Foggia – Grande successo per la prima di “Ché Storia” con Isabella Insolvibile

La prigionia alleata in Italia al centro del primo incontro di “Ché Storia”

Grande partecipazione per l’intervento di Isabella Insolvibile

La storica ha ricostruito il sistema dei campi di prigionia alleata in Italia durante la Seconda guerra mondiale, ricordando anche la presenza a Foggia del campo n. 132

Grande partecipazione di pubblico per il primo appuntamento di “Ché Storia. Racconti contemporanei in Fondazione”, il nuovo ciclo di incontri di storia contemporanea promosso dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e ospitato nella sala “Rosa del Vento”, giovedì 5 marzo.

Protagonista della serata è stata la storica Isabella Insolvibile, per la prima volta a Foggia, che ha proposto una riflessione sul tema “La prigionia alleata in Italia. 1940-1943”, prendendo spunto dalle sue ricerche per approfondire una pagina complessa e poco conosciuta della Seconda guerra mondiale.

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali del presidente della Fondazione, Filippo Santigliano, che ha ricordato come il nuovo ciclo si inserisca in un impegno culturale consolidato.

“Non si tratta di una iniziativa estemporanea – ha sottolineato il presidente –, la Fondazione da molti anni investe energie e risorse nella promozione degli studi storici, convinta che la conoscenza della storia sia essenziale per costruire cultura, identità e consapevolezza”.

Santigliano ha quindi richiamato alcune delle principali iniziative promosse negli ultimi decenni: dalle “Domeniche con la Storia”, dedicate alla storia del Mezzogiorno dall’Unità d’Italia, al più recente ciclo “La Storia in Capitanata tra moderna e contemporanea”, fino al Premio Capitanata, rivolto a studenti e ricercatori universitari, e al Progetto Memoria, che coinvolge ogni anno gli studenti delle scuole cittadine in un percorso di riscoperta della storia locale, dal Risorgimento alle due guerre mondiali. A queste attività si affiancano le numerose presentazioni di libri e saggi di storia e l’attività editoriale della Fondazione con la Collana della Fondazione, dedicata agli studi sulla storia della provincia di Foggia.

Nel corso della conversazione, moderata dalla giornalista Mara Cinquepalmi, la professoressa Insolvibile ha ricostruito il sistema dei campi di prigionia alleata presenti in Italia tra il 1940 e il 1943, dove furono detenuti circa 70.000 soldati, catturati prevalentemente sul fronte nordafricano.

La studiosa ha spiegato come la divisione dei prigionieri tra Germania e Italia riflettesse la spartizione delle aree di influenza tra i due alleati: il Nord Europa sotto controllo tedesco e il Mediterraneo sotto l’influenza italiana. Per questo motivo i prigionieri detenuti nel nostro Paese provenivano quasi tutti dalle campagne militari in Nord Africa.

I detenuti, per la maggior parte anglofoni, non arrivavano soltanto dal Regno Unito ma da numerosi Paesi del Commonwealth – dal Canada all’Australia, dalla Nuova Zelanda al Sudafrica – e venivano distribuiti in circa sessanta campi di prigionia sparsi sul territorio italiano, spesso situati in piccoli centri isolati per ragioni di sicurezza.

Particolare interesse ha suscitato il riferimento al campo di prigionia n. 132 di Foggia, attivo tra gennaio e agosto del 1943, dove erano detenuti soldati sudafricani bianchi, impiegati nella costruzione delle piste di atterraggio realizzate nei dintorni della città.

Ampio spazio è stato dedicato alle condizioni di vita nei campi, segnate da gravi difficoltà alimentari e da episodi di malversazioni e privazioni. Il problema del cibo, in un Paese già provato dalle ristrettezze della guerra, rappresentò uno degli aspetti più drammatici della prigionia.

La studiosa ha inoltre ricordato come questo aspetto della guerra sia stato a lungo rimosso o poco discusso nel discorso pubblico, insieme ad altri episodi scomodi della storia nazionale, per non intaccare il diffuso mito degli “italiani brava gente”, mentre sul piano storiografico la ricerca ha progressivamente portato alla luce una realtà molto più complessa.

La ricerca presentata da Insolvibile si basa su un ampio lavoro archivistico che ha incrociato fonti italiane e internazionali, tra cui documenti dell’esercito italiano, dell’Archivio Apostolico Vaticano e del Comitato Internazionale della Croce Rossa.

Il ciclo “Ché Storia” proseguirà il 24 aprile con l’intervento della storica Benedetta Calandra, che terrà una lezione dal titolo “Argentina. Biografia di una nazione dall’indipendenza a oggi”, dedicata alla storia politica e sociale del Paese sudamericano.