
Sabato 14 febbraio, alle ore 11.00, in occasione del giorno di San Valentino, nella Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” si inaugura Untitled Kisses, omaggio a Luigi Billi (Firenze 1958 – Milano 2016) a dieci anni dalla sua scomparsa.
L’esposizione, patrocinata dall’Archivio Luigi Billi, presenta alcune opere dell’artista provenienti da collezioni private, tra cui San Nicola, Hombres e Untitled Kisses, celebri rielaborazioni fotografiche dei messaggini contenuti nei Baci Perugina: lavori iconici della sua ricerca artistica che confermano il suo profondo legame con Bari e con la Puglia, terra d’origine della madre e luogo in cui l’artista ha vissuto e lavorato nel corso della sua carriera.
Interverranno il sindaco della Città Metropolitana di Bari, Vito Leccese, la consigliera metropolitana delegata alla valorizzazione e tutela del patrimonio della Pinacoteca, Micaela Paparella, Anna Gambatesa della Galleria Misia Arte e la giornalista e critica d’arte Marilena Di Tursi.
«Celebrare la giornata di San Valentino con Untitled Kisses significa richiamare la storia di una delle icone più riconoscibili dell’immaginario amoroso italiano: i Baci Perugina, ideati oltre un secolo fa da Luisa Spagnoli e resi celebri dall’immagine firmata da Federico Seneca, ispirata al dipinto Il bacio di Francesco Hayez. Nella celebre serie di Luigi Billi, questo linguaggio popolare viene rielaborato e trasformato in una forma artistica contemporanea, capace di dialogare con la memoria collettiva e con il presente», dichiara Micaela Paparella. L’evento si svolge in collaborazione con l’Associazione Puglia in Rosé. L’ingresso è libero.
Biografia
Luigi Billi nasce a Firenze nel gennaio 1958. Consegue a Genova, dove nel frattempo si era trasferita la famiglia, il diploma al Liceo Artistico, per poi far ritorno nella città natale, dove si iscrive alla facoltà di Psicologia sperimentale. Questo singolare quanto temporaneo cambio di rotta segnerà profondamente il suo fare artistico: negli anni, l’arte di Billi sarà sempre caratterizzata da una ricerca sul valore dell’inconscio, personale e collettivo.
Nei primi anni Novanta si trasferisce a Roma, ambiente fertile e vivace che favorisce l’avvio della sua carriera artistica. Fondamentale è l’incontro con il gruppo di Opening, composto da Alberto Vannetti, Patrizia Mania, Lucilla Meloni, Domenico Scudero e Natalia Gozzano. Per tutto il decennio successivo la rivista rappresenta un punto di riferimento per la vita e le riflessioni di Billi, di cui è uno dei principali animatori.
Parallelamente al percorso editoriale, Luigi Billi dà avvio alla propria ricerca artistica. Il linguaggio pop, tratto da fotoromanzi e icone pubblicitarie, costituisce la prima sorgente dei suoi lavori. Billi rielabora e fa proprio il concetto di ready-made, scavando nei repertori di immagini per svelarne significati inaspettati. In questo senso si pone come un “collezionista”, che assorbe e rielabora materiale iconografico e testuale per indagare la complessa natura delle relazioni umane.
La maggior parte dei suoi lavori si sviluppa per serie, sulle quali ritorna anche a distanza di lunghi periodi: Untitled Kisses (1992–1993); Donne (1993–1995; 1998); Ho proibito a mio padre di chiamarmi figlio (1996); Hombres (1998); Cara mamma stiamo tutti bene. Caro babbo siamo tutti morti (2000); Eroi (2012–2013).
A partire dal 1992 la tecnica prediletta diviene quella dello “stropicciamento”: immagini ingrandite e rielaborate vengono successivamente accartocciate e poi ridistese, in una poetica di “rifiuto e recupero” che diventa la sua cifra distintiva.
Accanto all’indagine sulla cultura pop e sull’inconscio collettivo, Billi sviluppa una ricerca sul concetto di “natura”, articolata in serie che esplorano le diverse forme del reale e il concetto stesso di naturale: Paesaggi umani (1990); Naturae (2004); Cieli di bosco (2008–2012); Domestic Jungle (2012–2013).
La sua opera è apprezzata sia in Italia sia all’estero. In Italia si ricordano in particolare la partecipazione alla XII Quadriennale di Roma (Roma, Palazzo delle Esposizioni, 1996) e alla LIV Biennale di Venezia (Padiglione Italia, Torino/Milano, 2011); all’estero, la partecipazione alla VIII Biennale del Cairo (2001). Oltre a queste, Billi tiene esposizioni a Roma, New York, in Puglia e a Milano.
Il 2 febbraio 2016 Luigi Billi si spegne a Milano, lasciando un’eredità viva e significativa della sua arte e della sua poetica.

