Bari – “Il Munaciello e la bella ’Mbriana”: la fata della casa e gli spiritelli domestici al teatro Abeliano

photo Egidio Magnani

C’è un filo sottile, antico e tenace, che lega la tradizione popolare del Sud alle case, ai loro silenzi, ai loro segreti. Ieri sera, al Teatro Abeliano, quel filo si è trasformato in scena grazie a Il Munaciello e la bella ’Mbriana, nuovo lavoro scritto da Vito Signorile e Antonella Liso, che ne sono anche protagonisti insieme a Davide Ceddia, Enzo Sarcina ed Enzo Vacca.

Lo spettacolo affonda le radici nelle credenze legate alla “Fata della casa” e agli spiritelli domestici, figure benevole ma capricciose, capaci di proteggere o spaventare chi non rispetta le regole non scritte della convivenza con il mondo invisibile. Una materia antica, che Signorile dirige con mano sapiente, forte di una lunga ricerca folklorica che emerge in ogni gesto, parola e intonazione.

photo credit Egidio Magnani – Puglialive.net

Il racconto immagina un incontro-scontro tra due tra le più celebri presenze del folklore partenopeo: il Munaciello e la bella ’Mbriana. Due entità opposte e complementari, che si contendono la “tutela” della casa del compianto Pino Daniele. Da qui prende vita un gioco teatrale fatto di sfottò, schermaglie amorose, invenzioni comiche e improvvisi affondi nella verità storica e umana del grande musicista napoletano.

Il risultato è un equilibrio riuscito tra leggerezza e malinconia, tra sorriso e memoria. Il pubblico segue con divertimento e partecipazione, riconoscendo in quelle figure fantastiche un pezzo della propria cultura, della propria infanzia, del proprio immaginario collettivo.

La scena, curata da Scenotesi, è essenziale ma evocativa, popolata da oggetti che sembrano avere una vita propria. Le luci di Danilo Milillo disegnano atmosfere sospese, quasi domestiche, che avvolgono gli attori e amplificano il senso di mistero.

La musica gioca un ruolo fondamentale: gli arrangiamenti e le composizioni originali di Davide Ceddìa e Roberto Baratto dialogano con le canzoni di Pino Daniele, che emergono come frammenti di memoria affettiva, mai invadenti, sempre rispettosi. I costumi di Nuccia Malcangi completano il quadro con un tocco di eleganza e carattere.

Signorile e Liso guidano la scena con naturalezza, dando vita a personaggi che oscillano tra il comico e il poetico. Accanto a loro, Ceddia, Sarcina e Vacca contribuiscono a creare un ritmo vivace, corale, che non perde mai di intensità.

La regia di Signorile si distingue per equilibrio e misura: non cede alla tentazione del folklore caricaturale, ma lo restituisce nella sua dimensione più autentica, quella che sa far sorridere e riflettere allo stesso tempo.

Il Munaciello e la bella ’Mbriana è uno spettacolo che parla al cuore del pubblico meridionale, ma che può essere compreso e amato ovunque. Perché racconta di case che respirano, di presenze che ci accompagnano, di un patrimonio culturale che continua a vivere grazie a chi lo custodisce e lo reinventa.

All’Abeliano, ieri sera, quel patrimonio ha trovato una nuova forma, luminosa e divertente, capace di unire tradizione e teatro contemporaneo con rara delicatezza.