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BARI – Collegium Musicum – Domenica 17 maggio, nell’Auditorium Casa del Mutilato, in scena il concerto «L’innocenza del canto», con i cori Vox Juvenes e InCanto Cometè diretti da Emanuela Aymone

Maggio 17

Prosegue la trentunesima stagione del Collegium Musicum, con un concerto dedicato al mondo dell’infanzia tra Schumann e Stravinskij: “L’innocenza del canto” vedrà in scena i cori Vox Juvenes e InCanto Cometè diretti da Emanuela Aymone. Al pianoforte Piero Cassano

Emanuela Aymone e il Coro di Voci Bianche Vox Juvenes

Domenica 17 maggio, in un doppio appuntamento alle 11 e alle 19, nell’Auditorium Casa del Mutilato di Bari(Largo Angelo Fraccacreta), prosegue la trentunesima stagione musicaledel Collegium Musicum, con la direzione artistica di Rino Marrone. In scena il concerto intitolato «L’innocenza del canto», sumusiche di Robert Schumann e Igor Stravinskij, con protagonisti icori di voci bianche Vox Juvenes e InCanto Cometè,diretti da Emanuela Aymone. Al pianoforte ci saràPiero Cassano.

 

Info e prenotazioni 340.499.38.26, biglietti a 12 euro (intero), 9 euro (ridotto per over 65, studenti e disabili). 

 

Pensato come un itinerario musicale dentro l’infanzia, il concerto costruisce un dialogo tra la dimensione poetica delRomanticismo tedescoe le filastrocche visionarie dellamodernità novecentesca. Il programma alterna infatti momenti pianistici e interventi corali: ogni sezione cantata nasce da un breve preludio per pianoforte solo, quasi una soglia sonora capace di introdurre atmosfere, immagini e colori emotivi.

 

Ad aprire il percorso saràRobert Schumanncon «Da genti e paesi lontani», primo brano delle celebri «Scene infantili» op. 15: poche battute sospese e intime, tra le pagine più evocative dell’intero repertorio pianistico romantico. Da qui prenderà forma la vasta selezione tratta dall’«Album della gioventù» op. 79, raccolta composta nel 1849 come un vero “libro di canti” destinato ai più giovani, ma attraversato da una sorprendente profondità poetica.

I cori eseguiranno pagine come «La stella della sera», «Farfalla», «Messaggio di Primavera», «Saluto di Primavera» e «Domenica», in cui natura, gioco e stupore infantile diventano immagini musicali leggere e luminose. Accanto a queste, troveranno spazio brani dal carattere più narrativo e popolare, come «La canzone montana del fanciullo», «Fuori all’aperto!», «Il renaiuolo», «La lucciola», «Le rondini», «Custodia dei bambini» e «Canzone del piccolo arciere», fino alle atmosfere più liriche e meditate di «Mignon», tratta dall’universo poetico di Goethe.

Il programma schumanniano attraversa così un mondo fatto di campane, uccelli, ninne nanne, stagioni e figure fantastiche, in cui la semplicità apparente della scrittura nasconde una raffinatissima attenzione alla parola e al colore armonico. Non semplice musica “per bambini”, ma uno spazio espressivo in cui l’infanzia diventa memoria, fantasia e sguardo sul mondo.

La seconda parte del concerto sarà dedicata aIgor Stravinskij. Anche qui il percorso nascerà da una breve pagina pianistica, il «Valzer per i bambini», prima delle «Tre storie per bambini», composte tra il 1915 e il 1917 durante il periodo svizzero del compositore russo. Ispirate a testi popolari russi tradotti in francese da Charles-Ferdinand Ramuz, queste miniature uniscono ironia, ritmo e immaginazione teatrale.

In «Tilimbom», costruita attorno al suono ossessivo di una campana d’allarme, animali e personaggi grotteschi si agitano in una scena quasi fiabesca; «Le anatre, i cigni, le oche…» trasforma invece una filastrocca popolare in un piccolo teatro dell’assurdo, mentre «La canzone dell’orso» introduce sonorità più cupe e sarcastiche, sospese tra comicità e inquietudine. In Stravinskij il mondo infantile perde ogni sentimentalismo e si trasforma in energia ritmica, gesto, invenzione continua.

A dare ulteriore significato al concerto è anche l’idea del coro come esperienza collettiva di ascolto e relazione, perfettamente riassunta da unacelebre riflessione di Claudio Abbado: «Il canto è l’espressione musicale più spontanea e naturale, e il coro è la forma più immediata del fare musica insieme. In un coro ogni persona è sempre concentrata sulla relazione della propria voce con le altre. L’ascolto dell’altro è quindi alla base del canto corale e in generale del fare musica insieme. Imparare a cantare insieme significa imparare ad ascoltarsi l’un l’altro. Il coro quindi, come l’orchestra, è l’espressione più valida di ciò che sta alla base della società: la conoscenza e il rispetto del prossimo, attraverso l’ascolto reciproco e la generosità nel mettere le proprie risorse migliori a servizio degli altri».

Fondata e diretta da Emanuela Aymone, la formazione Vox Juvenes rappresenta da anni una delle realtà più attive nel panorama corale giovanile pugliese, collaborando stabilmente con istituzioni come la Fondazione Petruzzelli, il Traetta Opera Festival e lo stesso Collegium Musicum. Più recente è invece la nascita di InCanto Cometè, coro formato da bambini della scuola dell’infanzia e primaria, già protagonista nel 2025 di un concerto diretto da Rino Marrone su musiche di Hindemith. Al pianoforte siederà Piero Cassano, musicista barese dalla lunga esperienza internazionale, formatosi tra Italia, Francia, Germania, Svizzera e Austria e per molti anni maestro collaboratore del Teatro Petruzzelli.

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  • Data:Maggio 17

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