Bari – “Una goccia nell’oceano”: questa matina a Palazzo della Città l’incontro finale del percorso di formazione promosso dall’associazione In.Con.Tra.

Si è tenuto questa mattina, nella sala consiliare di Palazzo della Città, l’incontro di restituzione del progetto FSL – Formazione Scuola Lavoro “Una goccia nell’oceano”, promosso dall’associazione di volontariato In.Con.Tra., che da ottobre scorso ha coinvolto le studentesse e gli studenti delle classi terze e quarte dei licei cittadini Flacco e Salvemini in un percorso di 40 ore, svolto in orario curriculare e soprattutto extracurriculare, dedicato al supporto delle persone senza dimora e delle famiglie in condizioni di vulnerabilità sociale ed economica.

All’incontro con le scolaresche hanno partecipato il sindaco Vito Leccese, la vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana e sociale Giovanna Iacovone, l’assessore alla Giustizia, al Benessere sociale e ai Diritti civili Michelangelo Cavone, il presidente dell’associazione In.Con.Tra. Michele Tataranni, la docente Iole Manfridi per il liceo classico Flacco e la tutor Anna Maria Dragone, insieme alla referente FSL Anna Arcuti, per il liceo scientifico Salvemini.

Nel corso dell’incontro gli studenti hanno condiviso riflessioni, esperienze e proposte maturate durante il percorso, raccontando il valore umano e formativo dell’attività svolta a contatto con persone che vivono situazioni di marginalità e disagio.

“Per un sindaco è importante acquisire le opinioni e le valutazioni delle ragazze e dei ragazzi coinvolti sul modo di gestire e governare la città e sui bisogni emergenti – ha dichiarato il sindaco Vito Leccese -. Incontri come questo non solo rigenerano lo spirito ma soprattutto offrono spunti preziosi per governare meglio la città. Palazzo della Città è la casa di tutti e deve essere sempre più un luogo aperto al confronto, alla partecipazione e alla cittadinanza attiva”.

Il sindaco ha poi sottolineato il ruolo fondamentale svolto dal volontariato nel tessuto sociale cittadino: “Le associazioni come In.Con.Tra. intercettano fragilità che spesso sfuggono ai radar delle istituzioni e svolgono un lavoro complesso e prezioso. Lo fanno incarnando il principio costituzionale della sussidiarietà e il valore del dono, che arricchisce non solo chi riceve aiuto ma anche chi sceglie di mettersi al servizio degli altri.

È così che si costruisce la comunità, la più importante infrastruttura sociale di una città. Ringrazio Michele Tataranni per il suo impegno instancabile e la sua capacità di aggregare sempre nuovi volontari disposti a prestare il proprio tempo e le proprie energie per offrire supporto alle persone in maggiore difficoltà”.

Nel suo intervento l’assessore Michelangelo Cavone ha ringraziato i volontari e gli studenti per l’impegno dimostrato. “Avrete tutta una vita per imparare a lavorare – ha detto rivolgendosi ai ragazzi -. Adesso dovete imparare a non essere indifferenti alle fragilità e alle ingiustizie sociali. Per questo questa esperienza è preziosa, perché vi ha permesso di incontrare persone che vivono condizioni di marginalità e di comprendere quanto sia importante conservare il senso di umanità nel confronto con gli altri. La città di Bari ha costruito negli anni una rete di protezione sociale molto forte, ma dobbiamo continuare a rafforzarla partendo proprio dalla capacità di guardare il prossimo con empatia e responsabilità. Imparate a non girare lo sguardo dall’altra parte – ha aggiunto -. Siate protagonisti del cambiamento. Sarete i professionisti e la classe dirigente del futuro, ma senza umanità ed empatia avremo fallito tutti”.

La vicesindaca Giovanna Iacovone ha evidenziato il legame necessario tra rigenerazione urbana e sociale. “Le deleghe dell’assessore Cavone e mia sono del tutto complementari, perché il nostro obiettivo comune non è soltanto migliorare la città come spazio fisico, ma migliorare la vita delle persone che la abitano. Quando parliamo di rigenerazione urbana e sociale, mettiamo al centro le persone, con le loro esigenze, le loro fragilità e le opportunità che possiamo costruire insieme. Le infrastrutture sono importanti, ma la vera infrastruttura da costruire e rafforzare insieme siete voi, siamo noi, è la comunità”.

Particolarmente significative le testimonianze degli studenti coinvolti nel progetto.

Francesco ha sottolineato come questa esperienza abbia contribuito a rafforzare il senso di comunità e a contrastare la diffusione della cultura dell’odio: “Credo che il progetto di In.Con.Tra. sia importante per ricucire il tessuto sociale della città. Oggi assistiamo a una crescente normalizzazione dell’indifferenza e dell’intolleranza. Per questo è fondamentale promuovere occasioni di partecipazione, volontariato e aggregazione che aiutino i cittadini a sentirsi parte di una stessa comunità”.

Carlotta ha evidenziato il valore educativo del percorso: “Questa esperienza mi ha aperto gli occhi su aspetti della società che non avrei mai immaginato di conoscere così da vicino. Sarebbe importante estendere il progetto a tutte le scuole, affinché sempre più ragazzi possano avvicinarsi ai temi della solidarietà e dell’aiuto verso le persone più fragili”.

Matilde ha raccontato come il contatto diretto con le persone assistite abbia cambiato il suo modo di guardare la realtà: “Toccare con mano situazioni che normalmente restano invisibili ti porta a comprendere meglio le persone e a superare pregiudizi e distanze. È un’esperienza che lascia il segno e che spero possa coinvolgere tanti altri ragazzi, aiutandoli a diventare cittadini più consapevoli e partecipi”.

L’incontro si è concluso con il ringraziamento dell’amministrazione comunale all’associazione In.Con.Tra., ai dirigenti scolastici, ai docenti, ai tutor e agli studenti che hanno preso parte al progetto, confermando l’impegno a sostenere iniziative capaci di promuovere cittadinanza attiva, inclusione sociale e attenzione verso le persone più vulnerabili.