

E’ come chiedere a un bambino di farsi passare la febbre impegnandosi al massimo». Inoltre, secondo l’esposto, alcuni docenti non permettono agli allievi di usare il registratore adducendo il problema della privacy, non importa che questo impedisca a un dislessico di ricordare la lezione. «La verità è che nel nostro Paese esiste ancora grande ignoranza nei confronti della dislessia» aggiunge Rosa Bianca Leo.

«Molti insegnanti non conoscono il disturbo, accusano i ragazzi di studiare poco, li umiliano in classe, colpevolizzano le famiglie. Il risultato è che tanti alunni dislessici ogni anno vengono ingiustamente bocciati, abbandonano gli studi e da adulti svolgeranno lavori al di sotto delle proprie capacità».

L’esposto inviato anche ai ministri della Pubblica Istruzione, del Welfare e delle Pari opportunità chiede alle istituzioni di prendere adeguati provvedimenti per tutelare questi ragazzi e garantire loro i diritti fondamentali della persona. «Al Parlamento» dice Rosa Bianca Leo «chiediamo invece la rapida approvazione di una legge nazionale sulla dislessia che cancelli per sempre queste iniquità, tanto più ingiuste in quanto colpiscono dei bambini e dei ragazzi nella fase delicata in cui si stanno strutturando le basi della personalità».

Su questi temi l'Aid terrà un congresso nazionale il 3-4 ottobre a Roma.

 

 
 

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