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TERNITTI: MEMORIA, LAVORO E RISCATTO IN SCENA Domani a Bitonto e domenica a Canosa di Puglia

Prosegue il tour di Ternitti, spettacolo che racconta la storia di una comunità di emigrati pugliesi tra Svizzera e Italia, intrecciando memoria familiare, lavoro e identità in un affresco umano e sociale di forte intensità. Dopo la tappa di oggi al Teatro Norba di Conversano, lo spettacolo sarà in scena DOMANI sabato 21 marzo alle ore 20 al Teatro Traetta di Bitonto e domenica 22 marzo alle ore 21 al Teatro Raffaele Lembo di Canosa.

Una storia di lavoro, sacrificio e memoria collettiva prende vita sulle scene pugliesi, raccontando una vicenda universale: quella di uomini e donne che hanno sacrificato la propria esistenza al lavoro, pagando un prezzo altissimo in termini di salute e affetti. Ambientato tra il Capo di Leuca e la città svizzera dell’amianto, Niederurnen, lo spettacolo restituisce una memoria condivisa e ancora profondamente attuale.
In scena tre donne, Mimì, Teresa e Arianna, interpretate da Giusy Frallonardo, Magda Marrone e Miriam Lorusso. Lo spazio scenico è dominato da una moltitudine di sedie: vuote, accatastate, sospese. Ognuna rappresenta una persona perduta, vittima dell’amianto, filo tragico che lega i destini dei protagonisti.
Lo spettacolo si apre con Mimì sul tetto di una fabbrica, impegnata in una protesta per difendere il diritto al lavoro. Accanto a lei Teresa, compagna di lotta, e Arianna, figlia determinata a spezzare il ciclo di sacrifici attraverso la professione medica. Il loro confronto attraversa registri emotivi intensi: dalla rabbia alla tenerezza, dalla disperazione alla speranza.
Ternitti si configura come una potente rivisitazione del teatro di narrazione, in cui il racconto individuale si intreccia con la dimensione collettiva. Fondamentali sono la musica e la lingua salentina, che emergono in canti popolari e ritmi ancestrali, evocando un Sud sospeso tra tradizione e modernità, tra dolore e desiderio di riscatto.
Il percorso di Mimì conduce verso una nuova consapevolezza: la possibilità di lottare senza accettare passivamente la condizione di ultimi, rompendo il fatalismo e rivendicando dignità e futuro.

