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09/03/10
9 marzo - Gianluigi De Vito autore di Tutti giù per terre - Libreria Feltrinelli - Bari
“La discriminazione tra gli esseri umani legata alla razza, al colore della pelle, o all'origine etnica è un'offesa alla dignità umana e va condannata come negazione dei principi dello Statuto delle Nazioni Unite, come violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali proclamate nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, come ostacolo alle relazioni amichevoli e pacifiche tra le nazioni e come fatto che turba la pace e la sicurezza tra le nazioni.”
(dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'Eliminazione di Ogni Forma di Discriminazione Razziale)
In vista del 21 marzo, Giornata internazionale contro il razzismo, Feltrinelli e ARCI hanno deciso di organizzare nelle librerie Feltrinelli di molte città italiane incontri con le scuole, con la partecipazione di testimoni, esponenti del volontariato, scrittori.
Primo appuntamento del mese è per domani, 9 marzo alle 18.30, con Gianluigi De Vito, giornalista de la Gazzetta del Mezzogiorno, per la presentazione del suo libro Tutti giù per terre, edito Levante. Interviene Annamaria Rivera.
Il copione si ripete all'alba. Braccia straniere a disposizione come se fossero merce degli scaffali di un discount. Aspettano i caporali, stranieri anche loro. Contrattano al ribasso per una giornata da schiavi in campagna. Come il Foggiano e il Salento anche la Puglia centrale non fa eccezione allo sfruttamento degli stagionali. Rumene obbligate a prestazioni sessuali per assicurarsi la giornata. Chiuse in casa da connazionali e liberate solo per andare in campagna. Costrette a lesinare acqua da bere anche dopo ore di raccolta. Senza dimenticare le migrazioni interne di chi al Nord è rimasto disoccupato e scende al Sud nella speranza di nuovo ossigeno economico. E poi il paradosso: molti maghrebini arrivano da regolari, ma il datore di lavoro all'ultimo minuto nega l'assunzione: la campagna degli schiavi diventa una fabbrica di clandestinità. Una situazione aggravata da un sistema dei controlli indebolito e ingolfato dalla corruzione. L'eredità è pesante, trascina neocomunitari e italiani. Lo sfruttamento cambia volto, l'ingaggio è sempre più "grigio". L'assunzione viene aperta ma mai chiusa. Risultato: il grigio è sporco quanto il nero. Anzi fa più male, perché ha anche le ferite dell'illusione, e per i migranti senza soggiorno nemmeno quella. la società organizzata, con la sponda di alcune istituzioni, prova ad attrezzare risposte. Il progetto Team (Tutela e emersione lavoratori agricoli e migranti) - i cui risultati costituiscono parte essenziale di questa pubblicazione - è una dei pochi tentativi messi in campo coniugando allo stesso tempo servizi essenziali nella lotta allo schiavismo: trasporto, accoglienza, informazione e tutela. Un progetto che suggerisce avvertenze interculturali.
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