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11/03/10
11 marzo - Peter Durante ed Elide Esposito raccontano 420 grammi Storia di una nascita difficile - Feltrinelli - Bari
la Feltrinelli Libri e Musica
giovedì 11 marzo
ore 18.30
Peter Durante ed Elide Esposito raccontano 420 grammi Storia di una nascita difficile:
diario di un padre, pensieri di una madre
Apogeo
intervengono
Nicola Laforgia
direttore U.O Neonatologia e terapia intensiva neonatale A.O.
Universitaria Consorziale Policlinico Bari
Annamaria Minunno
Antenna Sud
Questo è il diario di Peter, Elide e Federico. Un padre, una madre e il loro bambino. I protagonisti di una storia di tenacia, di coraggio, di dolore - immenso - e di gioie, di delusione e speranza, di rabbia, rassegnazione, ironia. E amore. Una storia di vita e di morte. Ma soprattutto di vita! La vita appesa a un filo di Federico, una vita cui si è aggrappato con tutte le sue forze, nonostante i suoi soli 420 grammi alla nascita - troppo pochi per iniziare a vivere sano, bello e sereno... troppi per morire.
Federico non è mai stato solo a lottare. I suoi genitori, che non volevano che lui vivesse a tutti i costi, lo hanno sempre accompagnato, difeso dall’ignoranza e dalla banalità, sostenuto nell’irrazionale desiderio di vivere.
Pronti ad accettare “il più innaturale degli addii”, se Federico l’avesse voluto, avesse ceduto.
Federico invece, contro ogni aspettativa, ha da poco compiuto un anno, anche se dimostra di avere poco più di 6 mesi, pesa poco più di 5 kg e ha alle spalle 4 interventi chirurgici. È un bimbo vispo, attento, solare nello sguardo, straordinariamente bello! Ha vinto tante battaglie ma di fronte a sé ha ancora tante incognite. Una cosa è certa: se tutto andrà per il meglio, Federico sarà una bella persona.
Il suo papà e la sua mamma hanno scritto questo diario per lui, nella speranza che un giorno lui lo possa leggere, e per loro, perché la scrittura li aiutava a sopravvivere.
Oggi desiderano che questo diario, la loro storia, di cui non tacciono nulla, serva ad altri genitori di bimbi “nati all’inizio di una salita”, serva a interrogarsi su temi etici e sociali estremamente attuali sostenga la ricerca e la medicina, perché in futuro casi come il loro possano trovare una via più facile e meno dolorosa.
19 marzo
(La prima volta che Elide vede suo figlio)
“Che cosa sei? Non puoi essere mio figlio, non puoi essere figlio di nessuno. Mi alzo in piedi per guardarti meglio. Barcollo ma non è il cesareo. Peter mi sorregge. Non so che dire. Lo guardo, sorrido e dico una banalità da mamma. Hai tubi ovunque. Suona tutto. Il pannolino microscopico è chiuso ma si distanzia dal tuo ventre di almeno 4 dita.
Sembri uno scheletro. Sei scavato, le tue dita sono rosee e trasparenti:
appena accennate. Sembri un feto e sembri già morto. Oh Dio, non provo nulla se non terrore e voglia di salvarmi. Alzo lo sguardo. La terapia intensiva è orrenda. Devo tutelarmi da questo orrore. Devo fuggire lontano, sperare il meglio e il meglio non credo sia la vita.
D’improvviso tiri un calcio nel vuoto ovattato della tua incubatrice. Lo sento nella pancia e ti riconosco. “ Ciao, amore mio, eri tu a tirarmi tutti quei calci, uno per ogni mia paura. Sei tu amore, come ho fatto a non riconoscerti.
Perdonami. Ti amo. Tieni duro”. Poggio una mano sull’incubatrice, in qualche modo provo ad accarezzarti. È calda, molto calda. Non so come, ma dovrò abituarmi a tutto questo. “Mamma di Federico”. “Mamma di Federico”… “Eli, l’infermiera dice a te”. Avevo sentito, ma non avevo capito si riferisse a me. Sono io mamma di Federico. “Ha già provato a tirare il latte?” Latte? Mamma? Federico? Latte vuol dire che posso ancora fare qualcosa per te, latte vuol dire che posso aiutarti, latte vuol dire mamma. Il latte non è una cosa da mamma di prematuro come stare in camera senza bimbo o chiedersi se morirà, latte è una cosa da mamma e basta. Devo averlo, per forza.
Usciamo a testa bassa dalla terapia intensiva. Tacitamente abbiamo deciso di non voler vedere né sapere nulla delle altre culle. Guardo
Peter: “Scusa per ieri. Ora capisco la tua faccia”. “ Ti ha fatto impressione?”. “Come potrebbe. È mio figlio”. Mi getto alle spalle la mia menzogna e salgo in stanza in silenzio.”
Peter Durante padre e compagno di vita incontenibilmente orgoglioso di Federico e di Elide, è attualmente Responsabile del personale in Pirelli Pneumatici.
Il ruolo di cui è investito è “tenere in piedi” la famiglia.
Elide Esposito, napoletana, prima della nascita di Federico Responsabile Sviluppo Italia Autogrill, oggi sta mantenendo fede alla sua promessa: “Se vivi ti dedico tutta la mia vita, te lo giuro.”
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