
Due interventi accanto ai grandi player dell’energia italiana, un nuovo impianto industriale in fase di realizzazione, e l’apertura di un round SEED da 7 milioni che si affianca a finanza pubblica con leva 3:1.
Brindisi, 7 ottobre 2025– Green Independence, startup pugliese attiva nello sviluppo di tecnologie decentralizzate per la produzione di energia pulita, acqua depurata e idrogeno verde, parteciperà come realtà innovativa allaprima edizione dell’evento “I Colori dell’Energia – Transition and Supply Chain”, promosso daConfindustria, con il patrocinio delMinistero dell’Ambiente, dellaRegione Pugliae diDITNE – Distretto Tecnologico Nazionale sull’Energia.
Green Independence sarà presente con due interventi nei talk tematici dell’evento:
- Marta Pisani, co-founder e COO, interverrà il9 ottobre alle ore 16:00nel panel“Rinnovabili e sicurezza energetica: finalmente insieme”, accanto aENI, ENEL, A2A, Edison, Ferrovie dello StatoeRegione Puglia.
- Alessandro Monticelli, founder e CEO, parteciperà l’11 ottobre alle ore 11:30nel talk“Idrogeno: dalla bolla mediatica a protagonista del mix energetico del Paese e dell’Europa”, insieme aEdison, Acquedotto Pugliese, Isotta Fraschini Motori, Regione Puglia, ENEAeDITNE.
Durante l’evento, Green Independence sarà presente anche con unostand dedicato, dove saràesposto il prototipo di Soleidon: un pannello solare multifunzionale in grado diprodurre energia elettrica e desalinizzare acqua marina. Si tratta di una tecnologia che,recuperando il calore dissipato dai pannelli fotovoltaici, triplica lo sfruttamento dell’energia solareetrasforma la desalinizzazione da processo energivoro a processo energeticamente positivo. A titolo comparativo, mentre i sistemi tradizionali diosmosi inversa consumano circa 5 kWh per desalinizzare un metro cubo d’acqua,Soleidon è in grado di produrre fino a 100 kWh di energia elettrica mentre desalinizza la stessa quantità, con un bilancio energetico nettamente favorevole.
Dopo la presentazione del prototipo avvenuta a marzo, Green Independence starealizzando il primo impianto pilota industriale presso un cliente, con inaugurazione prevista per l’inizio del 2026. Si tratta del primo di una serie di progetti pilota già in programma per il prossimo anno.
A supporto della nuova fase diindustrializzazione e produzione su larga scala, l’azienda ha aperto unround SEED da 7 milioni di euro, diviso in 2 step: 2 milioni di euro e 5 milioni di euro. Il round d’investimento è rivolto a investitori istituzionali, fondi VC, family office e partner industriali. Il round si aggiunge ai2,5 milioni di euro già raccolti in pre-seed, tra equity privata e grant pubblici.
A consolidare la capacità finanziaria di Green Independence è l’ammissibilità a un finanziamento PIA (di Regione Puglia) da 7,5 milioni di euro, di cui5,2 milioni a fondo perduto. Il finanziamento è subordinato ad una disponibilità finanziaria di2 milioniche la startup intende colmare con un round d’investimento in equity secondo unmeccanismo di leva 3:1tra capitale privato e fondi pubblici, in grado di triplicare il valore effettivo degli investimenti e riducendone al contempo il rischio.
Green Independence è pronta agarantire questo meccanismo formalizzandolo negli accordi: per ogni euro investito in equity, Green Independence si impegna ad attivare almeno altri due euro di finanza pubblica non diluitiva.
“È un modello innovativo, trasparente e replicabile,” dichiaraAlessandro Monticelli, CEO e founder di Green Independence. “Grazie a una clausola condizionata, l’investitore conferma l’interesse, ma versa il capitale solo se la leva pubblica viene garantita. Questo consente di trasformare ogni euro investito in tre euro reali di capacità di spesa a supporto dell’industrializzazione della nostra tecnologia.”
“Con questo modello possiamo colmare il gap tra l’Italia e i grandi ecosistemi globali dell’innovazione, come Stati Uniti, Cina o Germania, dove il capitale di rischio è più abbondante. Usare la finanza pubblica come leva competitiva è la nostra risposta strategica per restare rilevanti a livello globale,” aggiungeMarta Pisani, co-founder e COO di Green Independence.
“Siamo estremamente soddisfatti della fiducia ricevuta, sia da investitori privati – comeFondo H2 della famiglia Fagioli,So.firis(fondo promosso da una delle famiglie fondatrici di PLT Energia), che da investitori istituzionali comeScientifica Venture Capital,Plug and Play, eCDP Venture Capital– sia da enti pubblici che riconoscono il valore industriale e strategico della nostra tecnologia – comeRegione Pugliaed ilMinistero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’innovazione non basta per competere in un mercato globale: serve renderla scalabile, accessibile e sostenibile,” concludeMonticelli.
Green Independence si conferma così tra le realtà più dinamiche del panorama cleantech italiano, con una visione che coniuga tecnologia, impatto locale e modelli finanziari innovativi per un futuro energetico più autonomo, sostenibile e accessibile.

