Digital Markets Act: gli eurodeputati chiedono un’azione tempestiva e resilienza contro le pressioni esterne

  • Il Digital Markets Act (DMA) è uno strumento chiave per migliorare l’apertura e l’equità del mercato, la concorrenza e la scelta degli utenti
  • L’UE deve affrontare le nuove sfide poste dall’IA generativa e dalle infrastrutture basate sul cloud
  • Eurodeputati preoccupati per pressioni politiche esterne volte a indebolire la DMA
  • La Commissione dovrebbe evitare di riaprire gli obiettivi fondamentali, l’ambito e l’architettura della DMA

I deputati europei desiderano che la Commissione concluda senza ulteriori indugi le procedure di non conformità ai sensi del Digital Markets Act e garantisca l’applicazione tempestiva della legge.

Martedì, il Comitato per il Mercato Interno e la Tutela dei Consumatori ha adottato una bozza di risoluzione che valuta l’applicazione del Digital Markets Act (DMA) del 2022 e il suo impatto sull’industria tecnologica, in vista della prossima revisione. I deputati europei sottolineano che la revisione dovrebbe concentrarsi sul rafforzamento dell’efficacia e dell’applicabilità del quadro esistente, evitando al contempo una riapertura degli obiettivi, dell’ambito e dell’architettura fondamentali della DMA. La risoluzione sottolinea inoltre la necessità di affrontare le nuove sfide poste dall’IA generativa e dalle infrastrutture basate su cloud per impedire ai gatekeeper di utilizzare queste tecnologie per creare nuove forme di “lock-in” di mercato.

La sovranità dell’UE non deve essere compromessa

I deputati affermano che la Commissione deve resistere a pressioni politiche esterne all’UE che potrebbero cercare di indebolire la DMA, affermando che le regole UE devono applicarsi in egual misura a tutti i guardiani del portaggio, indipendentemente dal luogo di istituzione o dalla nazionalità.

Applicazione tempestiva

I deputati europei chiedono alla Commissione di fare un “uso pieno e proattivo” di tutti gli strumenti a sua disposizione, inclusi ispezioni, misure provvisorie e pagamenti periodici di sanzioni, per impedire alle aziende di aggirare la DMA. I procedimenti di inadempienza dovrebbero essere conclusi senza ritardi indebiti e rispettare sia le scadenze vincolanti che indicative, mantenendo il Parlamento informato sui progressi.

Controllo delle nuove tecnologie

Alla luce della crescente importanza strategica dei servizi di cloud computing e del loro ruolo negli ecosistemi digitali e di IA, i deputati esortano la Commissione a valutare attentamente se soddisfano i criteri per la designazione di gatekeeper. Il testo sottolinea inoltre che gli strumenti di ricerca e assistente guidati dall’IA, realizzati dai gatekeeper dominanti, stanno diventando sempre più punti d’accesso primari per le persone all’informazione, al commercio e ai servizi digitali, e desidera che la Commissione esamini se queste funzionalità siano eque e competitive.

Azione del Guardiano

La risoluzione elenca una serie di preoccupazioni che i deputati europei hanno riguardo a alcune pratiche di gatekeeper, ad esempio: la persistente auto-preferenza di Google che limita la scelta dei consumatori; le schermate di consenso di TikTok che utilizzano tecniche comportamentali per ottenere il consenso; modifica delle impostazioni predefinite e facile accesso ai servizi concorrenti da parte di Microsoft; e il continuo utilizzo di clausole di parità proibite da parte di Booking.com.

Risultati reali

Infine, i testi sottolineano che l’efficacia della DMA dipende non solo dalla conformità formale, ma anche da risultati concreti e concreti per gli utenti finali e aziendali, inclusa la loro capacità di esercitare efficacemente i diritti.

I deputati europei chiedono inoltre un “rafforzamento significativo” delle risorse umane e finanziarie dedicate all’applicazione della DMA, per adeguarsi alla complessità del mercato digitale.

Passi successivi

La risoluzione è stata adottata con 33 voti favorevoli, 2 contrari e 11 astensioni.

È accompagnata da una domanda orale, entrambe sottoposte ai voti della sessione plenaria del 27-30 aprile.

Contesto

La Commissione ha ufficialmente designato sette aziende – Alphabet, Amazon, Apple, ByteDance, Meta, Microsoft e Booking.com come gatekeeper ai sensi della DMA, richiedendo loro di rispettare obblighi specifici per i loro servizi di piattaforma principale.

Nel novembre 2025, la Commissione ha avviato indagini su Amazon Web Services e Microsoft Azure per determinare se debbano essere designati come gatekeeper per i loro servizi di cloud computing. Ad aprile 2025, ha emesso le prime decisioni di non conformità e multe contro Meta riguardo al suo modello pubblicitario “pay or consent” e Apple per aver violato i suoi obblighi anti-sterza.