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15 novembre – CON GLI AMERICANI SPAIN E IL PIANISTA MATTIA VLAD MORLEO, SI CHIUDE LA 40^ EDIZIONE DI TIME ZONES. AL TEATRO FORMA. – Bari

Novembre 15, 2025

                                       SI CHIUDE LA 40^ EDIZIONE DI TIME ZONES

 

IL FESTIVAL DELLE MUSICHE POSSIBILI, CHE QUEST’ANNO HA CELEBRATO I SUOI 40ANNI DI ATTIVITÀ, SI CHIUDE SABATO 15 NOVEMBRE CON DUE CONCERTI IN PROGRAMMA AL TEATRO FORMA DI BARI. ATTESA LA PERFORMANCE DELLA ROCK BAND AMERICANA DEGLI SPAIN, CAPEGGIATA DA JOSHHADEN, FIGLIO DEL GRANDE CONTRABBASSISTA JAZZCHARLIE HADEN. IN APERTURA IL PIANISTA E COMPOSITORE MATTIA VLAD MORLEO. 

La 40^ edizione del FestivalTime Zonessi chiude,sabato 15 novembre dalle 21 al Teatro Forma, con altri due concerti. Ad aprire sarà il set del pianista e compositoreMattiaVlad Morleo. Sul palco il pianista e compositore barese offre un’esperienza intensa e narrativa, presentando in anteprima il suo nuovo disco pubblicato il 14 novembre per Warner Music, proprio il giorno prima della sua performance a Time Zones. Dopo l’anteprima di Morelio,alle 22, sarà la volta dell’atteso concerto della formazione americanaSpain, band alternative rock di Los Angeles fondata nel 1993 dal bassista e cantanteJosh Haden, figlio del grande bassista jazzCharlie Haden.

 

Noti per il loro sound malinconico e suggestivo, e per testi profondamente introspettivi, gli Spain hanno saputo fondere elementi di jazz, blues e indie rock, creando uno stile unico spesso associato al movimento slowcore degli Anni ‘90. Il loro brano canzone “Every Time I Try”, è stato inserito dal registaWim Wendersnella colonna sonora di “The End of Violence”. Nel loro nuovo tour mondiale, la band celebra il trentesimo anniversario del loro album d’esordio, “The Blue Moods of Spain”, un disco che, fin dalla sua uscita nel 1995, ha conquistato pubblico e critica diventando un vero e proprio cult della musica alternativa. L’album è un lavoro prezioso, ricco di spunti sonori e lirici, capace di evocare atmosfere sospese tra sogno e malinconia. I brani più noti, come “Spiritual” — reinterpretato anche daJohnny Cash—, “Untitled #1” e la mistica “World of Blue”, sono diventati veri e propri classici del genere, amati tanto dagli storici fan quanto da chi scopre oggi la band. A distanza di 30anni, la malinconica bellezza e i raffinati arrangiamenti di questo album continuano a esercitare un fascino ipnotico. In un’epoca musicale spesso dominata dalla velocità e dalla superficialità, la musica degli Spain invita invece all’ascolto lento, alla riflessione e all’emozione autentica, proprio come ai tempi in cui tutto è cominciato, nelle notti blu di Los Angeles.

 

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