Cerca nel sito   Data
 Redazione di Bari
 

8 maggio - 'La cisterna' la tragedia delle morti bianche di Molfetta rivive con Mana Chuma Teatro - Lecce

08/05/2012

Martedì 8 maggio, ore 21, al Paisiello per “Teatri Abitati” La Cisterna. Eccezionale prova d’attore per uno spettacolo di forte denuncia sociale.
In collaborazione con “Libera”


Molfetta, marzo 2008: doveva essere un’operazione di routine, la pulitura di una cisterna vuota utilizzata per trasportare zolfo. Ma lo zolfo a contatto con l’acqua diventa acido solforico. Nessuno lo sapeva. È stata strage, alle tre del pomeriggio. Quattro operai muoiono soffocati dalle esalazioni di acido solforico nel tentativo disperato di salvarsi a vicenda. Un solo superstite.

Sarebbe stato “solo” un episodio di cronaca, una delle tante morti sul lavoro subito dopo dimenticate. Invece quella drammatica storia, tristemente nota come incidente del “Truck Center”, per voce di Pinuccio, unico sopravvissuto, risuona grazie a Mana Chuma Teatro con La cisterna, Finalista Premio Scenario per Ustica 2009, regia di Salvatore Arena, in scena a Lecce martedì 8 maggio, alle ore 21, Teatro Paisiello, ultimo appuntamento della Settimana del Teatro Civile promossa da Astràgali Teatro per “Teatri Abitati”.

In uno spazio completamente vuoto un uomo sulla trentina, Pinuccio, solo e alla deriva. Quel giorno mentre gli amici e colleghi muoiono uno dopo l’altro, lui immobilizzato, non riesce a muoversi per aiutarli. Così si salva, ma quella salvezza è una condanna pesantissima che sconta ogni giorno col senso di colpa e un dolore insostenibile.
Seduto su una sedia racconta il suo presente fatto di nulla e di disperate speranze.
In una piazza del sud della Puglia che lo stringe e lo circonda, attende il miracolo. Che San Nicola gli guarisca il braccio offeso che gli impedisce di lavorare e venga a cancellare le vergogna di una vita desolata, fatta di ferite indelebili.
La sua mancanza di coraggio, quella che non lo ha fatto precipitare nella cisterna in aiuto dei compagni e gli ha salvato la vita, diviene metafora della rinuncia al mutuo soccorso, alla condivisione, al sostegno reciproci. La salvezza coincide con il tradimento e l’abbandono, ma anche con il chinare la testa davanti ai soprusi, e con l’impossibilità di modificare un destino che appare ineluttabile.

Fondata nella metà degli anni novanta a Reggio Calabria, Mana Chuma Teatro è da sempre impegnata sul tema dell’identità culturale e storica meridionale, con operazioni drammaturgiche che attingono a storie e moduli della tradizione tradotti in forme artistiche innovative, nella prospettiva di un teatro in cui la parola serve a evocare e denunciare, opporsi ed affermare, riflettere e resistere.

Una bellissima prova d’attore quella di Massimo Zaccaria nei panni di Pinuccio, attentissimo a pesare le parole, perché siano quelle giuste, quelle più prossime al senso profondo della storia e della vita. Come lui stesso afferma“Prima di raccontare mi chiedo sempre: perché scelgo questa storia e non un’altra? Qual è il modo giusto, con quale punto di vista la racconto? Come testimone, come protagonista, come donna, come animale. Ne assumo i suoi occhi. Il corpo mi guida. Nella semplicità della storia cerco la mia nudità di uomo. La verità deve essere detta tutta senza fronzoli. Ogni parola mi pesa in bocca, ogni muscolo si allena, per lavare un camion. Si allenavano i polmoni per non respirare. Sciocco respiro zolfo acceso di un fiammifero per capire e non capisco. E allora rido e piango. Nessun metodo, solo la leggerezza dell’abbandono.

L’appuntamento realizzato da Astràgali Teatro, all’interno del progetto “Teatri Abitati: una rete del contemporaneo”, affidato dalla Regione Puglia al Teatro Pubblico Pugliese nell’ambito del FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) 2007 – 2013.

Ingresso 5 euro. Info: 306194, 320 9168440

 

 
 

Puglialive.net - Testata giornalistica - Reg.n.3/2007 del 11/01/2007 Tribunale di Bari
Direttore Responsabile: Nicola Morisco

Powered by studiolamanna.it