
È stata presentata questa mattina, a Palazzo di Città, “Mare Inclusivo”, l’iniziativa giunta alla terza edizione e pensata per avvicinare persone con disabilità e pazienti oncologici agli sport di scivolamento acquatico attraverso l’organizzazione di due distinti open day per l’avvio di corsi gratuiti di sup sotto la guida di Angela Carbonara, istruttrice tecnica federale FISSW (Federazione Italiana Surfing Sci Nautico e Wakeboard).
All’incontro con la stampa sono intervenuti l’assessore alla Giustizia e al Benessere sociale e ai Diritti civili Michelangelo Cavone, il consigliere comunale e metropolitano delegato alle Politiche per le persone con disabilità Italo Carelli, l’istruttrice tecnica federale FISSW Angela Carbonara, il presidente del Comitato Paralimpico regionale Gianni Romito, la presidente regionale di Special Olympics Ketty Lorusso e l’oncoematologo Attilio Guarini, già primario dell’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari.




“Buongiorno e grazie per essere qui – ha esordito Italo Carelli -. La Puglia conta 870 chilometri di costa, la Città metropolitana di Bari circa 150, da Molfetta a Monopoli, mentre il Comune di Bari ne ha 42. Per questo siamo stati particolarmente felici di patrocinare un progetto che unisce inclusione e solidarietà. Ci auguriamo che l’esempio che parte oggi dalla città di Bari possa essere raccolto dagli altri Comuni della Città metropolitana che si affacciano sull’Adriatico e, magari, da tante altre località marittime della nostra regione”.
“Questa è una manifestazione che mette insieme sport, inclusione e solidarietà – ha proseguito Michelangelo Cavone -. Credo che lo sport sia il più potente strumento di inclusione che esista, e gli sport legati al mare lo sono in modo particolare perché, oltre a promuovere benessere, rafforzano il rapporto con la risorsa più preziosa della città di Bari: il mare.
Proprio sulla costa l’amministrazione comunale ha investito molto negli ultimi anni attraverso interventi di recupero e riqualificazione e grazie a progetti che, con il supporto fondamentale delle associazioni e del privato sociale, consentono anche alle persone più fragili di vivere pienamente il mare.
Proprio ieri ho partecipato all’inaugurazione dell’associazione “Gli Amici per Filippo”, nata per ricordare il direttore del Barion tragicamente scomparso e per promuovere l’inclusione delle persone in difficoltà socio-economica e delle persone con disabilità. È l’ennesima conferma di quanto il tessuto associativo locale abbia voglia di fare rete e costruire una comunità realmente inclusiva, a partire proprio dai più fragili.
Come amministrazione dobbiamo continuare a fare sempre di più, ad esempio garantendo l’accessibilità al mare anche sulle spiagge pubbliche, non soltanto a Pane e Pomodoro e San Girolamo, dove è già attivo un servizio di assistenza con l’utilizzo della sedia Job. A questo proposito sono in corso due progetti dedicati all’accessibilità sulla costa di Palese e Santo Spirito: entro agosto contiamo di offrire una spiaggia attrezzata per le persone con disabilità nei pressi della Vela di Palese, mentre per Santo Spirito sarà probabilmente necessario attendere il prossimo anno. È un impegno che vogliamo rafforzare per rendere le nostre coste e il nostro mare sempre più inclusivi, proprio come accadrà grazie a questa straordinaria iniziativa, per la quale ringraziamo organizzatori e volontari”.
“Siamo arrivati alla terza edizione di questo progetto, che ho il piacere di promuovere come tecnico federale della FISSW con specializzazione in SUP e surf paralimpico – ha spiegato Angela Carbonara -. Tengo a precisare che l’iniziativa è stata realizzata grazie a donazioni private e non attraverso fondi comunali, così da garantire anche quest’anno attività sportive gratuite a persone vulnerabili.
Sabato 30 si terrà l’open day dedicato ai pazienti oncologici: dieci partecipanti, dopo la supervisione del dottor Guarini, potranno seguire cinque lezioni gratuite di SUP sul waterfront di San Girolamo grazie alla collaborazione con la scuola Surf Bari. Domenica 31, invece, sarà la volta dell’open day rivolto a dieci ragazzi con disabilità, che verranno selezionati per partecipare a cinque lezioni gratuite di SUP sempre sul waterfront di San Girolamo con la collaborazione con la scuola Surf Bari. Al termine del percorso organizzeremo una festa finale durante la quale saranno consegnati gli attestati di partecipazione”.
Alla conferenza stampa è intervenuto a sorpresa anche il sindaco Vito Leccese.
“Desidero ringraziarvi – ha dichiarato il sindaco – perché è molto importante puntare sullo sport come strumento di inclusione. Troppo spesso siamo abituati a considerarlo soltanto come competizione, mentre quando diventa occasione concreta di partecipazione contribuisce a costruire quel senso di comunità fondamentale per garantire a tutti l’accesso ai diritti e alla vita della città.
Garantire giustizia e benessere sociale, per un ente pubblico, significa lavorare per una città accessibile, equa e giusta, capace di prendersi carico dei bisogni di tutti e di assicurare un benessere il più possibile diffuso.
Bari è la città del Mezzogiorno che investe maggiormente nel sociale, con una voce di bilancio dedicata pari a 220 milioni di euro, eppure spesso questo non basta a fronteggiare nuove marginalità, nuove povertà e bisogni sempre più complessi.
Per questo il vostro impegno è prezioso: svolgete un’attività di sussidiarietà fondamentale, prevista anche dalla Costituzione, laddove le istituzioni da sole non riescono ad arrivare ovunque.
Il mondo del volontariato, dell’associazionismo, degli enti di promozione sportiva e la disponibilità di professionisti come Attilio Guarini rappresentano un valore enorme, perché aiutano a recuperare il senso del dono all’interno della comunità: il contributo che ciascuno può offrire mettendo a disposizione non soltanto risorse economiche, ma anche tempo, competenze e capacità di creare relazioni.
L’iniziativa di oggi va esattamente in questa direzione e utilizza il mare come elemento che unisce, include e non esclude, un contesto naturale capace di ispirare spontaneamente sentimenti di bellezza e inclusione”.
“Ringrazio Angela Carbonara per l’invito e il Comune di Bari per l’ospitalità – ha dichiarato Gianni Romito -. Il Comitato Italiano Paralimpico lavora ogni giorno per promuovere lo sport come diritto di tutti e iniziative come questa rappresentano un esempio concreto di inclusione attraverso l’attività sportiva.Abbiamo già avviato in Puglia progetti di avviamento allo sport per persone con disabilità e vedere ragazzi in carrozzina o giovani con disturbi dello spettro autistico praticare discipline come il SUP dimostra quanto il mare possa diventare uno spazio autentico di partecipazione e benessere. Queste esperienze devono aiutarci anche a rafforzare l’impegno sull’accessibilità delle coste. L’accesso al mare non riguarda soltanto le infrastrutture, ma anche la presenza di servizi e assistenza adeguati che consentano davvero a tutti di vivere il mare in sicurezza e autonomia..
Mi auguro che iniziative come “Mare Inclusivo” possano diffondersi sempre di più sul territorio e contribuire a rafforzare una cultura dell’inclusione che riconosca a ogni persona il diritto di vivere pienamente lo sport e il mare”.
“La presenza mia e della direttrice provinciale – ha sottolineato Ketty Lorusso – non vuole evidenziare criticità, non perché non esistano, ma perché oggi vogliamo soprattutto dire grazie al sindaco per l’ospitalità, a Italo Carelli per il costante coinvolgimento e ad Angela Carbonara per l’opportunità offerta a Special Olympics, che quest’anno partecipa per la prima volta tra i partner dell’iniziativa.
Siamo estremamente felici di far parte di questo progetto perché, insieme alle famiglie, lavoriamo ogni giorno per contribuire a quella grande rivoluzione culturale che si chiama inclusione”.
“Fino a pochi anni fa – ha concluso Attilio Guarini – la priorità era garantire la sopravvivenza ai pazienti oncologici; oggi, grazie ai progressi della ricerca, possiamo parlare sempre più spesso di guarigione e di qualità della vita. Per questo lo sport e l’attività fisica adattata rappresentano strumenti fondamentali di cura”.
Guarini ha ricordato poi l’esperienza maturata in un progetto di ricerca promosso con il Ministero della Ricerca sull’attività fisica nei pazienti con linfoma, i cui risultati, pubblicati a livello internazionale, hanno dimostrato benefici significativi in termini di qualità della vita, riduzione degli effetti collaterali e miglioramento della sopravvivenza. “Oggi possiamo considerare l’attività sportiva una vera e propria terapia complementare – ha aggiunto – e iniziative come questa dimostrano quanto il mare e lo sport possano contribuire concretamente al benessere delle persone”.

