Chiusura eterogenea dei mercati agroalimentari globali entro il 2025

• La società di Agri-Food Intelligence, Areté, analizza i mercati e osserva una discontinuità, con una predominanza di correzioni nella maggior parte dei settori analizzati• Il complesso di caffè e soia Arabica ha registrato progressi positivi durante il 2025, ma la maggior parte delle materie prime si è mossa in territorio negativo, riportando i fondamentali della produzione in primo pianoMálaga, 3 febbraio 2025. L’anno 2025 si è concluso con una visione chiaramente eterogenea per i mercati agricoli, segnando una netta discontinuità rispetto alle tensioni generalizzate che avevano caratterizzato le campagne precedenti. La variazione dei prezzi tra inizio e fine anno rivela una chiara polarizzazione: pochi settori riescono a rimanere in territorio positivo, mentre la maggior parte delle materie prime agricole registra correzioni anche profonde, riflettendo il ritorno in prima linea dei fondamentali della produzione.Tra i mercati che hanno mostrato una maggiore e solida resilienza durante l’anno c’è il caffè Arabica, che ha chiuso il 2025 con un aumento significativo. La sua performance è stata sostenuta principalmente nella prima parte dell’anno da incertezze legate alla disponibilità dei prodotti e a livelli di scorte relativamente limitati, specialmente in Brasile.Con il progredire della campagna, tuttavia, il miglioramento delle prospettive produttive ridusse progressivamente la pressione al rialzo, lasciando il mercato in una fase di consolidamento nella parte finale dell’anno.Sempre in territorio positivo, sebbene con dinamiche diverse, si trova il complesso di soia, guidato in gran parte dall’olio di soia. Il sostegno è arrivato dalla domanda energetica, che ha continuato a guidare i flussi di utilizzo degli oli vegetali, mantenendo alta la domanda di petrolio nonostante un contesto agricolo globalmente ben fornito.La soia ha beneficiato solo parzialmente di questa dinamica, mentre la farina di soia ha mostrato una sostanziale stabilità anno su anno, appesantita da una domanda di bestiame meno dinamica e da un surplus strutturale di offerta.
Guardando al futuro, però, il settore della soia si trova di fronte a uno scenario più complesso. Le prime indicazioni per il 2026 indicano un nuovo raccolto record in Brasile, volto a rafforzare ulteriormente la disponibilità globale di cereali e derivati.Allo stesso tempo, persiste un alto grado di incertezza sul fronte commerciale: gli sviluppi nelle relazioni USA-Cina continuano a rappresentare un fattore di rischio per i flussi commerciali, con potenziali implicazioni per la competitività di diverse origini e per l’equilibrio tra esportazioni e consumo interno.In questo contesto, e nonostante il fatto che la Cina abbia ripreso a comprare soia, i livelli sono inferiori rispetto alla serie storica, con un calo della domanda internazionale di soia statunitense, che potrebbe essere compensato da politiche a sostegno del consumo interno (ad esempio, un aumento degli obiettivi di produzione di biodiesel) per sostenere i prezzi della soia e dell’olio di soia nella CME.
Nel complesso, il 2025 segna la transizione da una fase di inflazione generalizzata nei mercati agroalimentari a un contesto dominato dall’impatto dei fondamentali sui prezzi. Così, il 2026 si apre sotto il segno di una maggiore dispersione dei comportamenti, con i mercati sempre più costretti ad affrontare dinamiche di offerta, politiche agricole ed energetiche e il ritmo della domanda globale.