
- Prezzi equi per i prodotti agricoli
- Regole di etichettatura e pubblicità più chiare
- Regole di etichettatura più severe per alcuni prodotti carni, per la prima volta
Giovedì, il Parlamento e i negoziatori del Consiglio hanno concordato nuove disposizioni per rafforzare la posizione contrattuale degli agricoltori al fine di stabilizzare il loro reddito.
L’accordo informale raggiunto dai co-legislatori mira a garantire che i prezzi finali dei prodotti alimentari riflettano molteplici fattori, in particolare i costi effettivi di produzione sostenuti dagli agricoltori e che hanno un impatto diretto sul loro reddito. Tra le misure concordate, gli Stati membri sarebbero tenuti a istituire e pubblicare indicatori online da utilizzare come parametri di riferimento negli accordi contrattuali.
Il testo concordato include anche disposizioni per rafforzare il ruolo delle organizzazioni di produttori (PO) nell’organizzazione dei mercati e nella contrattazione collettiva, come far coinvolgere direttamente le PO con gli acquirenti e stabilire regole per impedire agli acquirenti di contattare direttamente i singoli produttori.
Etichettatura e marketing
L’accordo provvisorio chiarisce l’uso dei termini “equo” o “equo” per i prodotti agricoli e elenca i criteri per consentire tale etichettatura. Grazie ai negoziatori del Parlamento, tali criteri includerebbero, ad esempio, il contributo di un prodotto allo sviluppo delle comunità rurali e la promozione delle organizzazioni agricole.
Il testo concordato introducerebbe anche una definizione di carne come “parti commestibili degli animali” e specificherebbe che i nomi, come bistecca e fegato, devono essere riservati ai prodotti contenenti carne ed escludere quelli coltivati in laboratorio.
Il termine “short supply chain” sulle etichette o nella pubblicità dovrebbe essere usato solo per beni prodotti nell’UE con un numero limitato di intermediari tra l’agricoltore e il consumatore finale, o che vengono gestiti su brevi distanze o durante un breve periodo di viaggio.
Sostegno al settore lattiero-caseario
Infine, i co-legislatori hanno concordato delle misure, come contratti scritti obbligatori per sostenere i redditi dei produttori di latte alla luce delle difficili condizioni del settore. Tali contratti prevederebbero esclusioni per indicatori di prezzo e clausole di revisione.
Citazione
La relatrice Céline Imart (PPE, FR) ha dichiarato: “L’accordo raggiunto oggi rappresenta una grande vittoria per i nostri agricoltori. I contratti garantiti garantiranno loro un posto equo nella catena del valore e la necessità di un meccanismo di mediazione proteggerà il loro reddito in caso di controversia con l’acquirente principale.
Concedere alle organizzazioni di produttori non riconosciute un’esenzione dalla legge sulla concorrenza permetterà anche agli agricoltori di organizzarsi meglio, rafforzare il loro peso all’interno della catena del valore e proteggere il proprio reddito.
Per quanto riguarda la protezione della denominazione “carne”, questo accordo rappresenta un successo innegabile per i nostri allevatori. Riservando l’uso dei termini ‘bistecca’ e ‘fegato’ ai prodotti dei nostri allevatori, e impegnando i co-legislatori ad estendere la lista durante le trattative nell’ambito della riforma della Politica Agricola Comune, il Parlamento ha compiuto un passo decisivo in avanti. L’accordo trilogico raggiunto oggi riconosce il valore del lavoro degli allevatori e protegge i loro prodotti, frutti di un know-how unico, da una forma di concorrenza sleale.
Inoltre, l’inclusione esplicita nel testo del divieto di utilizzare la denominazione ‘carne’ per qualsiasi prodotto coltivato in laboratorio o a base cellulare costituisce un passo decisivo avanti per i nostri agricoltori e per la conservazione del patrimonio agricolo e alimentare che difendiamo.”
Passi successivi
L’accordo provvisorio deve ora essere approvato sia dal Parlamento che dal Consiglio prima che le nuove regole possano entrare in vigore.
Contesto
In risposta alle difficoltà e alle sfide affrontate dagli agricoltori dell’UE negli ultimi anni, la Commissione ha presentato nel dicembre 2024 una proposta per modificare alcune delle regole sull’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli (CMO), per rafforzare la posizione degli agricoltori nella catena di approvvigionamento alimentare.
La proposta mira a rafforzare le disposizioni esistenti sui contratti che coinvolgono gli agricoltori, rafforzare il potere contrattuale delle organizzazioni di produttori, semplificarne il riconoscimento e istituire un quadro di incentivi per schemi volontari e iniziative di sostenibilità sociale a beneficio degli agricoltori.
La proposta è collegata a un nuovo regolamento sulla cooperazione transfrontaliera nell’applicazione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali, che si collega anche agli sforzi per migliorare la posizione degli agricoltori.

