
C’è un filo sottile, antico e resistente, che lega le donne alla memoria collettiva. Un filo che Benedetta Lusito ha scelto di afferrare, intrecciare e restituire al pubblico attraverso Muse, il suo nuovo progetto teatrale e musicale tornato in scena ieri sera all’Abeliano. Un viaggio intimo e vibrante, dove la narrazione si fonde con il canto e la musica dal vivo, dando corpo e voce a figure femminili che hanno attraversato la storia, la letteratura e l’immaginario popolare.


























photo credit Egidio Magnani – Puglialive.net
Lusito racconta di aver cercato queste donne, di averle “intervistate”, di aver condiviso con loro un pezzo di sé. E questa ricerca si percepisce in ogni gesto, in ogni inflessione della voce, in ogni storia che prende forma sul palco. Le Muse diventano così presenze vive, incarnate dall’attrice-cantante con una naturalezza che conquista.
La sua voce – ora narrante, ora melodica, ora percussiva grazie al tamburello – attraversa registri diversi con una padronanza che rivela anni di studio, esperienze internazionali e una profonda sensibilità interpretativa. Benedetta non si limita a raccontare: abita le sue Muse, le presta corpo, respiro, ritmo.
Accanto a lei, un compagno di scena prezioso: Antonio Errico, musicista dalla lunga esperienza, capace di fondere tecnica e sentimento in un equilibrio raro. La sua chitarra non accompagna soltanto: dialoga, sostiene, anticipa, colora. Errico mostra una padronanza dello strumento che colpisce per precisione e calore, e una voce che si intreccia con quella di Lusito in armonie delicate e mai scontate. La sua storia musicale – dal pop al rock, dal classico alla tradizione popolare – emerge in ogni brano, rendendo la tessitura sonora dello spettacolo ricca e sfaccettata.
La regia, firmata dalla stessa Lusito, costruisce uno spazio essenziale ma vibrante, dove ogni elemento – parola, canto, gesto, suono – trova il proprio posto. Il pubblico viene guidato attraverso un mosaico di storie femminili, ognuna con la sua forza, la sua fragilità, la sua luce.
Non sorprende che l’artista, con un percorso che spazia dal Taranta Power di Eugenio Bennato alle collaborazioni con Goran Bregovic, dal fado alla morna, dal tango alla musica sefardita, riesca a muoversi con naturalezza tra mondi sonori diversi. La sua passione per la polifonia e le armonie vocali emerge in momenti di grande intensità emotiva.
Muse non è solo uno spettacolo: è un atto d’amore verso le donne che hanno segnato la storia e verso quelle che continuano a farlo in silenzio. È un invito a riconoscere la loro voce, a lasciarsi attraversare dalle loro storie, a custodirle.
Il ritorno di Benedetta Lusito all’Abeliano, accompagnata dalla chitarra ispirata di Antonio Errico, si è rivelato un successo artistico e umano. Una serata che ha emozionato, coinvolto e ricordato al pubblico quanto il teatro possa ancora essere un luogo di incontro autentico, dove le storie diventano esperienza condivisa.

