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BARI – Pinacoteca e Polo Bibliotecario Regionale – venerdì 21 novembre, prosegue il BIG con un talk e lo spettacolo “Some Dances On Dickfaces” della compagnia Kinkaleri, Premio Ubu 2002

Novembre 21

BARI INTERNATIONAL GENDER FESTIVAL

 

 

Il BIG prosegue la sua undicesima edizione con un doppio appuntamento: il talk “Arte politica e pratiche di resistenza”, con la sociologa Anna Simone e la critica d’arte Anna D’Elia, e la performance coreutica «Some Dances On Dickfaces», della compagnia Kinkaleri, Premio Ubu 2002.

 

«Some Dances On Dickfaces» – ph Monia Pavoni

Venerdì 21 novembre il Bari International Gender Festival prosegue con un doppio appuntamento: alle 18, nella Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”, nell’ambito del Focus Arte Contemporanea a cura di Pamela Diamante, tocca al talk intitolato “Arte politica e pratiche di resistenza”, introdotto da Micaela Paparella, consigliera metropolitana delegata alla valorizzazione e tutela della Pinacoteca di Bari (ingresso libero). In dialogo, la sociologa Anna Simone e la critica d’arte Anna D’Elia: l’arte può essere uno spazio di libertà, incubatore di trasformazioni, luogo di critica, rivolta e rinascita, uno spazio per resistere alla necropolitica, alla morte, alla tristezza, alla solitudine e a tutte le passioni tristi che genera la società contemporanea. L’arte deve essere risveglio, cura, atto di rivolta e gesto di poesia politica.

 

Alle 20 ci si sposta al Polo Bibliotecario Regionale (ex Caserma Rossani, via Vitantonio De Bellis 47) per la performance coreutica «Some Dances On Dickfaces», della compagnia di teatro e danza Kinkaleri, Premio Ubu nel 2002 per il miglior spettacolo di teatrodanza dell’annoLa pièce – che sarà replicata nello stesso orario e luogo sabato 22 novembre prende come materiale di studio «Il Giardino delle delizie» di Hieronymus Bosch, per comporre un inno fuori dal tempo: una riflessione sul corpo come unico spazio di potere, desiderio e relazione, in un presente attraversato da crisi e catastrofi. L’ansia, l’impotenza e l’assuefazione diventano così materia viva da trasformare in danza, intesa come rito e magia capace di rilanciare l’essenza dell’umano oltre l’efficienza, lo sfruttamento, le ingiustizie e i confini sociali.

 

Il corpo non viene celebrato come tempio, ma riscoperto nella sua fragilità e libertà, luogo in cui ogni creatura rivendica il diritto al piacere e alla propria unicità. Danzare sulle “dickfaces” significa ribadire l’accesso al desiderio come dimensione vitale e salvifica, coltivando rispetto, cura e relazione. La performance diventa insieme festa e rivolta: uno spazio condiviso in cui guardare ed essere guardati, danzare e vivere. Il progetto, articolato in tappe di ricerca e incontri, approda al BIG Festival come terza tappa di un percorso che si concluderà nel 2026.

 

Fondata a Firenze nel 1995 dall’incontro di artisti con percorsi diversi, Kinkaleri lavora tra sperimentazione teatrale, ricerca sul movimento, performance, installazioni e materiali sonori, cercando un linguaggio fondato sull’evidenza degli oggetti più che su uno stile.

Le loro opere sono state ospitate in importanti teatri, festival e centri d’arte in Italia e all’estero, tra cui Triennale/Teatro dell’Arte di Milano, Teatro Metastasio, Sophiensæle e Kunsthalle Deutsche Bank di Berlino, Centre Pompidou di Parigi, Kaaitheater e Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles, Fondazione Calouste Gulbenkian di Lisbona, Mercat de les Flors di Barcellona, La Bâtie – Festival de Genève, Festival di Santarcangelo, Biennale Danza di Venezia, Villa Romana di Firenze e MAXXI di Roma. Tra le produzioni più significative: Doom (1996), My love for you will never die (2001), OTTO (2002/2003 e 2018), WEST (2003-2006), I Cenci/Spettacolo (2004), Nerone (2006), The Hungry March Sho/Between a carrot and I (2007), Yes Sir! (2008), Ascesa&Caduta (2010), I Am That Am I (2010), Hit Parade (2011/2017), All! (2012-2017), la Trilogia Puccini (Nessun Dorma, Butterfly, I love You TOSCA)Once More (2019), Inferno (2021), OtellO (2021), HellO° (2022-23), AcrossKissKissYou (2024).

Nel 2002 Kinkaleri riceve il Premio Lo Straniero e il Premio Ubu per il miglior spettacolo di Teatrodanza dell’anno.

 

Anna Simone, professoressa associata, insegna Sociologia della politica, del diritto e della devianza, Genere e Conflitti, presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma Tre. Si occupa di femminismi internazionali e pensiero della differenza sessuale, di diseguaglianze e giustizia sociale, del rapporto tra società e psicoanalisi, di arte e società, nonché dell’impatto che hanno sugli attori sociali i processi di neoliberalizzazione e le trasformazioni del potere. Autrice di numerosi saggi e volumi, svolge molte conferenze e seminari in Italia e all’estero. Scrive sulle pagine culturali del Manifesto e su vari siti di divulgazione culturale tra cui Fondazione Feltrinelli (con cui ha pubblicato il volume Politica della violenza, 2020), OperaViva, Il Lavoro Culturale, Alfa Beta. È tra le fondatrici del network Sociologia di posizione.

 

Anna D’Elia, già docente all’Università degli Studi della Basilicata, all’A.B.A. di Bari e di Roma, ha pubblicato i volumi Arte per il Pianeta (2023), Degas si confessa (2022), VEDERSCORRERE (2021). Ha curato numerose mostre, tra cui Transfusioni (Fondazione Menna-Binga, 2016-2020), Riflessioni a puntate (Fondazione Noesi, 2018), Pino Pascali e Luigi Ghirri: mare e cielo (Fondazione Pascali 2014-2015), Artronica (Bari 1987). Ha collaborato con il Centre Pompidou di Parigi per la mostra La Ville/Art et Architecture in Europe, 1870-1993; con il Museo Reina Sofia di Madrid per Pino Pascali, la reinvención del mito mediterraneo (2001); con la Biennale di Venezia per la mostra Pino Pascali, Ritorno a Venezia / Puglia Arte Contemporanea (2011), con la Regione Friuli Venezia Giulia per la mostra Io, lei, l’altra. Ritratti e autoritratti fotografici di donne artiste (2022). Collabora con la rivista Leggendaria.

 

 

Biglietti su dice.fm e al botteghino presente in loco, info su bigff.it.

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