
Martedì 17 marzo 2026, ore 15.00
AQP Sala conferenze, Palazzo dell’Acqua – via Cognetti 36, Bari
Cosa è cambiato dall’approvazione della legge che introduce il reato autonomo di femminicidio? La legge 2 dicembre 2025, n. 181 – in vigore dal 17 dicembre 2025 – rappresenta davvero un intervento storico in un’epoca in cui la violenza contro le donne costituisce un fenomeno strutturale, non contingente e sicuramente non emergenziale? Se ne parlerà nel settimo appuntamento del Corso per le competenze trasversali, diretto dalla professoressa Francesca R. Recchia Luciani e coordinato dall’avvocata Maria Pia Vigilante, martedì 12 marzo 2026, a partire dalle ore 15.00, nella Sala conferenze AQP di Palazzo dell’Acqua a Bari.
LUCI E OMBRE DELLA NUOVA FATTISPECIE DI REATO DI FEMMINICIDIO è il titolo dell’incontro che vedrà al tavolo l’avvocata Maria Pia Vigilante presidente dell’APS G.I.R.A.F.F.A. che ragionerà su La legge penale e i diritti delle donne, Paola Di Nicola Travaglini consigliera della Corte di Cassazione su Atto di dominio, controllo e odio contro la donna in quanto tale, e l’avvocata Marina Pasqua Cuchetti dello storico CAV di Cosenza intitolato a Roberta Lanzino, che interverrà su Art. 577 bis cp: profili controversi della nuova ipotesi di reato.
Paola Di Nicola Travaglini è consigliera della Corte di Cassazione esperta, a livello anche internazionale, di violenza contro le donne e stereotipi giudiziari. Ha coordinato l’inchiesta sui femminicidi in Italia ed è stata la prima a firmarsi al femminile in magistratura. È stata insignita del premio dell’Unione Europea “Women Inspiring Europe”.
<<La nuova legge sul femminicidio è un’occasione storica per il nostro Paese dal punto di vista giuridico e culturale. – ha dichiarato Paola Di Nicola Travaglini – Come lo è stato l’introduzione del delitto di associazione di tipo mafioso. La magistratura, le forze di polizia e l’avvocatura, oltre l’Accademia, devono dimostrare di essere in grado di utilizzare questo strumento per un serio ed effettivo contrasto alla violenza maschile contro le donne, che ad oggi è stato un fenomeno ridimensionato a questione privata e familiare. Al contrario, si tratta di uno dei più potenti strumenti di discriminazione vietata dalla Costituzione italiana e da tutte le convenzioni internazionali>>.
Marina Pasqua Cuchetti lavora nel CAV intitolato a Roberta Lanzino,la studentessa diciannovenne di Rende violentata e uccisa il 26 luglio 1988 sulla strada di Falconara Albanese. E’ stato questo femminicidio a spingere un gruppo di donne calabresi a reagire all’orrore, di incontrarsi e decidere di rompere il silenzio, “nominando una volta per tutte la violenza contro le donne”.

<<Con la L.181/2025 si è introdotta nel nostro codice penale la nuova ipotesi di reato di Femminicidio (art. 577 bis c.p.) – ricorda Marina Pasqua Cuchetti – Per la prima volta il termine “donna” entra nel diritto penale, riconoscendo alla stessa il ruolo di autonomo soggetto di diritto, scombinando il paradigma classico de diritto penale fondato sulla neutralità dei delitti. Le molte critiche mosse alla nuova ipotesi di reato meritano approfondimenti. Inserire questa legge nella storia di una sessuazione del diritto, in una trasformazione della cultura che analizza le relazioni tra generi prevedendo il femminicidio come “uccisione della donna in quanto tale”, insieme alla consapevolezza che la storia che questo delitto porta con sé è una storia femminista, serve a leggere questa novità nella giusta prospettiva. Il disegno di legge è stato approvato al Senato all’ unanimità e questo ci ricorda la trasversalità che si ebbe in Parlamento per l’ approvazione della L. 96/66 sulla violenza sessuale>>.
<<Il corso segue un filo conduttore importante ed essenziale per rivisitare alcune parole di cui il patriarcato si è servito e si serve – dice Maria Pia Vigilante, presidente dell’APS G.I.R.A.F.F.A. – Una di questa è il rispetto, inteso nella riappropriazione della parola quale rispetto nella reciprocità e non più nel rapporto verticistico come ancora oggi viene inteso. In questa ottica si inseriscono tutte le nuove norme che danno importanza e vitalità al ruolo della donna nelle relazioni umane. Non poteva quindi non esserci una norma sul femminicidio (modello di relazione assolutamente verticistica) quale reato commesso ai danni di una donna per motivi di discriminazione, odio, possesso o per ritorsione contro la sua libertà. Si tratta di una legge delle donne e non per le donne, votata all’unanimità. Tuttavia dobbiamo sottolineare che ancora oggi è essenziale l’azione preventiva partendo dalle scuole, perché questa normativa appartiene a un apparato sanzionatorio e interviene quando la donna non c’è più, lasciando ulteriori orfani speciali costretti a vivere l’ergastolo del dolore>>.
Il corso è organizzato dal Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e APS Giraffa, sostenuto dalla Regione Puglia e realizzato in collaborazione con AQP e Libreria Laterza Ubik, con il patrocinio del Centro Interdipartimentale di Studi sulle Culture di Genere, del Festival delle donne e dei saperi di genere e del Dottorato in Gender Studies, nell’ambito del progetto Second Life con il sostegno di Fondazione con il Sud.
Il prossimo appuntamento si terrà lunedì 23 marzo 2026.

