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APULIA ANTIQUA a Monopoli – Domenica 7 dicembre l’ENSEMBLE AURORA guidato dal violinista ENRICO GATTI ripercorre il primo barocco italiano

Dicembre 7, 2025

Domenica 7 dicembre a Monopoli, Chiesa Rettoria San Domenico di Guzmán

Apulia Antiqua, l’Ensemble Aurora

ripercorre il primo barocco italiano

La formazione guidata dal violinista Enrico Gatti col progetto «Mille consigli»

Tra i più grandi interpreti del violino barocco in circolazione, Enrico Gatti suona con il suo Ensemble Aurora per il festival itinerante Apulia Antiqua diretto da Giovanni Rota. L’appuntamento è in programma domenica 7 dicembre, alle ore 18, nella chiesa Rettoria San Domenico di Guzmán di Monopoli, con il concerto dal titolo «Mille consigli». La formazione ha selezionato un’interessante e variegata raccolta di sonate per violino italiane, canzoni, un salterello e una versione strumentale di un mottetto di Palestrina.

C’è sempre poesia e virtuosismo che pervadono il modo di suonare il violino di Enrico Gatti, in nessun altro contesto come nella musica del primo barocco italiano, così come fa in questo progetto che riprende, anche nel titolo, quello di un fortunato album edito da Glossa qualche anno fa. Un concerto che riflette la molteplicità di idee e colori emozionali possibili nella musica per violino di questo periodo.

Ognuno degli altri membri dell’Ensemble Aurora, Elena Bianchi alla dulciana e al flauto dolce e Guido Morini al clavicembalo e all’organo, ha l’opportunità di mostrare il proprio talento in una gioiosa e calorosa esplorazione di pagine composte nella prima metà del XVII secolo da Dario Castello Giovanni Battista Fontana, Francesco Rognoni Taeggio, Giovanni Picchi, Biagio Marini, Bartolomeo de Selma e Francesco Turini.

Tra le pratiche stilistiche barocche che iniziavano a emergere e fiorire in quel periodo, il basso continuo stava acquisendo sempre maggiore importanza. E fortemente legate alle caratteristiche specifiche dell’organo italiano (che, secondo il musicologo Daniele Torelli sarebbero rimaste sostanzialmente invariate fino al XIX secolo), le funzioni melodiche e armoniche del basso continuo erano frequentemente richieste per la musica strumentale nelle chiese.

Tra l’altro, il titolo del progetto (e del disco), «Mille consigli», si riferisce ad una frase tratta da «Le instabilità dell’ingegno», un libro ispirato a Boccaccio scritto da un nobile genovese del XVII secolo, sacerdote gesuita e scrittore religioso e satirico, il marchese Anton Giulio Brignole Sale. Utilizzando un linguaggio poetico altisonante, Sale descrive nei dettagli l’esibizione vocale mattutina di un usignolo nel giardino di una villa. E la citazione ricorda la straordinaria fecondità di inventiva e virtuosismo improvvisativo della musica strumentale italiana tra la prima e la metà del XVII secolo, che, come il canto dell’usignolo cui fa riferimento Sale, «varia in ogni momento di mille ispirazioni».

Info 335.1477513.

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