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FESTIVAL CASA VAN WESTERHOUT a Mola di Bari – Giovedì 13 novembre INSONNII, un cantiere sonoro dell’«io» del fiammingo di Puglia

Giovedì 13 novembre a Mola di Bari per il festival «Casa van Westerhout»
«Insonnii», un cantiere sonoro dell’«io»
Intimi segreti del fiammingo di Puglia
Da un progetto letterario del musicologo Summa che incrocia D’Annunzio

Prende il titolo da un ciclo di undici pezzi per pianoforte di Niccolò van Westerhout e da un libro sul tema di Matteo Summa edito da Rocco Carabba, lo spettacolo interattivo «Insonnii» che va in scena giovedì 13 novembre, alle 20, nel Teatro Comunale di Mola di Bari. L’appuntamento rientra nella quarta edizione del festival «Casa van Westerhout» organizzato dall’Agìmus, che lo propone con la stessa voce di Matteo Summa, affiancato nel ruolo di narratore da Maurizio Pellegrini (insieme al quale firma la regia), dal pianista Piero Rotolo e dalla danzatrice Paola Altamura con la proiezione a cura di Filomena Di Renzo di dipinti realizzati dagli allievi dell’Università Vincenzo Bellisario di Lanciano nel corso di disegno di Paola Di Biase.
L’iniziativa nasce, infatti, con l’idea di portare il nome di Niccolò van Westerhout all’attenzione di diverse realtà culturali e artistiche al di fuori del territorio di appartenenza. E la città di Lanciano, dove lo spettacolo verrà replicato, si è mostrata in diverse occasioni sensibile a condividere l’obiettivo. I dipinti saranno proiettati durante l’esecuzione degli «Insonnii per pianoforte» all’interno di uno spettacolo che alterna momenti di riflessione e interpretazione artistica, poesia, musica, danza e immagini. Il tutto tratto dalla pubblicazione «Insonnii. Un dialogo con la musica di Niccolò van Westerhout» di Summa, che ha voluto spostare il significato della parola insonnio da più o meno conclamati disturbi del sonno a stati di coscienza esplorativi della sfera artistica.
Nel romanzo «Il piacere» di Gabriele D’Annunzio, pubblicato dai Fratelli Treves nel 1889, e negli «Insonnii» di Niccolò van Westerhout, composti tra il 1892 e 1893, ma pubblicati postumi da Ricordi nel 1915, il termine insonnio, spiega Summa, si è prestato a significative incursioni letterarie e musicali. Con le sue attese e le sue intime interazioni, l’insonnio di van Westerhout non si qualifica sul piano formale, come in un certo qual modo era avvenuto per il notturno di Chopin, ma sperimenta idee scaturite dalla sua vocazione di musicista colto ed eclettico.
Il fiammingo di Puglia fissa le impalcature di un cantiere dell’io alla ricerca di nuovi significati da dare alle proprie idee, mutuando dall’arte quel senso di stupore che rende partecipi delle meraviglie del mondo e delle esigenze dell’io che con il mondo si rapporta. E nel processo di interiorizzazione della musica di van Westerhout, che si converte in acquisizioni soggettive, un indizio sulla via di una personale condivisione è giunto dalle indicazioni agogiche e dinamiche dell’autore. Il resto è mistero. La creatività di cui si giova un’opera d’arte, intimamente legata alla capacità di elaborare costrutti formali e idee, è favorita dal «gioco», il cui concetto rimanda al mondo dell’infanzia ma che, su un piano di più alti contenuti, trova una chiave di volta nel mondo degli adulti. In questa costellazione di insonni che implodono di significati poetici, la musica è un danzare con le emozioni che essa stessa suscita, attivando spirali senza tempo che ne colgono gli aspetti interattivi e cangianti, nella convinzione di un mondo in continuo divenire, aperto alle provocazioni dell’io.
Info e prenotazioni 368.568412 e 393.9935266 – www.associazionepadovano.it

