DA IMMAGINE A EMOZIONE PER INNESCARE CAMBIAMENTO, IL CONTEST SUPERABILE INAIL

Contatto – Foto prima classificata del Contest Quello che ci unisce, scattata da Elisa Crestani
Da immagine a emozione per innescare cambiamento, il Contest SuperAbile Inail Premiati i vincitori del concorso fotografico ‘Quello che ci unisce’        

Roma. “Fermarci, ritrovare la presenza, è la difficoltà di oggi perché viviamo una distanza relazionale che non ci permette neanche di scoprire noi stessi, l’altro dovrebbe essere un tramite per scoprire delle parti di te che magari nel quotidiano non riesci a vedere. Oggi invece siamo sempre più chiusi in noi stessi, bombardati da input e informazioni. Allora quello che propongo, durante i miei incontri nelle scuole o nelle aziende, è di riscoprire l’individuo nel suo potenziale per portarlo poi a emergere nel gruppo: questa è una storia che vince, quando anche l’ultimo, quello che ha più difficoltà viene messo nelle condizioni di sviluppare la sua potenzialità”.   

A dirlo è Arturo Mariani, speaker motivazionale nato senza una gamba, che questa mattina è intervenuto a Roma, presso la Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale, all’evento promosso dal contact center integrato SuperAbile Inail per la premiazione del concorso fotografico ‘Quello che ci unisce’.    

Mariani ha iniziato il suo intervento con una domanda rivolta al pubblico: “Come state?”. Una domanda semplice la cui risposta però non è scontata e che, soprattutto “permette di ritrovare quella presenza che ci manca- dice- permette di fermarsi a pensare ritrovando la consapevolezza di come si sta davvero”. Quella domanda è stata il suo punto di partenza “perché- continua- il linguaggio è importante. Quando parliamo di disabilità, per esempio, usiamo un prefisso (dis) che indica separazione, dunque quella parola ci rimanda al concetto di ‘abilità escluse’, abilità separate e distinte. Ma le parole sono importanti e concentrarsi sul vedere quello che manca, o ci manca, vuol dire concentrarsi sul problema, su ciò che non si può fare. Ecco perché io propongo il termine ‘pro-abilità’, una parola a favore delle abilità di ognuno. Una società che funziona guarda quello che l’individuo può fare, è questo il messaggio che dobbiamo trasmettere, a partire da chi ci sta vicino, perché una voce può arrivare ma tante fanno il cambiamento”.    

Una voce che si unisce in un unico messaggio è anche il senso del contest fotografico lanciato lo scorso maggio da SuperAbile Inail con l’obiettivo di rappresentare la disabilità attraverso la forza delle immagini. “Attraverso le immagini parliamo- dice ancora Mariani- e il linguaggio va a costruire i pensieri, questi poi generano le emozioni che a loro volta generano un risultato all’esterno”. Ecco la forza di “quello che ci unisce”, il titolo del contest.    

Ogni scatto inviato per il contest ha raccontato una Quello che ci unisce, citando il titolo del contest, secondo me è l’umanità, il riuscire a trovare un canale comune e in questo caso è stata la fotografia- ha continuato Quintavalle- le immagini permettono alle persone, a prescindere dalle loro abilità o disabilità o pro-abilità, di trovare un punto di contatto, l’arte è un canale privilegiato che ci aiuta veramente a eliminare le barriere. Queste foto portano a dialogare, richiedono uno sforzo anche da parte di chi le guarda per entrare dentro alla scena, per immedesimarsi e meglio capire quello che l’autore vuole dire”. Così Claudio Guaitoli, fotogiornalista e membro della giuria del contest, ha evidenziato come in tutte le foto partecipanti al concorso si percepisse il coinvolgimento degli autori. “Sono foto ‘da vicino’- ha detto- ossia foto che per realizzarle ci si deve avvicinare, si deve comprendere”.    

I vincitori del contest sono stati premiati dal presidente della giuria, il direttore centrale prestazioni socio-sanitarie Inail, Giuseppe Mazzetti. “Il contest SuperAbile Inail ‘Quello che ci unisce’ è un’iniziativa volta a promuovere inclusione e partecipazione piena di tutte le persone, trasmettendo valori di comunione e vicinanza oltre ogni barriera fisica. Quest’anno hanno partecipato 58 persone con 137 fotografie, selezionate prima da una commissione tecnica e poi da una giuria di qualità, che ha valutato originalità, efficacia del messaggio, qualità tecnica e livello artistico- chiarisce Mazzetti-. Tutti i partecipanti saranno riconosciuti con l’inserimento delle foto nel prossimo numero speciale di SuperAbile Inail, mentre i vincitori riceveranno un premio. Inoltre, sono state attribuite quattro menzioni speciali, ricordate durante la premiazione”.    

A vincere il contest sono stati Elisa Crestani, educatrice appassionata di fotografia, con lo scatto dal titolo “Contatto“; Simona Simoncini, terapista della riabilitazione in pensione, con la fotografia “Teatro inclusivo” e Marco Del Lucchese, fotografo e videografo professionista, con lo scatto “Autonomi nell’amore, liberi nella cura“.    La giuria di qualità ha deciso di assegnare, oltre ai tre premi previsti dal Bando, anche quattro menzioni d’onore: a Valentina Bazzani, giornalista, addetta alla comunicazione e autrice, per la fotografia dal titolo “Il mare d’inverno“; a Giuseppe Rampolla, fotoreporter, per la fotografia dal titolo “Vibrazioni“; a Giovanni Dellisanti, operaio qualificato vittima di un infortunio sul lavoro, per la fotografia dal titolo “Non siamo un mondo a parte ma siamo parte del mondo” e a Roberta Galizia, atleta paralimpica di tennistavolo e della nazionale di para surfing, per la fotografia dal titolo “Amicizia inclusiva“.   .  

I saluti istituzionali dell’evento sono stati affidati al direttore generale Inail, Marcello Fiori. A moderare l’incontro è stata Pamela Maddaloni, dirigente direzione Centrale prestazioni socio-sanitarie Inail e disability manager centrale.