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BARI – COLLEGIUM MUSICUM – Martedì 16 dicembre all’Abeliano ultimo concerto del 2025 con “À la France / Anniversari”: Collegium diretto da Rino Marrone, con solista il soprano Claudia Urru

“À la France / Anniversari“
Un altro concerto speciale conclude la trentesima stagione del Collegium Musicum, diretto da Rino Marrone, con solista il soprano Claudia Urru: la serata è dedicata alla musica francese di Maurice Ravel e Erik Satie, con una prima assoluta di Luigi Lombardi d’Aquino. Introduce la musicologa Fiorella Sassanelli.



Martedì 16 dicembre, alle 20.30, nel Teatro Abeliano di Bari, la trentesima stagione musicale del Collegium Musicum si conclude con un altro appuntamento speciale, in collaborazione con l’Alliance Française di Bari: «À la France / Anniversari» è il titolo di una serata incentrata sugli omaggi a Maurice Ravel (nel centocinquantesimo anniversario dalla nascita) e a Erik Satie (nel centenario dalla scomparsa), oltre a un brano commissionato dal Collegium a Luigi Lombardi d’Aquino, eseguito in prima assoluta. Il Collegium Musicum sarà diretto da Rino Marrone, con solista il soprano dalla carriera internazionale Claudia Urru: nell’impaginato, «Introduction et Allegro» (per arpa, quartetto d’archi, flauto e clarinetto) e «Trois poèmes de Stéphane Mallarmé» (per voce ed ensemble) di Ravel, seguiti dal brano «A tempo sospeso» (per ensemble) di Lombardi d’Aquino, e da due gioielli di Satie arrangiati e orchestrati dallo stesso Lombardi d’Aquino: «Trois melodies sans paroles» (in prima esecuzione assoluta per ensemble) e «Chansons de café-concert» (per voce ed ensemble). L’introduzione del concerto è affidata alla musicologa Fiorella Sassanelli.
Info e prenotazioni 340.499.38.26, biglietti a 12 euro (intero), 9 euro (ridotto per over 65, studenti e disabili). Il concerto sarà anticipato, nella mattina di martedì 16 dicembre, alle 10,30 sempre all’Abeliano, per le scuole.
Lo sviluppo del programma disegna un arco coerente e raffinato, capace di mettere in dialogo la modernità francese d’inizio Novecento con una sensibilità pienamente contemporanea. In apertura, l’Introduction et Allegro di Maurice Ravel (1905) si presenta come una pagina di cristallina eleganza timbrica: nata come brano dimostrativo per l’arpa a pedali, è in realtà un piccolo laboratorio di scrittura cameristica, in cui la trama degli archi, il respiro del flauto e del clarinetto e il ruolo concertante dell’arpa si intrecciano in un equilibrio di trasparenze e raffinata sensualità sonora. In un fluire musicale che rivela già il gusto raveliano per il colore, per l’allusione e per una modernità che non rinnega mai la forma.
Di pochi anni successivi sono i Trois poèmes de Stéphane Mallarmé (1913), tra le vette più rarefatte della produzione vocale di Ravel. Qui la musica si fa gesto minimo, frammento, respiro: la voce del soprano si inserisce in un tessuto strumentale essenziale, quasi astratto, che segue la complessità simbolista dei testi di Mallarmé senza mai illustrarli direttamente. Ogni brano è dedicato a un compositore amico – Stravinskij, Florent Schmitt, Satie – come se Ravel tracciasse una mappa ideale delle affinità artistiche del suo tempo, restituendo alla parola poetica una dimensione sonora sospesa, fragile e intensissima.
Al centro della serata si colloca “A tempo sospeso”, nuova pagina di Luigi Lombardi d’Aquino, commissionata dal Collegium Musicum. Il brano, concepito per un organico ampio e flessibile, riflette sul concetto di tempo come esperienza interiore più che come scansione oggettiva. La melodia, che migra continuamente da uno strumento all’altro, diventa il filo di una narrazione in cui la trasformazione timbrica sostituisce lo sviluppo tradizionale. Ne nasce una scrittura che invita all’ascolto profondo, alla sottrazione, alla possibilità di abitare il suono come spazio di pausa e di riflessione, in netto contrasto con la frenesia del presente.
La seconda parte del concerto rende omaggio a Erik Satie, figura chiave e insieme laterale della modernità musicale francese. Le Trois mélodies sans paroles – Rambouillet, Les oiseaux, Marienbad – vengono presentate in una nuova veste esclusivamente strumentale, in cui Lombardi d’Aquino redistribuisce la linea melodica tra i diversi strumenti dell’ensemble, ampliandone la tavolozza timbrica senza tradirne la semplicità originaria. La scrittura di Satie, volutamente anti-retorica e anti-accademica, conserva così il suo carattere enigmatico e poetico, fatto di ripetizioni, di ironia sottile e di una malinconia disarmante.
Chiudono la serata le “Chansons de café-concert”, pagine nate per i locali parigini della Belle Époque e qui ripensate per voce ed ensemble. Da “La Diva de l’Empire” a “Je te veux”, passando per “L’Omnibus/Automobile” e “Tendrement”, emerge un Satie teatrale e provocatorio, capace di mescolare leggerezza, nostalgia e una modernità che guarda già oltre il suo tempo. Gli arrangiamenti valorizzano il dialogo tra la voce di Claudia Urru e l’ensemble, alternando eleganza melodica e guizzi ironici, in un gioco di colori che restituisce tutta la vitalità di queste miniature musicali.

