
È stata presentata, questa mattina, la rassegna musicale “Note culturali. Generazioni sonore. Concerti nei luoghi della conoscenza”, progetto promosso dalla Città Metropolitana di Bari in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni”.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale metropolitano attraverso la musica e il talento delle nuove generazioni, offrendo a circa cinquanta giovani musicisti, inseriti nell’Albo delle Eccellenze 2026 del Conservatorio, l’opportunità di esibirsi in alcuni dei più prestigiosi spazi della cultura cittadina: il Museo Archeologico di Santa Scolastica e la Biblioteca Metropolitana “De Gemmis”.
Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti la consigliera metropolitana delegata alla Promozione socio-culturale e turismo, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico, documentale e librario e Orchestra Metropolitana, Francesca Bottalico, e il direttore del Conservatorio, Valter Nicodemi.
Dal 19 giugno al 7 luglio, i giovani musicisti saranno protagonisti di sette concerti che trasformeranno musei e biblioteche in luoghi di incontro, ascolto e partecipazione, confermando il ruolo della cultura come motore di crescita sociale e comunitaria.
La rassegna prenderà il via venerdì 19 giugno negli spazi della Biblioteca Metropolitana “De Gemmis” con il concerto del Diafora Saxophone Quartet, per poi proseguire il 23 giugno al Museo Archeologico di Santa Scolastica con il Bariclarinet Ensemble. Il 26 giugno si tornerà in biblioteca con un Quartetto d’archi, mentre il 27 giugno il Museo ospiterà un raffinato Duo di chitarre.
Il calendario continuerà il 3 luglio nella Biblioteca “De Gemmis” con il Duo Khordè e il 4 luglio negli spazi di Santa Scolastica con un altro Quartetto d’archi, per concludersi il 7 luglio con l’esibizione della Bari Saxophone Orchestra, formazione che chiuderà la prima edizione della rassegna. Tutti gli appuntamenti avranno inizio alle ore 19.00 e sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Attraverso un programma che spazia tra ensemble e repertori differenti, la rassegna intende mettere in dialogo la creatività e l’energia dei giovani interpreti con il patrimonio storico, archeologico e librario della Città Metropolitana di Bari, restituendo ai luoghi della cultura una funzione sempre più aperta, partecipata e dinamica. Musei e biblioteche diventano così spazi vivi di produzione culturale e di incontro tra istituzioni, artisti e comunità.
«Oggi abbiamo presentato “Note culturali. Generazioni sonore”, un progetto che mette al centro i giovani, la musica e il valore della cultura come strumento di crescita, inclusione e partecipazione – ha dichiarato Francesca Bottalico –. Da tempo stiamo lavorando affinché musei, biblioteche e tutti i nostri contenitori culturali non siano semplici luoghi di conservazione, ma spazi vivi, aperti e dinamici, capaci di generare partecipazione, protagonismo e nuove opportunità per le comunità. Luoghi di prossimità, accessibili a tutte e a tutti, in cui la cultura diventa un diritto concreto e uno strumento di benessere collettivo, secondo una visione di welfare culturale e di comunità. Per questo desidero ringraziare il Conservatorio “Niccolò Piccinni” per aver accolto e condiviso la mia proposta, contribuendo con entusiasmo e competenza alla costruzione di un percorso che porta la musica fuori dalle aule e dentro i territori, rendendola accessibile e vicina alle persone. “Note culturali. Generazioni sonore” valorizza le eccellenze formative del Conservatorio e, allo stesso tempo, restituisce nuova vitalità ai luoghi della cultura metropolitana, creando occasioni di incontro, crescita e produzione culturale condivisa. Continuiamo a investire nella cultura come leva di sviluppo sociale e di benessere per le nostre comunità, convinti che il talento delle nuove generazioni rappresenti una delle risorse più preziose del nostro territorio».
«Con questa prima edizione della rassegna, il Conservatorio “Niccolò Piccinni” e la Città Metropolitana di Bari danno vita a una collaborazione che va ben oltre l’organizzazione di concerti – ha proseguito il direttore del Conservatorio, Valter Nicodemi -. E’ un patto culturale tra due istituzioni che credono nel valore della musica come strumento di crescita civile e di coesione sociale. Insieme portiamo i nostri giovani musicisti nei musei e nelle biblioteche metropolitane, trasformando i luoghi della conoscenza in spazi vivi di ascolto e incontro. I protagonisti di questa rassegna sono i nostri studenti: ragazze e ragazzi che ogni giorno affrontano anni di studio intenso, disciplina e dedizione, e che hanno raggiunto un livello artistico di vera eccellenza. Li vediamo crescere in aula, ma è sul palcoscenico – davanti a un pubblico reale, in luoghi carichi di storia e cultura – che il loro talento si rivela pienamente. Questi giovani musicisti non sono solo il futuro della musica pugliese: sono già il presente, e ne siamo profondamente orgogliosi. È questo il senso più autentico della formazione: non solo tecnica e repertorio, ma presenza nel mondo, responsabilità culturale, capacità di generare bellezza negli spazi della vita quotidiana. Ringrazio la Città Metropolitana di Bari per questa preziosa sinergia e invito tutti i cittadini a lasciarsi sorprendere dalla musica nei luoghi più inaspettati».

