AP Monopoli – Cus Foggia 79-81

Angelo Prete ph. Gaetano Carbonara

EQUILIBRIO COSTANTE TRA REGOLAMENTARI E SUPPLEMENTARI E TENSIONE AGONISTICA A FIOR DI PELLE: IL FEBBRAIO DELL’AP SI APRE CON UNA BEFFA.

La pallacanestro ingloba in sé una dicotomia che è rara nelle altre discipline: sa premiare e sa condannare. Sa far gioire e, una frazione di secondo dopo, disperare. È giudice terzo e imparziale, ma deciso quando si tratta di emettere verdetti. Risultati che riflettono ambizioni, paure, fame e indolenza.

L’incontro di sabato 7 febbraio, andato in scena alla Tensostruttura e che ha visto battagliare AP Monopoli e CUS Foggia, ha regalato al caloroso pubblico di questo inusuale sabato cestistico una suspense continua, degna della migliore pellicola targata Alfred Hitchcock. Canestri, fisicità, intensità, gambe piegate in difesa, parziali, controparziali e non uno, bensì due tempi supplementari.

Ma andiamo con ordine: Coach Romano ha il roster a completa disposizione, eccezion fatta per Andrea Lasorte, operatosi al ginocchio poco più di dieci giorni fa. Rispetto all’ultima uscita contro Mesagne di fine gennaio, Arancibia riassaggia il parquet. Con l’argentino ex Anspi Santa Rita, è Giovanni Romano è il play a cui vengono affidate le chiavi della regia. Se gli esterni cambiano, lo stesso non si può dire per il pacchetto lunghi: Preite e Prete agiscono da “tre” e da “quattro”, mentre a John è affidato l’incarico di limitare il lungo ospite, ossia Aleksi Liukko. Assieme all’infinito finlandese di 211 cm, Coach Marra opta per Bruttini, Indelicato, Lioce e Canistro.

Neanche a dirlo, Liukko vince la palla a due e Lioce non si fa sfuggire l’occasione di segnare i primi due della partita, grazie a un mezzo gancio ad altezza dello smile, dopo aver raccolto il suo stesso errore. Quello della posizione di Lioce, spesso e volentieri cercato e trovato in post, sarà un pattern ricorrente nella partita di Foggia. Non a caso, il classe ’98 chiuderà con trenta punti a referto. La risposta dell’AP è veemente: un parziale di 9-2 targato Arancibia, Prete e John suggella il primo break dei padroni di casa (9-4 al 4’). I cussini, di contro, alzano i giri del motore in ambedue le metà campo, tenendo a bada le sortite offensive monopolitane e chiudendo il primo periodo in vantaggio di un singolo possesso (15-17 al 10’).

A differenza di quanto accaduto nelle ultime uscite stagionali, l’AP approccia il secondo quarto un po’ contratta: i cambi, eccezion fatta Lamanna, subito a segno con una tripla, non rivitalizzano la squadra di Coach Romano. Foggia, dal canto suo, non ne approfitta: quando mancano cinque minuti alla pausa lunga, il punteggio si è smosso appena e il tabellino recita 18-23 in favore dei dauni. Un’altra conclusione dall’arco, stavolta di Preite, smuove finalmente la retina, restituendo un po’ di torpore e di ritmo a una gara molto spezzettata, vuoi per la posta in palio, vuoi per la fisicità messa in mostra dalle due pretendenti. Negli ultimi tre minuti Monopoli colpisce dalla lunetta con Arancibia e in contropiede con Preite; il CUS, invece, con la penetrazione di Padalino e con il blitz di Bruttini, bravo ad approfittare di una distrazione della difesa dell’AP, non accoppiata a dovere sulla rimessa offensiva a 1.2 secondi dalla sirena (27-30 al 20’).

Nel terzo quarto è battaglia vera. Giovanni Romano si tuffa sul parquet per strappare il pallone dalle mani di Bruttini, come se fosse l’ultimo possesso della partita. Dalla panchina, Coach Romano suona la carica e chiama a raccolta la splendida cornice di pubblico. Come recita un celebre motto cestistico, spesso richiamato in Europa e citato anche da Angelo Prete nell’ultima intervista, “da una buona difesa nasce un ottimo attacco”: nel possesso successivo è proprio il numero 1 a colpire, trovando il fondo della retina con una tripla dalla punta (34-32 al 23’). Le due squadre non lesinano a scambiarsi canestri, ma è Monopoli a tentare di assestare il primo colpo del KO sul tramonto di terza frazione. A suon di bombe, Romano, Lamanna e Preite portano l’AP sul +6 che, a conti fatti, rappresenta il massimo vantaggio di serata. Foggia, però, chiude la terza frazione così come aveva fatto con la seconda: canestro a dieci secondi dal termine, stavolta di Lioce, dal solito post.

Il quarto e ultimo periodo regolamentare si apre con il buon aiuto difensivo di Sbaragli, cui segue un morbido floater dello stesso ex Ruvo. Per tre minuti nessun canestro dal campo: la retina si muove solo dalla lunetta, fino a quando Dudyk non inchioda una schiacciata in campo aperto, regalando a Foggia il +3 (51-54 al 35’). Nel cosiddetto “crunch-time”, ossia nel momento in cui ogni giocata può fare la differenza, la bomba di Preite regala all’AP il sorpasso (57-56 al 37’). Lioce e Ianzano, però, rispondono dall’altra parte, riportando il CUS al comando (59-63 al 39’). Monopoli ha il grande merito di non voler saperne di arrendersi: Arancibia punisce i dauni, indecisi sugli accoppiamenti in transizione difensiva. Poi, dagli sviluppi di una palla recuperata dal tandem Romano-Preite, lo stesso argentino suggella la parità dalla linea della carità. L’ultima azione è di marca foggiana, con Indelicato che si alza da tre punti, trovando però solo il primo ferro. Il rimbalzo è, paradossalmente, del più piccolo: Romano raccoglie la sfera e lancia una preghiera da metà campo, che non va troppo lontana dall’essere accolta dagli Dei del basket. Si va all’over time.

Il primo dei due tempi supplementari ricalca l’andazzo di tutta la gara: equità assoluta, frutto di un 6 pari di parziale.

Il secondo supplementare è più frizzante. Si apre con un break degli ospiti: Lioce, prima, e Indelicato, poi, firmano l’allungo sul 69-74 al 46’. Sponda Monopoli, invece, John e Arancibia risolvono il cubo di Rubik, riportando l’AP a contatto (73-74 al 47’). Dopo qualche possesso a vuoto e qualche palla persa di troppo, Foggia ha la possibilità di vincere la partita. Canistro, ex Termoli, viene chiamato in lunetta per due liberi, conseguenza dell’antisportivo sanzionato all’AP ma, incredibilmente, fallisce il match point. Quando mancano trenta secondi, inizia il leitmotiv dei falli sistematici. Dalla lunetta Indelicato è glaciale, così come Arancibia (79-80 a 4.9” dal termine). Tocca allora a Lioce chiudere la pratica: il numero 9 fa bottino mezzo pieno, regalando a Monopoli la chance di vincere la contesa con una tripla (79-81 a 1.4” dalla sirena). Arancibia ci prova, ma il suo tiro impossibile, scoccato su una gamba tra tre giocatori cussini e con pochi decimi sul cronometro, si spegne sul primo ferro, regalando al CUS Foggia la tanto agognata vittoria per 79 a 81.

Una partita dalle mille maschere, sicuramente in linea con lo spirito carnevalesco del periodo febbrarino. L’AP ha dimostrato uno spirito tutt’altro che lassista anche nelle circostanze più impervie della partita. Coach Romano e ragazzi hanno navigato in acque burrascose e sono riusciti a riportare la barca in rotta in almeno due frangenti critici, quando la speranza sembrava sul punto di ammainare bandiera bianca. Questa la base sulla quale ripartire, sia per affrontare lo scontro di sabato 14 febbraio sul parquet della capolista Nardò, sia per cercare di ottenere un piazzamento play-off, oggi momentaneamente a vantaggio di altre contendenti. L’AP, in virtù di questa sconfitta, rimane a quattordici punti in classifica ma, comunque, in piena corsa per salire sul vagone della “post-season”.

AP Monopoli-Cus Foggia 79-81 d.2t.s.
Risultati dei quarti: 15-17 1Q | 27-30 2Q | 49-45 3Q | 63-63 4Q | 69-69 1° T.S. | 79-81 2° T.S.
Parziali: 15-17; 12-13; 22-15; 14-18; 6-6; 10-12

Tabellini:
AP Monopoli: Martinelli, Prete 15, Sbaragli 2, Bruni, Manchisi, John G. 10, Lamanna 9, Preite 11, Romano 4, Lazzari n.e., Arancibia Nery 25, Ravelli 5
Coach Romano C., primo ass. Gonnella

Cus Foggia: Indelicato 11, Zagni, Bruttini 6, Canistro 5, Ianzano 6, Lioce 30, Padalino 5, Colapietro n.e., Taranto n.e., Dudyk 2, Liukko 16.
Coach Marra

arbitri: Franco V., Loglisci G.