26 COMUNI MONTANI ESCLUSI NEL FOGGIANO. DAL FORUM ASMEL LA MOBILITAZIONE

Dai Monti Dauni al Forum ASMEL, la voce dei Comuni più esposti ai nuovi criteri sulla montanità: in provincia di Foggia 26 enti rischiano l’esclusione

29 maggio 2026 – Si è svolto oggi a Napoli il Forum delle Autonomie, l’appuntamento con cui ASMEL ha celebrato trent’anni di attività associativa rilanciando, insieme agli oltre 4.800 Enti Locali soci, una riflessione sul futuro dei Comuni tra autonomia, semplificazione burocratica e tutela dei territori. Al confronto nazionale hanno preso parte anche amministratori, dirigenti e funzionari dei comuni della provincia di Foggia.

Tra i temi centrali del Forum la nuova classificazione nazionale della montanità, che rischia di penalizzare numerosi territori fragili e aree interne. Una questione che riguarda da vicino anche il Foggiano, tra le aree più colpite dalla revisione dei criteri. In Puglia il rischio è una vera esclusione di massa, con il 77% degli enti attualmente ricompresi nell’elenco, 47 su 61, destinati a uscirne. La provincia di Foggia rappresenta il territorio più penalizzato, con 26 Comuni esclusi e caratterizzati da elevata vulnerabilità.

Intervistato all’evento Pasquale Marchese, Sindaco di Castelluccio Valmaggiore e Presidente dell’Area Interna dei Monti Dauni: «I Comuni dei Monti Dauni stanno affrontando questa revisione dei criteri con grande unità. I 29 enti dell’area hanno deciso di fare fronte comune perché l’esclusione dalla classificazione montana rischia di incidere sulle opportunità di sviluppo e sulla capacità di rispondere ai bisogni delle comunità locali. Stiamo inoltre rafforzando il confronto con le altre aree interne di Molise, Campania e Basilicata, convinti che solo attraverso una rete di territori con caratteristiche simili sia possibile far sentire con forza la propria voce e ottenere un reale ascolto istituzionale».

Nel corso del Forum è stato evidenziato come la nuova classificazione, introdotta con la legge 131 del 2025 e il successivo DPCM di febbraio, rischi di ridurre la montagna a un semplice dato tecnico, senza considerare criticità economiche, spopolamento e difficoltà nell’erogazione dei servizi nei piccoli Comuni.

Per questo ASMEL si è fatta promotrice, insieme agli enti coinvolti, di una mobilitazione istituzionale e giudiziaria a sostegno dei Comuni esclusi, supportando gratuitamente i ricorsi presentati dinanzi al TAR Lazio contro il provvedimento.

«La legge attuale non definisce la zona montana come una realtà socio-economica, ma come un mero dato geografico» ha dichiarato Francesco Pinto, Segretario generale ASMEL. «La ripartizione basata su pendenza e altimetria va accompagnata da strumenti capaci di leggere la reale fragilità dei territori. Per questo ASMEL continua ad affiancare gratuitamente i Comuni per difendere enti che non possono essere penalizzati da criteri incapaci di rappresentare la realtà amministrativa e sociale delle aree interne».

Il Forum ha confermato il ruolo della cooperazione tra Enti Locali come strumento concreto per dare voce ai territori e rafforzare la capacità dei Comuni di affrontare le trasformazioni amministrative e organizzative del Paese.