All’Istituto Comprensivo Stomeo-Zimbalo, nella zona 167 di Lecce al via il progetto “Parla con me”

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Al via il progetto guidato dalla regista Nastro d’Argento 2026 Sophie Chiarello e dall’attore Ippolito Chiarello con gli studenti dell’Istituto Comprensivo Stomeo-Zimbalo di Lecce

Dalle attività di questi mesi nascerà un documentario sul tema della scelta e sulla vita in un quartiere di periferia

Cosa fare, chi essere, di chi fidarsi, cosa desiderare, come immaginare il proprio futuro: all’Istituto Comprensivo Stomeo-Zimbalo di Lecce parte il progetto “Parla con me” dedicato alle sfide dell’adolescenza, che unisce cinema, teatro, narrazione del sé con la guida della regista Sophie Chiarello e dell’attore Ippolito Chiarello.

“Parla con me” è un progetto finanziato dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola; è attuato dall’Istituto Comprensivo Stomeo Zimbalo in collaborazione con il DAMS dell’Università del Salento, Nasca Teatri di Terra, il Cinema DB d’Essai e con la produzione esecutiva di Eutopia Associazione Culturale.

Le attività prenderanno avvio domani, venerdì 27 febbraio con un incontro di presentazione rivolto a circa sessanta studenti e studentesse della scuola media.

Il progetto affronta il tema della scelta come momento centrale del percorso di crescita degli adolescenti, non solo come decisione scolastica, ma come processo identitario, emotivo e relazionale. Da questo percorso, che attraverserà spazi dedicati al dialogo e al confronto tra i ragazzi, attività performative, interviste alle famiglie, nascerà un documentario breve girato negli spazi della scuola, nel quartiere e nei luoghi coinvolti dal progetto. Al centro, gli adolescenti e i loro punti di vista sul tema della scelta e sul processo di crescita.

A condurre il progetto, coordinato da Matteo Chiarello di Eutopia, due personalità d’eccezione. La responsabile scientifica è la regista italo-francese (originaria del Salento) Sophie Chiarello, autrice di innumerevoli lavori per il cinema, premiata tra gli altri con il David di Donatello Cecilia Mangini 2023 per il documentario “Il cerchio”, e di recente con il Nastro d’Argento per il Documentario dell’anno 2026 per “Attitudini: nessuna”, sulla storia di Aldo Giovanni e Giacomo. Mentre a guidare i ragazzi attraverso il percorso laboratoriale sarà Ippolito Chiarello, artista che spazia tra teatro e cinema, vincitore nel 2020 del Premio Eolo (l’Oscar del teatro ragazzi) con lo spettacolo “Mattia e il nonno”, ideatore del Barbonaggio Teatrale, che dal 2009 raggiunge oltre 300 città in Italia e all’estero, e fondatore nella zona 167 di Lecce – il quartiere in cui sorge la scuola – dello spazio teatrale e multidisciplinare NASCA il Teatro.

Protagonisti di “Parla con me” sono ragazzi e ragazze di periferia, in piena trasformazione, nel momento in cui devono cominciare a decidere quale strada intraprendere per il proprio futuro scolastico: una scelta che parla di chi sono loro, le loro famiglie, che permette di aprire una finestra sul loro mondo, quello esteriore in relazione ai propri compagni e compagne, al loro universo famigliare, e anche quello più interiore e intimo. Cosa c’è alle loro spalle, come raccontano la loro storia scolastica, cosa vedono davanti a loro, cosa si aspettano dal loro futuro rispetto al contesto da cui provengono, alle aspettative o meno della famiglia, all’esperienza maturata fino a ora a scuola? Attraverso questo lavoro verrà fuori il racconto di uno spaccato di mondo che si fa universale nella misura in cui rappresenta chiunque si senta “escluso” nel senso di lontano dal “centro” delle città, dei luoghi dove accadono cose, dei cosiddetti luoghi delle opportunità.

La scuola

La scuola Stomeo-Zimbalo, con i suoi novecento alunni e alunne dai tre ai tredici anni, è un luogo di riferimento all’interno del quartiere Stadio, nel cuore della zona 167 di Lecce, luogo nel quale negli ultimi anni molte realtà artistiche – dal già citato NASCA il Teatro ai progetti di urban Art guidati da 167/B Street – hanno lavorato e fatto rete per coinvolgere e appassionare i più giovani dando loro strumenti e stimoli diversi per guardare al mondo.

Con il progetto “Parla con me” la scuola giunge alla sua terza esperienza cinematografica, dopo la partecipazione al documentario “Sperone 167 Palermo – Lecce 2022” diretto da Davide Currao, e al cortometraggio RubaCuori diretto da Lorenzo Corvino nell’ambito dell’azione Visioni Fuori Luogo – Cinema Scuola LAB.

“Parla con me” è anche un’autentica esperienza orientativa: confrontarsi con professionisti del settore che hanno trasformato una passione in professione diventa uno stimolo e un modello positivo. In questo percorso, la creatività si intreccia con lo sviluppo delle soft skills – comunicazione efficace, gestione delle emozioni, capacità di lavorare in gruppo, spirito di iniziativa – competenze fondamentali in qualsiasi ambito di studio e di lavoro.

Il percorso di “Parla con me”

“Parla con me” si configura come un’esperienza educativa e artistica che utilizza il teatro e il

cinema come strumenti di esplorazione di sé, di consapevolezza e di dialogo tra scuola, famiglia e territorio.

La prima fase coinvolgerà tutti gli studenti di seconda media in un’esperienza collettiva strutturata come un dispositivo performativo: attraverso domande stimolo, risposte fisiche, dinamiche di gruppo e momenti di confronto individuale, gli studenti saranno accompagnati a riflettere su identità, passioni, relazioni, fiducia, bellezza, presente e futuro.

A partire da questo lavoro verrà selezionato un gruppo ristretto di studenti che proseguirà in un laboratorio intensivo di scrittura e composizione fisica sul tema della scelta. I partecipanti elaboreranno testi personali e costruiranno una partitura performativa semplice e identitaria, lavorando sul corpo come strumento espressivo.

Il percorso prevede inoltre la realizzazione di interviste ai genitori, con l’obiettivo di attivare un dialogo intergenerazionale sul significato della scelta ieri e oggi.

Parallelamente, alcuni docenti dell’Istituto parteciperanno a un percorso di formazione a cura dei docenti del DAMS dell’Università del Salento, finalizzato al rafforzamento delle competenze nel linguaggio audiovisivo e alla continuità metodologica del progetto all’interno della scuola.

«Partecipo a progetti di cinema nelle scuole da molti anni e quello che sta iniziando qui a Lecce ha un valore particolare per me, perché accade nel Salento, territorio al quale sono molto legata – commenta Sophie Chiarelloe soprattutto perché attraverso laboratori di teatro e di cinema documentario tenteremo di accompagnare un gruppo di ragazzi e ragazze di seconda media in un percorso di scoperta di sé e di auto-racconto. Il tema della scelta (quella del percorso da seguire dopo la secondaria di primo grado) è un vettore che permetterà a loro di indagare e raccontare il proprio universo (anche attraverso l’uso dei propri telefoni cellulari) e a noi adulti forse di scoprirlo. La speranza è che i ragazzi e le ragazze di questo istituto e quelli che li scopriranno attraverso il documentario che realizzeremo insieme, possano pensare che il mestiere del cinema possa essere una possibilità di futuro anche per loro».

«Credo che questo progetto sia importante anche perché diventa uno dei rami che stanno crescendo dopo la nascita di un teatro in una periferia scomoda, ma stimolante come non mai a tutti i livelli, come quella della 167B, oggi quartiere Stadio – commenta Ippolito Chiarello la collaborazione con la scuola è partita ormai da tre anni, con progetti pomeridiani di laboratorio con i ragazzi, svolti in teatro, e un percorso curriculare per le classi terze delle elementari con sei attrici e danzatrici. Questo progetto di cinema, con persone che lavorano con la stessa filosofia e con grande efficacia, è il coronamento naturale di un percorso che cresce e si articola sempre di più».

«Grazie al progetto “Parla con me” prosegue con entusiasmo il percorso cinematografico della scuola, che si conferma luogo di crescita educativa e culturale a 360 gradi – commenta la dirigente scolastica dello Stomeo-Zimbalo Maria Elisabetta Tundouno spazio in cui si formano competenze, si coltivano talenti e si orientano scelte future. “Parla con me” è molto più di un laboratorio cinematografico: è un’esperienza formativa che nasce con l’idea di unire il territorio, superando stereotipi e pregiudizi, in collaborazione con altre scuole in rete e associazioni culturali che collaborano con questo istituto per preparare i ragazzi a immaginare, costruire e orientare il proprio futuro, con consapevolezza e fiducia».

Sophie Chiarello è una regista italo-francese; nasce e cresce in Francia da genitori pugliesi, studia cinema alla scuola FEMIS di Parigi, vive a Roma.

Inizia la sua carriera in Italia come aiuto regista di G. Salvatores, M. Venier, E. Winspeare, K. Rossi Stuart, G. Piccioni, W.Labate, M.Risi, M.Cesena…, e collabora con molti registi pubblicitari italiani e non solo.

Scrive e dirige tre cortometraggi (Ficarigna, U Semafuru, Un filo intorno al mondo) premiati in diversi festival. Un filo intorno al mondo con Aldo, Giovanni & Giacomo, è finalista ai Nastri d’Argento nel 2006 e partecipa a diversi festival in Italia e all’estero.
Collabora alla regia del film La banda dei babbi natale di Aldo Giovanni e Giacomo, e dirige il suo esordio Ci vuole un gran fisico (Medusa-Agidi) che esce nei cinema nel 2013.

Contemporaneamente sviluppa i suoi progetti di documentario e nel 2012 scrive e dirige con sua sorella Anna-Lisa Chiarello RITALS, domani me ne vado che partecipa a numerosi festival in Italia e all’estero e vince il premio speciale della giuria al Festival del Cinema Italiano di Annecy 2012.

Il cerchio, di cui è autrice e regista, è il suo secondo documentario, è prodotto da Indigo Film e vince la menzione speciale della giuria al festival Alice nella città della Festa di Roma 2022, vince il premio Corso Salani del Festival
AlpeAdriaFilmFestival 2023, il premio Young Jury del Festival di Bolzano 2023, è nella cinquina finalista del premio Valentina Pedicini dei Nastri d’Argento 2023 e vince il Premio David di Donatello Cecilia Mangini 2023 per il miglior documentario, il premio PD Word al Salina Doc Fest 2024 e continua ancora oggi il
suo giro nei festival.

Ha scritto e diretto il film documentario Attitudini: nessuna sulla storia di Aldo Giovanni e Giacomo, prodotto da Medusa, Agidi e Indigo Film. Uscito il 4 dicembre 2025 al cinema, al film è stato attribuito il Nastro d’Argento per il Documentario dell’anno 2026.

Ippolito Chiarello, artista pugliese che spazia dal teatro al cinema, alla musica. Dopo varie esperienze con Dario Fo e dieci anni con la Compagnia Koreja di Lecce, intraprende una sua strada indipendente nel 2007 con la sua sigla teatrale Nasca teatri di terra. Importanti collaborazioni con la Compagnia Factory, La luna nel letto, Teresa De Sio, Giorgio Barberio Corsetti, Mario Perrotta. Con Mattia e il nonno nel 2019 vince il prestigioso Premio Eolo, miglior spettacolo 2020, l’oscar del teatro ragazzi e MENZIONE speciale migliore interpretazione a Festebà 2021. Il suo percorso di ricerca (spettacoli, progetti, formazione) si focalizza, con la sua sigla teatrale NASCA TEATRI DI TERRA, nel recupero della relazione pubblico-artista e ha creato la modalità del Barbonaggio Teatrale (2009). Ha raggiunto più di 300 città italiane, molte città e capitali europee (Madrid, Barcellona, Parigi, Londra, Berlino, Nantes) e il Canada (Vancouver). È diventato un vero e proprio movimento teatrale ed è stato segnalato per il Premio UBU e Premio Rete Critica nel 2014. Nel cinema ha lavorato tra gli altri con i registi Edoardo Winspeare; Antonio Morabito, Cosimo Alemá, Cristina Comencini, Luca Miniero e le attrici e attori Virna Lisi, Claudio Santamaria, Claudio Gioè, Luisa Ranieri. Insegna recitazione nell’AMA, Accademia Mediterranea dell’Attore a Lecce dal 2016. Ha aperto a Lecce uno spazio teatrale, NASCA il teatro, in un quartiere disagiato della città, dove ha attivato un progetto multidisciplinare con altri artisti e con una proposta artistica molto varia, di formazione ed eventi.

Eutopia è un’associazione culturale composta da professionisti del mondo del cinema, della fotografia e dell’area psicologica, che da anni realizza progetti di didattica cinematografica nelle scuole, coinvolgendo studenti di tutte le età, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. Eutopia è animata dalla visione di cinema come linguaggio espressivo e, insieme, strumento educativo ed esperienza condivisa: non solo oggetto di studio, ma occasione concreta di crescita, dialogo e scoperta di sé.
I percorsi di Eutopia intrecciano visione, analisi e produzione audiovisiva, accompagnando gli studenti nell’esplorazione delle emozioni e della comunicazione. Accanto al lavoro sul linguaggio filmico, si integrano pratiche di meditazione e consapevolezza, che favoriscono l’ascolto interiore, l’attenzione e una relazione più profonda con le immagini e con il gruppo. Un elemento fondamentale è la sala cinematografica, spazio insostituibile di esperienza sociale ed estetica: il buio condiviso, lo schermo grande e la visione collettiva trasformano il film in un momento di partecipazione e confronto che va oltre la fruizione individuale.
Nel tempo Eutopia ha collaborato con case di produzione cinematografica e associazioni attive nel sociale, costruendo reti capaci di ampliare l’impatto culturale e formativo dei progetti. Per promuovere un cinema che educa allo sguardo, alla sensibilità e alla relazione.