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20 dicembre, il concerto “Natale invoca la pace”, nella Biblioteca Nazionale di Bari

Dicembre 20, 2025

«Natale invoca la pace»

 

 

L’EurOrchestra conclude il 2025 con un concerto pensato come gesto simbolico e collettivo, in un messaggio universale di convivenza e riconciliazione.

Sabato 20 dicembrealle 19.30, si conclude il ciclo dei «Concerti in Biblioteca» 2025 dell’EurOrchestra, con la direzione artistica dei maestri Francesco Lentini e Angela Montemurro. La stagione musicale è organizzata in sinergia con la Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti Volpi di Baridiretta da Antonietta De Felice, per celebrare il connubio tra arte musicale dal vivo, memoria e cultura storica, musicale e letteraria.

 

Nell’Auditorium della Biblioteca (via Pietro Oreste 45, ingresso libero fino a esaurimento posti) va in scena il concerto «Natale invoca la pace», con solisti vocali i soprani Antonia Giove e Kateryna Novikova, il mezzosoprano Angela Lampignano, il tenore Yuan Shengyao, il baritono Antonio Stragapede. Voce recitante Leo Lestingi, l’EurOrchestra sarà diretta da Francesco Lentini.

 

Il titolo del concerto ne dichiara apertamente l’intenzione: un programma pensato come gesto simbolico e collettivo, capace di attraversare tradizioni, lingue e culture diverse per affidare alla musica un messaggio universale di convivenza e riconciliazione. In apertura, i solisti dell’EurOrchestra eseguiranno trascrizioni di melodie della tradizione palestinese, ebraica e araba, affidate a singoli strumenti come segni distinti e dialoganti: la monodia palestinese “Laylat Al Mylad” (“Nella notte di Natale l’odio sparirà”), affidata al clarinetto di Domenico Morea; la melodia popolare ebraica “Hober und Korn” (“Avena e grano”), per violino solo con Roberto Rizzi; e la monodia libanese “La Gloria del Libano”, interpretata dal flauto di Francesco Scoditti. Tre canti essenziali, nati come linee melodiche nude, che nella loro semplicità evocano un desiderio profondo di pace necessaria e duratura.

 

Il percorso musicale prosegue poi verso altre geografie ferite, con l’intervento delle voci solistiche accompagnate dall’orchestra: una preghiera natalizia della tradizione ucraina e una melodia popolare russa affidata al pianoforte, quasi a ricordare come il canto, prima ancora della parola, sappia farsi invocazione comune al di là dei conflitti. In questo dialogo tra popoli e culture si inserisce anche il Concerto in re minore RV 127 per archi di Antonio Vivaldi, pagina di energia ritmica e tensione espressiva, capace di restituire all’ensemble un respiro pienamente strumentale.

 

Il cuore del programma è affidato ai grandi brani del repertorio sacro natalizio, in un susseguirsi di pagine che attraversano epoche e stili: l’”Ave Maria” di Giulio Caccini, nella sua cantabilità pura e raccolta; l’”Ave Verum” di Wolfgang Amadeus Mozart per quattro voci solistiche e orchestra, esempio di perfetto equilibrio tra intimità e solennità; l’”Adagio” in do minore per oboe e archi di Benedetto Marcello, con Vincenzo Sallustio protagonista di una pagina di intensa malinconia lirica; e il “Panis Angelicus” di César Franck, affidato al dialogo tra soprano e tenore, momento di luminosa contemplazione.

 

A queste si affiancano l’Aria dalla Terza Suite per archi di Johann Sebastian Bach, vertice di eleganza formale e profondità spirituale, e una serie di canti legati alle tradizioni popolari: la canzone catanese “A Gesù Bambino”, la celebre melodia natalizia russa “Un piccolo abete è nato nella foresta”, e la popolare ucraina “Schedryk” (“Una rondine ha fatto il nido nella mia casa”), resa celebre nel Novecento e qui proposta a quattro voci come augurio di prosperità e rinascita.

 

Non manca un omaggio alla musica per il cinema con “Fratello Sole Sorella Luna” di Riz Ortolani, affidato al baritono e all’orchestra, pagina intrisa di spiritualità laica e poesia francescana. Il concerto si conclude in modo partecipato e simbolico: come ultimo augurio di serenità e come rinnovata invocazione alla pace, il pubblico sarà invitato a unirsi ai cantanti e all’orchestra nell’esecuzione dei tradizionali Christmas Songs inseriti nella “Fantasia su Canti tradizionali natalizi” di Angela Montemurro, autrice anche di tutte le trascrizioni in programma. Un finale corale che trasforma l’ascolto in condivisione, restituendo al Natale il suo significato più autentico: quello di una comunità che, attraverso la musica, sceglie di invocare la pace.

 

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