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BARI – COLLEGIUM MUSICUM – Martedì 26 maggio il grande violinista Giuliano Carmignola in concerto nella Basilica di San Nicola in un concerto tutto bachiano, intitolato “Silentium”

Prosegue la trentunesima stagione del Collegium Musicum: sul palco il ritorno del celebre violinista Giuliano Carmignola, artista in residenza dell’istituzione e tra i più grandi strumentisti italiani, con una carriera internazionale nei maggiori teatri di tutto il mondo. In programma, nella serata intitolata “Silentium“, un impaginato tutto bachiano, compreso ilConcerto in re minoreper due violini, archi e basso continuo, con l’altro solista al violino Carmine Scarpati. L’orchestra del Collegium sarà diretta da Rino Marrone.

Martedì 26 maggio,alle 20.30, nellaBasilica di San Nicola di Bariprosegue la trentunesima stagione musicale delCollegium Musicum, con ladirezione artistica di Rino Marrone. «Silentium. Tra cielo e terra, il suono di Johann Sebastian Bach» è il titolo di una serata che vedrà protagonista come solista ilcelebre violinista Giuliano Carmignola, da quest’annoartista in residenza del Collegium, fra i più grandi strumentisti attivi nel panorama internazionale, con una eccezionale carriera nelle sale da concerto più prestigiose al mondo. Le sue registrazioni hanno ottenuto numerosi e importanti riconoscimenti come il Diapason d’Or e lo Choc du Monde, ed è stato insignito del titolo di Accademico della Reale Accademia Filarmonica di Bologna e di Accademico di Santa Cecilia.
Accanto a Carmignola ci sarà ancheCarmine Scarpati, storica spalla dell’orchestra del Collegium Musicum, che sarà diretta daRino Marrone: Scarpati sarà primo violino solista, nelConcerto in re minoreper due violini, archi e basso continuo BWV 1043.
Info e prenotazioni 340.499.38.26, biglietti a 12 euro (intero), 9 euro (ridotto per over 65, studenti e disabili).
Pensato come un appuntamento speciale dedicato alla spiritualità e alla bellezza della musica diJohann Sebastian Bach, il concerto attraversa alcune delle pagine più alte della scrittura bachiana per archi, in un percorso che unisce meditazione, architettura formale e intensità espressiva. Non a caso il titolo «Silentium» richiama proprio quella dimensione di ascolto interiore che nella musica di Bach sembra continuamente sospesa “tra cielo e terra”: una musica che nasce dalla più rigorosa costruzione contrappuntistica ma che, al tempo stesso, tende costantemente verso una dimensione spirituale e contemplativa.
Primo brano dell’impaginato è la Suite n. 2 in la minore BWV 1008 per violoncello solo, proposta nella trascrizione per violino solo realizzata da Marco Serino. Appartenente al monumentale ciclo delle Sei Suites per violoncello, la BWV 1008 rappresenta uno dei vertici della scrittura bachiana per strumento solo: dal solenne Prélude alle danze dell’Allemande, della Courante e della Gigue, Bach costruisce un universo sonoro essenziale e spirituale, capace di trasformare un unico strumento in una polifonia immaginaria di straordinaria intensità.
Seguono ilConcerto n. 1in la minore BWV 1041e ilConcerto n. 2in mi maggiore BWV 1042(che vedranno impegnati Carmignola sempre in veste di solista), capolavori assoluti della letteratura violinistica di tutti i tempi, nei quali Bach assimila la lezione del concerto italiano di Vivaldi trasformandola però in qualcosa di profondamente personale. Nei dueConcertiil violino non è soltanto strumento virtuosistico, ma voce dialogante che intreccia con l’orchestra un continuo scambio di idee musicali, tra slancio ritmico, equilibrio formale e straordinaria ricchezza armonica. IlConcerto in la minorecolpisce per la tensione drammatica del primo movimento e soprattutto per l’Andante centrale, costruito sopra un ostinato dei bassi dal carattere quasi ipnotico, sul quale il violino dispiega una linea melodica di intensa cantabilità. NelConcerto in mi maggiore, invece, domina una luminosità sonora tipicamente bachiana: il primo movimento alterna energia ritmica e chiarezza architettonica, mentre l’Adagio centrale – in tonalità minore – si trasforma in una meditazione di grande profondità emotiva, quasi una preghiera affidata al dialogo fra il solista e gli archi.
Momento centrale della serata sarà poi il celeberrimoConcerto in re minoreBWV 1043per due violini, archi e basso continuo, una delle opere più amate e riconoscibili dell’intero catalogo bachiano. Qui il dialogo tra i due strumenti solisti diventa un intreccio continuo di imitazioni, rincorse e sovrapposizioni, culminando nel celebre “Largo ma non tanto”, pagina di assoluta perfezione espressiva nella quale le due linee violinistiche sembrano fondersi in un unico respiro musicale.
Ilconcerto sarà inoltre dedicato alla memoria di Padre Damiano Bova, per molti anni amatissimo Priore e Rettore della Basilica Pontificia di San Nicola, figura di riferimento umano e spirituale per la città di Bari. Il Collegium Musicum ha scelto di ricordarlo proprio attraverso la musica di Bach, quasi a suggellare, nel luogo simbolo della spiritualità nicolaiana, un omaggio fatto di raccoglimento, bellezza e memoria condivisa.

