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25 gennaio – Domeniche in Musica dell’Accademia dei Cameristi diretta da Mariarita Alfino – Bari

Gennaio 25

Domenica 25 gennaio alle 18, nell’Auditorium Vallisa di Bari, l’appuntamento delle Domeniche in Musica dell’Accademia dei Cameristi diretta da Mariarita Alfino porta alla luce tre pagine assai poco note del repertorio cameristico tra Ottocento e Novecento nella formazione clarinetto, fagotto e pianoforte.

Il concerto è peraltro l’occasione per conoscere due compositori tedeschi oggi
totalmente dimenticati, Conradin Kreutzer (1780-1849) e Karl Goepfart (1859-1942), qui accostati a un lavoro del brasiliano Heitor Villa-Lobos (1887-1959).

 

L’esecuzione del programma è affidata come sempre a musicisti italiani, giovani ma già avviati a una brillante carriera:

domenica a Bari suoneranno in trio Marta Nizzardo (clarinetto), Caterina Madini (fagotto) e Piero Cinosi (pianoforte). 

 

Biglietto 12 euro, ridotto studenti 7 euro, over 65 8 euro, under 13 gratuito, in vendita
all’ingresso. Tel. 338.7116300.

 

Avviato a una formazione musicale completa (studiò violino, oboe, clarinetto, organo e canto) Conradin Kreutzer ebbe tra i suoi maestri anche Johann Georg Abrechtsberger, che aveva avuto Beethoven tra i suoi allievi. Sin dall’inizio dell’Ottocento, Kreutzer fu attivo come direttore e compositore per molti teatri tedeschi. Di lui ancora oggi si ricorda l’opera Der Lachtlager in Granada (1834), ispirata al Massacro degli ebrei del 1066, eccidio tra i più sanguinosi della storia europea.

 

Il Trio op. 43 risale al 1825 e con le sue accattivanti melodie su un solido impianto
armonico è una prova di grande maestria musicale sul piano del gusto e della scrittura.
Sebbene dimenticato, anche Karl Goepfart fu gratificato in vita da fama e fortuna musicale.
Ricevette la prima formazione musicale dal padre, prima di diventare allievo di Franz Liszt a Weimar. Svolse carriera da pianista concertista e direttore d’orchestra, dedicandosi alla composizione di opere teatrali e da camera. Il Trio op. 75, in tre movimenti, è del 1898, e in esso convivono lirismo e grande fantasia strumentale.

Conclude il programma la Fantasia concertante W 517 (1953) di Villa-Lobos, lavoro della tarda maturità del compositore brasiliano, scritto a Parigi dove Villa-Lobos giunse per incontrare Segovia. La composizione, pubblicata postuma nel 1969 a Rio de Janeiro, riflette innegabili influenze francesi (Stravinskij e Jean Françaix) che ammorbidiscono di eleganza e raffinatezza l’inconfondibile stile di quest’autore.

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