
Un teatro gremito, quasi due ore volate via in un soffio e un pubblico conquistato dal primo all’ultimo minuto. Ieri sera il Palatour di Bitritto ha accolto Sergio Rubini con Ristrutturazione, uno spettacolo che conferma ancora una volta la straordinaria capacità dell’attore e regista pugliese di trasformare la quotidianità in racconto teatrale, ironico e profondamente umano.
Rubini lo dice chiaramente: “Non sono un comico”. Eppure, ha capito che il pubblico si diverte delle disgrazie altrui — purché qualcuno sappia raccontarle. E lui ci riesce in pieno.

































photo credit Egidio Magnani – Puglialive.net
Con il suo stile inconfondibile, fatto di ritmo, autoironia e un’abilità affabulatoria rara, ripercorre le sue vicende personali sin da quando, diciannovenne studente, era alla ricerca della sua prima casa. Da lì si dipana un flusso irresistibile di episodi tragicomici, tra affitti improbabili, lavori infiniti, tubi che esplodono, operai improvvisati e non e architetti visionari.
Uno degli elementi più sorprendenti dello spettacolo è la capacità di Rubini di intrecciare la sua storia personale con cenni storici e culturali sull’edilizia, evocando i primi “visionari” del mattone. Il risultato è un racconto che oscilla tra autobiografia e divulgazione, tra comicità e riflessione, senza mai perdere ritmo né autenticità.
Accanto a Rubini, sul palco, il Michele Fazio Trio — Michele Fazio al pianoforte, Mimmo Campanale alla batteria, Giorgio Vendola al contrabbasso — offre una performance magistrale.
La musica non accompagna soltanto: dialoga, sottolinea, anticipa, respira con il racconto. Le atmosfere jazz, liriche e cinematografiche, tipiche della scrittura musicale di Fazio, trasformano lo spettacolo in un viaggio emotivo dove parole e note si fondono in un equilibrio perfetto. Un valore aggiunto che ha reso la serata ancora più speciale.
Il tema della casa — da ristrutturare, da difendere, da reinventare — diventa metafora delle relazioni, della convivenza, della capacità di resistere al caos. Rubini lo racconta con leggerezza, ma anche con una profondità che emerge tra le righe, facendo riflettere senza mai appesantire.
Il pubblico ha riso, si è riconosciuto, ha applaudito a scena aperta. E soprattutto ha apprezzato la qualità della musica dal vivo, che ha reso l’esperienza ancora più intensa.
Nato a Grumo Appula, Rubini rimane uno dei talenti più versatili del panorama italiano. Attore, regista, sceneggiatore, collaboratore di maestri come Fellini, Tornatore, Salvatores e Virzì, ha costruito una carriera fondata sulla qualità e sull’attenzione alle storie umane. In Ristrutturazione ritroviamo tutto il suo mondo: ironia, memoria, Sud, fragilità e poesia.
Ristrutturazione è uno spettacolo brillante, intelligente e sorprendentemente attuale. Rubini conquista, diverte e fa riflettere. Il Michele Fazio Trio eleva il racconto con una colonna sonora dal vivo di altissimo livello. Il pubblico esce leggero, arricchito e con la sensazione di aver assistito a un piccolo gioiello di teatro contemporaneo.
Lo spettacolo si inserisce in una stagione teatrale che sta portando al Palatour nomi di grande rilievo e proposte capaci di coinvolgere un pubblico eterogeneo. La serata di ieri ne è stata la conferma: un teatro vivo, partecipato, affamato di storie e di emozioni autentiche.

