“essere oceano”: al via il programma culturale che accompagna la realizzazione del Museo del Mare di Bari – MuMaB

Cantiere-evento inaugura oggi la rassegna che – da maggio a dicembre – invita a ripensare il mare come sistema vivente complesso:

archivio di memorie e spazio di relazione continua tra umano e non umano

È stato presentato stamattina sul Molo Sant’Antonio essere oceanoPratiche di partecipazione more-than-human, il programma che, da maggio a dicembre, accompagnerà la realizzazione del nascente Museo del Mare di Bari, MuMaB, sul molo Sant’Antonio.

Promosso dal Comune di Bari in collaborazione con Rossi Restauri, la rassegna essere oceano – che vede la direzione artistica e culturale di Francesco Maggiore e la curatela di Maria Teresa Salvati – è stata ideata da Fondazione Dioguardi, Cantiere-Evento ed Everything is Connected in collaborazione con Biblioteche Senza Frontiere Italia (BSF) e iAC–innovActionCult.

Il progetto intende trasformare il cantiere fisico del museo in uno spazio di immaginazione e co-progettazione collettiva, attivando un processo partecipativo finalizzato a far emergere l’identità, il ruolo e la funzione di questo luogo al fine di generare una nuova consapevolezza del rapporto tra città e mare.

06-05-26 cantiere evento Museo del Mare – luglio 2025_ph Avie Studio

Attraverso eventi, incontri, laboratori e installazioni, la rassegna assume una funzione rigenerativa, contribuendo alla costruzione simbolica del MuMaB e alla creazione di nuove relazioni tra persone, pratiche artistiche ed ecosistema marino. Il cantiere diventa così uno spazio aperto di apprendimento e sperimentazione, dove cittadini, pescatori, giovani, ricercatori e comunità locali partecipano attivamente alla definizione di un museo radicato nei bisogni e nei desideri del territorio.

Con essere oceano si intende esplorare otto diversi temi che enfatizzano le connessioni tra umano e non umano: ARIA, ACQUA, LUCE, MEMORIA, CORRENTE, SALE, VITA, ORIZZONTE.

“La riqualificazione del Molo Sant’Antonio, insieme al suo Museo del Mare, rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di riconnessione della città con il suo elemento naturale: il mare – commenta il sindaco Vito Leccese -. Per questo, sono certo che il progetto Essere oceano, che propone un calendario di eventi di partecipazione attiva dei cittadini e delle realtà locali, con il coinvolgimento anche e soprattutto dei più piccoli, porterà a generare proposte utili a rendere questo luogo non solo bello architettonicamente, ma straordinario dal punto di vista dei contenuti. Perché le opere pubbliche e le infrastrutture, per quanto eseguite a regola d’arte, senza il soffio vitale delle idee, della creatività e delle esigenze della comunità, rischiano di restare corpi senz’anima”.

“Questo programma di eventi si inserisce in una cornice molto importante, che è quella orientata a immaginare e condividere con tutta la comunità dei baresi il ruolo e il destino degli spazi più importanti che pian piano si stanno restituendo alla città – sottolinea Paola Romano, assessora comunale alle Culture -. Il nascente Museo del Mare di Bari avrà un ruolo di rilievo nella dotazione di spazi destinati alla cultura e a promuovere uno sguardo non più solamente antropocentrico sul mondo, ma in una prospettiva che veda l’uomo immerso in un ecosistema ambientale più ampio, spesso molto fragile. Per questo il programma degli eventi punta a costruire uno spazio di immaginazione e co-progettazione collettiva in cui indagare una nuova consapevolezza del rapporto tra città e mare, attraverso un percorso radicato nei bisogni e nei desideri del territorio”.

“L’impresa Rossi Restauri rinnova la propria collaborazione con Cantiere-evento, accompagnando il Comune di Bari nel percorso di valorizzazione del nascente Museo del Mare, nella consapevolezza dell’importanza di condividere i processi di trasformazione della città – osserva Angela Rossi, di Rossi Restauri -. Crediamo in questi momenti non convenzionali, capaci di valorizzare non solo il lavoro ma anche le persone. L’impresa assume così un ruolo civile, contribuendo alla restituzione di un bene comune sin dalla sua fase di cantiere e rendendolo parte viva della collettività, ancor prima del suo completamento”.

“L’apertura del cantiere del Museo del Mare di Bari, presso il Molo Sant’Antonio, segna un momento importante per la cittàdichiara Francesco Maggiore, presidente della Fondazione Dioguardi e direttore artistico della rassegna -. Attraverso il programma Cantiere-evento e attraverso l’attivazione di un ampio partenariato culturale, il cantiere si apre periodicamente ai cittadini, diventando uno spazio accessibile e condiviso: un luogo in cui avvicinarsi, comprendere e immaginare il futuro di questo sito in trasformazione. Il cantiere si pone come occasione di partecipazione e conoscenza, in cui il processo stesso di costruzione diventa parte dell’esperienza collettiva della città”.

essere oceano nasce dal desiderio di cambiare il modo in cui ci relazioniamo al mare – spiega Maria Teresa Salvati, presidente di Everything is Connected e curatrice della rassegna -. L’approccio more-than-human ci permette di avvicinare le persone a questi temi in modo esperienziale, rendendo percepibile l’interdipendenza tra umano e non umano. Allo stesso tempo, il MuMab diventa uno strumento concreto di partecipazione, un corpo connettivo in cui proviamo ad immaginare come questo spazio possa rispondere, oltre che ai bisogni umani, anche a quelli degli ecosistemi”.

La rassegna si apre il 6 e il 7 maggio con LUCE, un invito a interrogare ciò che vediamo e, soprattutto, ciò che resta invisibile. Questo primo appuntamento mette in discussione l’idea che conoscere significhi necessariamente vedere, aprendo uno spazio di riflessione sulla percezione, sul limite e sull’invisibile.

Questa sera, alle 20.00, avrà luogo l’accensione dell’opera luminosa “con altri occhi” di Vincenzo D’Alba, due occhi di luce installati – grazie al coinvolgimento di Tecno Impianti – sui ponteggi del cantiere e visibili da tutta la città che osservano e al tempo stesso interrogano chi guarda.

Il senso di questa installazione non è in una iconografia ricercata, quanto piuttosto nella volontà di considerare il cantiere parte attiva della città, ovvero come qualcosa o, meglio ancora, qualcuno che non solo può essere visto ma può guardare. Così la costruzione assume una dimensione antropomorfa e come tale più comprensibile. Abbiamo quindi sempre bisogno degli altri occhi come per evitare una fatalistica “solitudine degli edifici”.

Domani, giovedì 7 maggio, in due momenti diversi, è in programma “La mappa che non c’è”, un laboratorio per i più piccoli, concepito in collaborazione con BSF e iAC–innovActionCult, con bambine e bambini dell’Istituto Comprensivo “Umberto I – San Nicola” plesso Piccinni, e della scuola SOUx di Spazio Murat.

Partendo dal tema della luce – ciò che illumina ma anche ciò che lascia nell’ombra – i partecipanti saranno guidati a immaginare mappe non convenzionali, fatte di percezioni, presenze invisibili e relazioni nascoste. Nel mare, infatti, la luce solare penetra solo per pochi metri, mentre la maggior parte della vita si sviluppa nell’oscurità. Attraverso il disegno, il racconto e l’immaginazione, bambine e bambini costruiscono una mappa collettiva che non rappresenta solo luoghi, ma anche ciò che non si vede: movimenti, profondità, bisogni e forme di vita non umane.

Il laboratorio propone così un cambio di prospettiva, superando una visione antropocentrica e invitando a considerare il mare come un sistema vivente complesso, fatto anche di invisibile.

Grazie alla collaborazione tra la Fondazione Dioguardi e Biblioteche Senza Frontiere Italia, il prossimo autunno avrà luogo una tappa del tour della SEA BEYOND Ideas Box – una mediateca mobile interamente dedicata all’Educazione all’Oceano – dedicato ai musei. Ideata pro bono da Philippe Starck per Bibliothèques Sans Frontières, l’Ideas Box è configurabile in 20 minuti e, una volta dispiegata, crea uno spazio culturale di oltre 100 metri quadrati, offrendo un’esperienza di apprendimento completa sul tema dell’Oceano. È dotata di tablet, pc, libri, giochi da tavola, videogames, visori, cuffie, consolle, un modulo audiovisivo e centinaia di materiali formativi pensati per fare conoscere alle nuove generazioni il mare, il suo stato di salute e l’importanza del prendersene cura.

La SEA BEYOND Ideas Box è stata realizzata grazie al supporto del Gruppo Prada nell’ambito di SEA BEYOND, il progetto condotto in partnership con la Commissione Oceanografica Intergovernativa (COI) dell’UNESCO dal 2019 con l’obiettivo di creare consapevolezza sulla preservazione dell’Oceano e la sua sostenibilità con numerose iniziative formative dedicate ai giovani.

Dopo le due iniziative di apertura del cantiere – di luglio e dicembre 2025 – Cantiere-evento prosegue cosìil percorso di valorizzazione del MuMaB – museo progettato dello studio SMN Architetti – al fine di immaginare il museo come un’interfaccia vivente tra umano e non umano, terra e mare, esperienza e sperimentazione, sogno e azione.

essere oceano vedrà un calendario di appuntamenti mensili in cui lo spazio aprirà le porte al pubblico barese e i cittadini saranno anche coinvolti in una call to action, finalizzata alla selezione di una frase da installare sui ponteggi del cantiere.

L’intera rassegna è promossa dal Comune di Bari con Fondazione Dioguardi, Cantiere-evento e Everything is Connected, ed è resa possibile grazie a Rossi Restauri, esecutrice dei lavori di realizzazione del MuMaB.

APPROFONDIMENTI

·         Essere oceano – testo curatoriale

essere oceano è un programma culturale che accompagna la realizzazione del futuro Museo del Mare di Bari (MuMaB), trasformando il cantiere fisico in uno spazio di immaginazione, relazione e co-progettazione collettiva.

Accanto alla costruzione architettonica del Museo, il progetto attiva un processo culturale vivo che invita la cittadinanza a ripensare il rapporto tra città e mare, come condizione di interdipendenza. Il mare è inteso come sistema vivente complesso, infrastruttura ecologica e spazio di relazione tra umano e non umano. In questo senso, la rassegna si inserisce nel campo di riflessione del more-than-human, un approccio sviluppato negli ultimi decenni tra studi ecologici, antropologia e pratiche artistiche, che mette in discussione la centralità esclusiva dell’umano. Autrici e autori come Donna Haraway e Bruno Latour hanno contribuito a ridefinire il concetto di agency, proponendo una visione del mondo come rete di relazioni in cui anche entità non umane – ecosistemi, materiali, specie viventi – partecipano attivamente alla costruzione del reale.

Adottare questa prospettiva significa riconoscere che ogni spazio culturale non è neutro, ma situato all’interno di sistemi ecologici e sociali interconnessi. essere oceano utilizza quindi il more-than-human sia come chiave interpretativa che come strumento operativo: da un lato per avvicinare le persone ai temi dell’oceano in modo sensibile ed esperienziale, dall’altro per attivare pratiche di partecipazione che tengano conto anche dei bisogni non umani nella definizione del futuro Museo.

La rassegna si configura così come un dispositivo civico di co-design basato su ascolto, immaginazione e restituzione, capace di tradurre esperienze e visioni collettive in indicazioni concrete per la governance del MuMaB.

Il concept si sviluppa a partire dalle risonanze tra essere umano ed essere oceano: entrambi sistemi porosi, attraversati da flussi, capaci di memoria, vulnerabili agli squilibri e al tempo stesso dotati di capacità rigenerative. La crisi dell’oceano si rende così percepibile come crisi dell’umano, rivelando l’urgenza di ripensare il nostro modo di abitare il pianeta.

In questa prospettiva, il Museo del Mare viene immaginato non come contenitore statico, ma come organismo culturale vivo: un’interfaccia capace di ascoltare, tradurre e mettere in relazione molteplici forme di vita, conoscenza ed esperienza.

essere oceano è un invito a riconoscere che il mare non è davanti a noi, ma dentro il modo in cui viviamo, costruiamo e immaginiamo il futuro – e che progettare un museo oggi significa anche ripensare radicalmente il nostro posto nel mondo.

·         Vincenzo D’Alba – bio

Vincenzo D’Alba  (Lecce, 1979) architetto, designer e illustratore. Collabora con la Fondazione Gianfranco Dioguardi, con A.A.M. Architettura Arte Moderna. Da quest’ ultima è invitato a partecipare alla serie “Duetti / Partite a scacchi sul disegno” e all’interno di questa iniziativa disegna tra gli altri con M. Bellini, M. Botta, G. Canella, D. Fo, M. De Lucchi, A. Marras, R. Moneo, A. Mendini, L. Ontani, P. Portoghesi, T. Scarpa, A. Siza. Nel 2009 vince il Premio Giovani Architetti dell’Accademia Nazionale di San Luca. Le sue opere si trovano nella collezione del MAXXI, dell’Accademia Nazionale di San Luca, dell’Istituto Centrale per la Grafica, della Fondazione Dioguardi e in varie collezioni private. Dal 2011 al 2024 è stato cofondatore e designer di Kiasmo.

·         Molo di Sant’Antonio – Nota storica

Il fronte mare di Bari Vecchia è un palinsesto urbano che racconta mille anni di storia. Lo skyline medievale con il campanile della cattedrale e la basilica di San Nicola si confronta con le quinte urbane litoranee moderne del XX secolo. Sul lato orientale della penisola si conservano resti delle antiche mura, trasformate in età rinascimentale sotto Isabella Sforza d’Aragona. Centrale è il rapporto tra il Fortino di Sant’Antonio e il molo omonimo, risalente al 1501 e alterato nel 1931 dalla costruzione della strada litoranea. Il “Porto Vecchio”, attivo sin dal XVI secolo, fu oggetto di importanti lavori nel Settecento, culminati nel progetto di Giovanni Bompiede (1756-1762). Il Molo Vecchio (San Nicola) subiva mareggiate, mentre il Molo Grande (Sant’Antonio) presentava cedimenti. I mercanti locali finanziarono i lavori, rafforzando il commercio. Nonostante la nascita del Porto Nuovo (1853), il cuore marittimo della città restò il Porto Vecchio: festa di San Nicola, pesca, mercato ittico, Circolo Barion e il Teatro Margherita ne testimoniano il legame profondo tra la città e il mare. La struttura del molo e la lanterna terminale sono stati progettati negli anni ‘30 dall’architetto Saverio Dioguardi.

·         Il progetto di riqualificazione del Waterfront della Città Vecchia di Bari

Il progetto di riqualificazione del lungomare della Città Vecchia di Bari ha come obiettivo principale il rafforzamento del legame urbano tra il centro storico (quartieri San Nicola e Murat) e la linea di costa. L’intervento interessa due contesti storici individuati dal Documento Programmatico Preliminare al PUG: il Centro Storico (Città Vecchia) e il Contesto Urbano di Impianto Storico (Murattiano e Madonnella). La progettazione mira a introdurre nuove attrattività lungo la costa, con funzioni qualificate in linea con il piano comunale di riqualificazione, valorizzando il patrimonio culturale e i servizi esistenti. Il lungomare è visto come un palinsesto di beni archeologici (come il Museo di Santa Scolastica e la Cittadella Nicolaiana), strutture difensive storiche e contenitori culturali (Teatro Margherita, ex Mercato del Pesce), senza tralasciare le tradizioni popolari come la Festa di San Nicola. Gli interventi previsti comprendono: la costruzione di un edificio polifunzionale con servizi e parcheggi in piazzale Cristoforo Colombo, pensato come collegamento tra porto e lungomare; l’installazione di piattaforme multifunzionali sul Lungomare Imperatore Augusto; la sostituzione del mercato ittico sul molo San Antonio con un nuovo edificio museale e turistico; la riqualificazione delle banchine tra molo San Antonio e Teatro Margherita; il recupero dell’edificio pergolato sul molo San Nicola per la vendita del pescato secondo le normative; il miglioramento degli spazi pubblici e della mobilità; infine, opere di difesa marittima per garantire la sicurezza e la fruibilità delle nuove strutture. In sintesi, un progetto che unisce valorizzazione storica, funzionalità urbana e vivibilità del lungomare.

INFO

ROSSI RESTAURI

La Rossi Restauri dal 1948 è un’impresa specializzata in restauro (architettonico, artistico e archeologico) che si distingue per la capacità di preservare e valorizzare il patrimonio edilizio utilizzando metodi e materiali compatibili con quelli originari per garantire interventi rispettosi del bene, reversibili, sostenibili e duraturi. Gli interventi, accurati e rispettosi dell’identità del bene, si basano su metodologie scientifiche e sull’uso di tecniche e materiali compatibili con l’originale, per garantirne durabilità e autenticità con il coinvolgimento di team multispecialistici di restauratori, architetti, storici dell’arte, ingegneri e artigiani, altamente qualificati. Tra i numerosi interventi eseguiti di rilevante importanza si evidenziano il Restauro e la Rifunzionalizzazione del Teatro Margherita, il Recupero e valorizzazione del Parco Archeologico di Monte Sannace, il restauro della Cattedrale di Bari, di Bitonto, di Trani e di Monopoli, del Castello di Conversano, la realizzazione

dell’Apulia Film House.

SMN ARCHITETTI

Lo studio di architettura SMN opera in diversificati ambiti di intervento: progettazione urbanistica e architettonica, restauro monumentale, architettura d’interni e design, servizi di consulenza globale per la creazione e gestione di programmi complessi sul territorio. Lo studio si occupa della gestione del progetto per committenza pubblica e privata, seguendo la realizzazione dell’opera dagli studi preliminari alla cantierizzazione, offrendo le competenze necessarie per una progettazione integrale e per la direzione lavori. Il prodotto dello studio è il risultato di un impegno individuale e collettivo. Contemporaneità, tradizione, funzionalismo e creatività caratterizzano i disegni e i progetti di SMN ARCHITETTI.

FONDAZIONE GIANFRANCO DIOGUARDI

Nasce nel 1991 per volontà di Gianfranco Dioguardi, con l’obiettivo di onorare la memoria dei genitori Maria Blasutigh e Saverio Dioguardi; nel 1993 ottiene il riconoscimento di ente morale dal Ministero degli Interni. Fin dalla sua istituzione, la Fondazione si distingue per una visione ampia e interdisciplinare della cultura, fondata sull’idea che il sapere debba essere conservato, accresciuto e soprattutto condiviso. Cuore della sua attività è la Biblioteca, un patrimonio di oltre 40.000 volumi tra discipline umanistiche e scientifiche, che rappresenta non solo una raccolta libraria, ma un vero dispositivo di connessione tra università e società civile. Attraverso questa eredità culturale, la Fondazione promuove attività di formazione, ricerca, editoria e divulgazione, sostenendo iniziative che spaziano dai seminari ai workshop, dalle pubblicazioni agli eventi espositivi, fino alla valorizzazione di spazi pubblici come luoghi di produzione culturale. Elemento distintivo della sua missione è l’integrazione tra cultura e impresa, in linea con il pensiero di Gianfranco Dioguardi, che ha sempre inteso l’imprenditorialità come forma di sapere operativo, capace di unire conoscenza e azione. Dal 1999 la Biblioteca è concessa in comodato d’uso al Politecnico di Bari, dove continua a vivere come luogo aperto a studenti, studiosi e cittadini, confermando il ruolo della Fondazione come presidio attivo di diffusione del sapere e di costruzione di relazioni tra i diversi ambiti della conoscenza.

CANTIERE-EVENTO

Cantiere-evento è un programma ideato da Gianfranco Dioguardi negli anni Novanta e oggi sviluppato dalla Fondazione Dioguardi, che propone una concezione innovativa del cantiere edile – sia di restauro sia di nuova costruzione – come spazio aperto, condiviso e culturalmente attivo. Registrato nel 2017 come marchio d’impresa e oggi in concessione a Dioguardi Lab Società Benefit, il progetto nasce per contrastare il disagio che i cantieri producono nel contesto urbano, trasformandoli da luoghi chiusi e subiti passivamente in strumenti di comunicazione, partecipazione e conoscenza. Alla base vi è l’idea di coinvolgere attivamente i cittadini nei processi di trasformazione della città, permettendo loro di comprendere e interiorizzare i cambiamenti già nella fase della costruzione. Il cantiere viene così ripensato come una vera e propria “fabbrica” contemporanea: non solo luogo di produzione, ma spazio di innovazione, informazione, formazione ed educazione civica, capace di generare valore culturale e sociale per l’intera comunità.

EVERYTHING IS CONNECTED APS

Fondata nel 2022, Everything is Connected (EiC) è un’associazione di promozione sociale con sede a Bari, e con progetti sviluppati anche a livello internazionale tra cui Germania e Inghilterra. EiC è un progetto transdisciplinare che mira ad inventare nuovi paradigmi di comunicazione, che sfociano nell’ innovazione sociale, artivismo e living lab, fondamentali per coinvolgere un pubblico ampio, e raccontare la crisi ambientale ed ecologica, mettendo al centro lo spazio pubblico, le scuole, i canali digitali e i processi partecipativi. Conoscere, comprendere e partecipare attivamente sono premesse imprescindibili per intraprendere, individualmente e collettivamente, azioni positive volte a mitigare l’impronta dell’umanità sul pianeta e ad attivare processi di cambiamento sociale.

Biblioteche Senza Frontiere Italia (BSF)

Antenna italiana dell’ONG internazionale Bibliothèques Sans Frontières, BSF porta educazione, informazione e cultura dove queste non arrivano, sostenendo le comunità locali, progettando e realizzando spazi mobili, metodologie, strumenti e programmi su misura. Fondata nel 2007 dallo storico Patrick Weil per promuovere un nuovo modello di cooperazione culturale – ripensando il collezionismo librario, costruendo modelli economici sostenibili per le biblioteche e creando spazi di apprendimento e partecipazione – l’organizzazione attualmente ha sede in Francia, Belgio, Stati Uniti e Italia, ed opera in più di 30 Paesi nel mondo.

iAC–innovActionCult

iAC – innovActionCult I associazione culturale con Chiara Deidda e Maria Giulia Voltini propone attività ARTS + EDUCATION rivolte a bambinə e adolescenti, per coinvolgere consapevolmente fin dall’infanzia nella cultura, nell’arte e nei beni culturali insieme con la comunità educante (scuola, museo, famiglia e istituzioni culturali). iAC si occupa di progettazione educativo-artistica e STEAM, editoria per l’infanzia, co-progettazione toolkit educativi ed exhibits, attività interattive HANDS-ON, workshops e formazione, processi co-partecipativi in ambito artistico ed educativo. L’associazione culturale progetta con un approccio design for all adeguato al sistema culturale e alla comprensione del/della bambinə e dell’adolescente.