
La nuova ondata di rincari delle materie prime, con aumenti che in alcuni casi superano il 50%, sta mettendo sotto forte pressione i cantieri italiani, riaprendo il tema della sostenibilità economica dei contratti pubblici.
“Gas, bitume, gasolio: i prezzi registrano impennate vertiginose. Il petrolio, nella prima metà di marzo, è cresciuto di oltre il 30%, mentre gasolio e gas naturale hanno raggiunto aumenti rispettivamente del 46% e del 55%. Particolarmente critica è la situazione del bitume, con picchi del +50%. Oggi un’opera di pavimentazione stradale costa fino al 25% in più rispetto a un mese fa. Se questo scenario dovesse protrarsi, il rischio di compromettere la sostenibilità dei contratti pubblici già in esecuzione è concreto” – afferma Gabriele Greco, Presidente di ANCE Lecce.
In questo contesto, ANCE Lecce richiama l’attenzione delle imprese e delle stazioni appaltanti sugli strumenti di tutela previsti dal D.Lgs. 36/2023, il nuovo Codice dei Contratti Pubblici, che introduce meccanismi chiari per il riequilibrio dei rapporti contrattuali in presenza di eventi straordinari e imprevedibili.
Il Codice prevede infatti la possibilità di intervenire quando l’equilibrio tra le parti risulta compromesso: da un lato, la stazione appaltante interessata alla realizzazione dell’opera, dall’altro, l’impresa, che ha diritto a operare in condizioni economicamente sostenibili. Quando fattori esterni, come crisi geopolitiche o energetiche, incidono in modo significativo sui costi, sono previsti rimedi specifici.
“Il primo strumento – prosegue il Presidente Greco – è la rinegoziazione del contratto, disciplinata dagli articoli 9 e 120, che può essere attivata anche in assenza di clausole specifiche. La parte che subisce lo squilibrio può richiedere tempestivamente l’apertura di un confronto. Inoltre, nel caso in cui la rinegoziazione non produca risultati e qualora ricorrano circostanze speciali che impediscono temporaneamente che i lavori procedano utilmente a regola d’arte, resta sempre la possibilità ex art. 121 di disporre la sospensione totale o parziale dell’esecuzione del contratto”.
ANCE Lecce auspica che le stazioni appaltanti e gli operatori economici agiscano con senso di responsabilità condivisa, nel rispetto delle regole e a tutela dell’interesse pubblico per evitare il blocco dei cantieri e garantire la continuità delle opere.

