
Su proposta congiunta della assessore alla Rigenerazione urbana e sociale, Giovanna Iacovone, e alle Culture, Paola Romano, la giunta comunale ha approvato ieri la candidatura del progetto “BiArch 2027 – Orientalismi/Altri Orienti” all’avviso pubblico “Festival Architettura”, promosso dalla direzione generale Creatività contemporanea del Ministero della Cultura.
La proposta progettuale del Comune di Bari si inserisce nel percorso avviato con la prima edizione del Bari International Archifestival (2021), e punta a consolidare il ruolo del capoluogo pugliese quale laboratorio internazionale di riflessione sui temi dell’architettura contemporanea, della rigenerazione urbana, della partecipazione civica e della qualità dello spazio pubblico.
“Orientalismi/Altri Orienti” rimette in discussione una declinazione classica di “Oriente”, quale “altro” rispetto a ciò che è conosciuto, una postura tradizionalmente eurocentrica. Il festival si muove dal presupposto epistemico che riconosce nell’Oriente forme evolute e complesse, con tradizioni radicate del pensiero urbano, grammatiche architettoniche e pratiche di cura dello spazio collettivo.



Il festival intende indagare le pratiche di rigenerazione urbana nell’era post-resilienza, osservando come le città contemporanee reagiscono alle sfide che lo scenario globale – caratterizzato dal manifestarsi di guerre e pandemie – impone, nei temi della resilienza nelle trasformazioni sociali e ambientali. Per farlo, adotta lenti con differenti lunghezze focali, guardando all’Italia e l’esito delle trasformazioni a valle del PNRR, ma anche ai Balcani – l’Oriente Prossimo, in cui le guerre, l’avvicendarsi dei sistemi politici e le migrazioni di massa hanno avuto nella rigenerazione urbana veri e propri sistemi di adattamento, e, ancora, all’Estremo Oriente e, nello specifico, a Guangzhou, megalopoli cinese da 19 milioni di abitanti che ha vissuto la pandemia come stress-test di governo dello spazio pubblico senza precedenti.
In questa prospettiva la città di Bari rappresenta un osservatorio privilegiato in quanto ha da sempre costituito per l’Europa una porta verso l’Oriente grazie ai suoi profondi legami culturali, geografici e spirituali con l’Europa orientale e l’Asia occidentale.
Il progetto di candidatura è stato curato dalla ripartizione Governo e Sviluppo strategico del Territorio – settore Ufficio di Piano e Urban Center, in collaborazione con la ripartizione Culture, nell’ambito delle attività di valorizzazione dell’architettura moderna e contemporanea e dei percorsi partecipativi legati alla costruzione del nuovo Piano Urbanistico Generale.
In caso di ammissione al finanziamento ministeriale (fino a € 118.500), l’amministrazione comunale garantirà una quota di cofinanziamento pari a 20mila euro e un investimento di 15mila euro in risorse umane.
“Questa candidatura rappresenta un nuovo passaggio nel percorso che la città sta costruendo sui temi della qualità urbana, della rigenerazione degli spazi, della valorizzazione dell’architettura contemporanea e della partecipazione delle comunità – commenta Giovanna Iacovone -. Non partiamo da zero: nel 2021 Bari ha già ottenuto questo importante riconoscimento, organizzando il numero zero di BiArch, che ha saputo portare nella nostra città un confronto autorevole, aperto e internazionale sui temi dell’architettura e della trasformazione urbana. Con questa nuova candidatura vogliamo dare continuità a quel percorso, trasformando BiArch in un appuntamento stabile e periodico.
La proposta “Orientalismi/Altri Orienti” nasce dal confronto tra le pratiche di rigenerazione urbana nell’era post-resilienza e rappresenta un’occasione preziosa per osservare gli effetti che guerre, pandemie, crisi sociali e trasformazioni globali producono sulle città. Bari, per storia, posizione geografica e vocazione mediterranea, è il luogo ideale da cui avviare questa riflessione, mettendo in relazione l’esperienza urbana italiana con altri contesti orientali: dai Balcani, nel Vicino Oriente e nell’Europa sud-orientale, fino alla Cina, nell’Estremo Oriente e nell’Asia orientale.
Questa candidatura si inserisce inoltre in un lavoro più ampio che l’amministrazione sta portando avanti per riconoscere, tutelare e valorizzare il patrimonio architettonico moderno e contemporaneo della città. In questa direzione va la recente adozione, da parte del Consiglio comunale, della variante normativa al PRG per le opere di architettura moderna e contemporanea: un atto significativo, che ha dotato Bari di un elenco di edifici e manufatti riconosciuti come testimonianza dell’architettura moderna e contemporanea e rafforza gli strumenti di conoscenza, tutela e valorizzazione della città.
Allo stesso percorso appartiene anche la mostra fotografica “LAYERS”, che intendiamo valorizzare come dispositivo culturale capace di rendere visibile la stratificazione della città, le sue architetture, le sue trasformazioni e le relazioni tra spazio costruito, memoria urbana e vita quotidiana per costruire una nuova consapevolezza collettiva che integri il lavoro amministrativo e urbanistico in una dimensione pubblica, accessibile e narrativa.
La nostra è una città in trasformazione, nella quale l’architettura contemporanea può diventare non solo strumento di progetto, ma anche linguaggio pubblico capace di raccontare nuove visioni, ricucire parti di città, valorizzare i quartieri e promuovere inclusione sociale.
Con BiArch 2027 vogliamo guardare alla rigenerazione urbana non come semplice risposta alle crisi, ma come pratica culturale, politica e sociale capace di interpretare le fragilità del presente e immaginare nuovi modi di abitare, attraversare e condividere la città.
Ringrazio gli uffici comunali e tutti i soggetti che hanno contribuito alla costruzione di questo progetto”.
“La città di Bari rappresenta da sempre una porta verso l’Oriente grazie ai suoi profondi legami culturali, geografici e spirituali con l’Europa orientale e l’Asia occidentale – sottolinea Paola Romano – . Dopo l’importante edizione del 2021, con questa nuova edizione vogliamo indagare le trasformazioni passate della nostra città, punto di riferimento nel periodo bizantino, insieme a quelle future, attraverso l’arte e l’architettura, nel confronto e nel dialogo con città e realtà urbane con cui abbiamo rapporti storici come le città albanesi e del Guangzhou. Siamo convinti che questo festival possa diventare un appuntamento fisso per immaginare il futuro grazie a un percorso di co-progettazione e condivisione con i partner istituzionali e culturali presenti sul territorio
BiArch 2027 – il progetto in sintesi
Replicando l’approccio del 2021, l’edizione del 2027 del Biarch è sostenuto da un partenariato ampio e partecipato dai principali attori istituzionali, economico-sociali e culturali della città, oltre a una partecipazione significativa di soggetti esteri, e la formula di un festival-laboratorio, favorendo la transdisciplinarità e promuovendo la piena attivazione culturale e civile mediante l’adozione di linguaggi accessibili a un pubblico vasto.
Il festival si suddivide quindi in tre sezioni che seguono quelle geografiche espresse nel concept della candidatura, ovvero:
· Sezione 1: L’Italia, l’Adriatico e Bari;
· Sezione 2: L’Oriente Prossimo – I Balcani;
· Sezione 3: L’Estremo Oriente – La Cina;
Ciascuna delle tre sezioni si struttura con le seguenti attività:
– Una mostra “Post resilient cities”, che indaga le pratiche di rigenerazione urbana nell’era post-resilienza. La mostra affronta i processi di trasformazione delle città che agiscono sugli elementi dello spazio pubblico e dei servizi di prossimità, attraverso interventi di riuso incrementale finalizzato all’equità spaziale, all’inclusione sociale e alla resilienza ambientale.
– Un workshop condotto in maniera coordinata dalle università locali e da quelle delle sedi estere coinvolte che indaga uno o più casi studio rappresentati da emergenze urbane, sociali e ambientali in ciascuna delle tre regioni. I partecipanti saranno selezionati tra gli studenti appartenenti alle facoltà coinvolte, assieme a una rappresentanza di architetti, artisti e attivisti locali italiani. I risultati del workshop saranno integrati all’interno della mostra della sezione.
– Un ciclo di talk che affronta le tematiche della mostra, con interventi di policy makers locali, architetti e soggetti della cittadinanza attiva.
– Una lectio magistralis tenuta da una figura di spicco dell’architettura contemporanea operante in ciascuna delle tre regioni indagate dal festival
Oltre alle attività contenute all’interno delle tre sezioni principali del festival, sono previste delle attività di tipo trasversale:
40Around40 – Studi Emergenti
All’interno del festival si intende fornire una opportunità di crescita culturale e professionale a giovani progettisti italiani il cui impegno è rivolto alla qualità e all’innovazione del progetto orientato ai temi della rigenerazione urbana attraverso una rassegna che ne promuova il lavoro in Italia e all’estero.
Tour Architettura Contemporanea
Attraverso i tour itineranti si intende valorizzare l’attività condotta dal Comune di Bari inserendo le opere del Censimento delle Architetture italiane dal 1945 ad oggi della Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiC, nel provvedimento di tutela “Variante Normativa al PRG per la tutela e la valorizzazione delle Opere di Architettura Moderna e” e nella mostra fotografica “LAYERS. Architettura moderna e contemporanea a Bari”
Cantiere-Evento
La Fondazione Dioguardi mediante una sponsorizzazione dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili di Bari e BAT coordinerà una serie di attività culturali in collaborazione con enti, associazioni e artisti all’interno di un cantiere in attività nella città di Bari
Workshop sui Beni Comuni
I beni comuni costituiscono ecosistemi dell’abitare che amplificano la funzione sociale del paesaggio, integrando biodiversità, natura, cultura, creatività e welfare comunitario. A circa dieci anni dall’approvazione del “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e rigenerazione dei beni comuni urbani” si intende avviare un workshop che, connesso a quello tenuto nell’edizione 2021, punti alla maggiore divulgazione dei presidi di legalità che questi beni costituiscono (soprattutto in quelli confiscati alle mafie) attraverso attività di conoscenza della fauna e della flora esistente e la realizzazione di laboratori di autocostruzione di opere artistiche con materiali naturali, finalizzate alla realizzazione di opere di land art.
Workshop sull’urbanistica di Genere
Con l’edizione 2021del festival e con un’esperienza di ricerca metodologica con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze nel 2026 il Comune di Bari ha avviato un percorso sull’urbanistica di genere con l’obiettivo di indagare le necessità e i bisogni dei cittadini ed in particolare delle persone fragili che dal basso potranno proporre indicazioni e soluzioni per co-programmare e co-progettazione lo spazio pubblico. Il Festival ospiterà quindi un laboratorio in cui saranno messi a punto gli elementi conclusivi delle linee guida per garantire la rigenerazione urbana del territorio secondo una prospettiva di genere.
FuoriFestival
In coerenza con l’edizione del 2021 e con l’ottima risposta della cittadinanza in tale occasione, si intende incoraggia la partecipazione decentralizzata e i contributi dal basso al dibattito architettonico attraverso la riedizione del fuorifestival, raccogliendo con una call pubblica l’inserimento in programma di eventi diffusi su tutto il territorio cittadino e organizzati in modo indipendente dalla cittadinanza attiva, sempre coordinati con il tema del festival.

