“Bitritto vola tra le stelle: il Piccolo Principe emoziona il Palatour”

photo credit Egidio Magnani

Il Palatour di Bitritto, ieri sera, si è trasformato in un piccolo universo poetico grazie alla nuova edizione de Il Piccolo Principe, lo spettacolo dei record prodotto da Razmataz Live e diretto da Stefano Genovese. Un ritorno attesissimo, accolto da un pubblico numeroso e partecipe, che ha premiato una messinscena capace di emozionare, sorprendere e — soprattutto — ricordare perché il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry continua a essere un faro per generazioni di lettori.

Questa quarta edizione, completamente rinnovata, conferma la forza di un progetto che dal 2023 ha superato i 150.000 spettatori in tutta Italia. A Bitritto lo spettacolo si è presentato con una veste ancora più immersiva: scenografie dinamiche, cambi fluidi e un impianto visivo che dialoga costantemente con musica, canto e momenti di teatro fisico.

photo credit Egidio Magnani – Puglialive.net

La regia di Genovese sceglie di non affidarsi solo alla parola, ma di costruire un racconto fatto di immagini, suggestioni e atmosfere. Le scene di Carmelo Giammello e i costumi di Guido Fiorato contribuiscono a creare un mondo sospeso, riconoscibile eppure sempre sorprendente. Le musiche e gli arrangiamenti di Paolo Silvestri, eseguiti con grande cura, accompagnano lo spettatore in un viaggio sensoriale che amplifica ogni emozione.

Tra gli elementi più riusciti della serata spicca senza dubbio l’interpretazione del giovanissimo Nicholas Ori, appena nove anni ma già dotato di una presenza scenica sorprendente. Non solo ha retto il palco con naturalezza e sicurezza, ma ha saputo incarnare lo spirito del Piccolo Principe con una delicatezza rara: sguardo limpido, voce autentica, tempi scenici impeccabili.

La sua performance è stata uno dei motori emotivi dello spettacolo, capace di catturare l’attenzione dei più piccoli e, allo stesso tempo, di toccare gli adulti con una spontaneità che non si può simulare.

Uno degli aspetti più apprezzati dal pubblico è stata la scelta — dosata e mai invadente — di abbattere la quarta parete. In alcuni momenti gli attori si sono letteralmente intrufolati tra gli spettatori, trasformando la platea in parte integrante del viaggio del Piccolo Principe. Un espediente che ha reso l’esperienza ancora più viva e partecipata, coerente con la natura immersiva dello spettacolo.

Il testo di Saint-Exupéry, pubblicato nel 1943 e tradotto in oltre 600 lingue, resta una delle opere più amate al mondo. La sua forza sta nella capacità di parlare con semplicità di ciò che è essenziale e invisibile agli occhi, un messaggio che lo spettacolo restituisce con fedeltà e sensibilità.

Le parole dell’autore — secondo cui le immagini aiutano a non dimenticare — trovano qui una realizzazione scenica potente: ogni quadro visivo diventa un ricordo, un’emozione, un invito a guardare il mondo con lo stupore dei bambini.

La serata al Palatour si è chiusa tra applausi convinti e sorrisi sinceri. Il Piccolo Principe si conferma uno spettacolo capace di parlare a tutti, senza distinzione di età, grazie a un linguaggio ibrido che unisce teatro, musica, circo e installazione artistica.

Un viaggio poetico che non si limita a raccontare una storia, ma invita a ritrovare quella parte di noi che spesso, crescendo, lasciamo indietro.