Caricamento Eventi

« Tutti gli Eventi

  • Questo evento è passato.

BARI – COLLEGIUM MUSICUM – Giovedì 20 novembre in scena “Da Edgar Allan Poe alla musica”

Novembre 20

 Da Edgar Allan Poe alla musica

 

 

Un altro concerto speciale per la trentesima stagione del Collegium Musicum: protagonisti lo scrittore Giancarlo De Cataldo, il compositore Franco Piersanti, l’arpista Annunziata Del Popolo e le voci di Nunzia Antonino e Dan Obuseh. In una serata tra musica e letteratura, ispirata alle atmosfere noir di Edgar Allan Poe.

Giovedì 20 novembrealle 20.30, nel Teatro Abeliano di Bari, la trentesima stagione musicale del Collegium Musicum prosegue con un altro appuntamento speciale: «Da Edgar Allan Poe alla musica» è il titolo di una serata incentrata su brani ispirati alla poetica del celebre scrittore statunitense, vissuto nella prima metà dell’800. Protagonisti in scena lo scrittore, sceneggiatore e drammaturgo Giancarlo De Cataldo, che introdurrà con un intervento le atmosfere “noir” di Edgar Allan Poe; con i Solisti del Collegium Musicum si esibiranno Franco Piersanti al pianoforte, Annunziata Del Popolo all’arpa, oltre alla voce narrante di Nunzia Antonino e alla voce di Dan Obuseh.

 

In programma un nuovo brano di Franco Piersanti (commissionato dal Collegium Musicum), «La ballata di Dan», per due voci e ensemble, liberamente ispirato al romanzo di Allan Poe «Il viaggio di Arthur Gordon Pym» (su ideazione drammaturgica di Piersanti e De Cataldo). Nell’impaginato anche la prima esecuzione italiana del brano per arpa «Annabel Lee. A wind blew out of cloud» del compositore svizzero Thüring Bräm (anch’esso ispirato all’omonima poesia di Allan Poe, «Annabel Lee»), e il brano del compositore francese André Caplet, «Conte fantastique» (per arpa e quartetto d’archi), ispirato al racconto «Le Masque de la mort rouge», dello scrittore noir statunitense.

 

Al centro della serata spicca il nuovo brano di Franco Piersanti, «La ballata di Dan», una creazione che intreccia letteratura e attualità, riportando la finzione gotica ottocentesca a un presente urgente. «Ho accolto con piacere la richiesta del Collegium di comporre un brano ispirato alla figura o a un’opera di Edgar Allan Poe – spiega Piersanti – concedendomi la libertà di trasformarla in un veicolo capace di dialogare con la nostra attualità». Il compositore racconta come il viaggio del giovane Gordon Pym lo abbia «profondamente colpito» per la sorprendente vicinanza con l’esperienza reale di Dan Obuseh, «un ragazzo nigeriano oggi trentenne», divenuto suo amico in Italia. A rispondere alle citazioni lette da De Cataldo – presentate sia in inglese sia in traduzione italiana – è proprio la voce di Obuseh, che rievoca i frammenti del suo viaggio, specchio contemporaneo di quello immaginato da Poe. «Ho preferito allontanarmi da ogni retorica», prosegue Piersanti, «per rispetto verso un dolore autenticamente vissuto». Il risultato è un racconto musicale “fragile”, inteso come unico spazio possibile di ascolto, rispetto e risonanza tra letteratura, cronaca e memoria.

 

Quanto al brano «Annabel Lee. A wind blew out of cloud» per arpa sola, il compositore svizzero Thüring Bräm traduce in suono la malinconia luminosa dei versi finali di Poe, costruendo una tessitura arpeggiata in cui il respiro del vento – autentico protagonista del testo – diventa figura musicale. L’arpa assume qui un carattere evocativo e narrativo, capace di oscillare tra purezza lirica e inquietudine sotterranea, come se la voce dell’amata perduta emergesse e si dissolvesse tra le corde.

 

Completa il programma il celebre «Conte fantastique», del compositore francese André Caplet, ispirato al racconto «La maschera della morte rossa». Nato nel 1908 come «Légende» per arpa e orchestra, il brano fu rielaborato nel 1922-23 per arpa e quartetto d’archi, assumendo la forma oggi nota. Destinato all’arpa cromatica di Pleyel e poi adattato allo strumento a pedali Érard, fu presentato per la prima volta da Micheline Kahn con il Quatuor Poulet alla Salle Érard nel 1923. La partitura contiene elementi narrativi immediatamente riconoscibili: gli undici sol dell’arpa segnano i rintocchi delle undici; il legno percosso evoca i colpi alla porta; i dodici sol richiamano la mezzanotte fatale. Tra valzer deformati, ostinati minacciosi, armonie complesse ed effetti innovativi sull’arpa, Caplet costruisce un paesaggio sonoro sospeso tra danza e incubo, perfettamente allineato alla fantasia gotica di Poe.

Dettagli

Luogo