
La promozione della salute passa sempre più attraverso la prevenzione e la diffusione di corretti stili di vita. È questo il messaggio emerso dal convegno “Dieta Mediterranea: salute, territorio e professioni in rete”, svoltosi questo pomeriggio nella sala convegni dell’Ordine dei Farmacisti di Bari e BAT, promosso nell’ambito delle iniziative dedicate agli Stati Generali dei Giovani – Terra di Bari.
L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle professioni sanitarie per riflettere sul valore della dieta mediterranea come modello culturale e sanitario, capace di incidere concretamente sulla prevenzione delle principali patologie croniche.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Bari e BAT, del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, del deputato Michele Picaro e dell’avvocato Jacopoantonio Ciccarelli, presidente dell’ETS Stati Generali Terra di Bari.
L’introduzione è stata affidata a Roberto Capozza, mentre il coordinamento dei lavori è stato curato da Federica Faccitondo, coordinatrice del Dipartimento Salute e Vicesegretaria di AGIFAR Bari-BAT.
Nel corso delle sessioni tematiche, dedicate rispettivamente alla relazione tra salute e stili di vita, al rapporto tra economia, territorio e filiera della dieta mediterranea e ai profili etici e di valorizzazione delle produzioni locali, i relatori hanno affrontato il tema da prospettive differenti ma convergenti: scientifica, sanitaria, economica e sociale.
Tra gli interventi quelli della dottoressa Luciana Lanciachia, farmacista e biologa nutrizionista, e del dottor Carlo De Matteis, ricercatore impegnato nello studio del modello mediterraneo e dei suoi effetti sulla prevenzione delle malattie croniche. A portare il contributo del mondo accademico è stata anche la professoressa Filomena Corbo, del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Bari.
Dai diversi contributi è emerso con chiarezza come oggi sia più corretto parlare non soltanto di dieta mediterranea, ma di un vero e proprio “stile di vita mediterraneo”: un insieme di comportamenti che comprende alimentazione equilibrata, attività fisica, relazioni sociali e valorizzazione delle produzioni del territorio.
Uno stile che la comunità scientifica riconosce come uno dei più efficaci strumenti di prevenzione nei confronti delle malattie cardiovascolari, metaboliche e oncologiche, oggi tra le principali cause di morbilità nei Paesi occidentali.
In questo scenario è stato sottolineato il ruolo centrale dei farmacisti, sempre più protagonisti nella diffusione della cultura della prevenzione. Grazie alla loro presenza capillare sul territorio e al rapporto di fiducia consolidato con i cittadini, le farmacie rappresentano infatti un presidio sanitario di prossimità capace di orientare comportamenti e scelte quotidiane.
Dal confronto è emersa una visione condivisa: i farmacisti sono chiamati a diventare promotori attivi di uno stile di vita sano, veri e propri ambasciatori di un modello che unisce salute, cultura alimentare e identità territoriale.
Il convegno si è concluso con l’impegno a rafforzare la collaborazione tra professioni sanitarie, istituzioni e mondo della ricerca, affinché la promozione dello stile di vita mediterraneo diventi sempre più una strategia concreta di sanità pubblica, capace di incidere sulla qualità della vita delle comunità.

