Gianrico Carofiglio cattura il pubblico al Palatour di Bitritto con Elogio dell’ignoranza e dell’errore

photo credit Egidio Magnani

Un Palatour gremito e attento ha accolto ieri sera Gianrico Carofiglio per la sua lectio scenica Elogio dell’ignoranza e dell’errore, tratta dall’omonimo saggio pubblicato da Giulio Einaudi Editore. Per oltre un’ora e mezza l’autore barese ha guidato il pubblico in un viaggio intellettuale sorprendente, capace di unire rigore, ironia e una rara capacità di affabulazione.

photo credit Egidio Magnani – Puglialive.net

In scena, Carofiglio ha intrecciato parola, riflessione e narrazione in un format teatrale originale, che ha trasformato concetti spesso percepiti come negativi – l’ignoranza e l’errore – in strumenti di consapevolezza e crescita. Lontano da qualsiasi tentazione di paradosso fine a sé stesso, l’autore ha mostrato come l’ignoranza possa essere intesa non come vuoto, ma come riconoscimento del limite; e come l’errore, lungi dall’essere un fallimento, rappresenti un’occasione preziosa per apprendere e cambiare.

Il pubblico ha seguito con evidente partecipazione un percorso che ha attraversato secoli di pensiero e immaginario collettivo. Da Machiavelli a Montaigne, da Michael Sandel a figure iconiche dello sport e della cultura pop come Bruce Lee, Roger Federer e Mike Tyson: Carofiglio ha costruito un mosaico di riferimenti che, pur eterogenei, hanno dialogato con naturalezza, sostenuti da una narrazione limpida e coinvolgente.

La forza dello spettacolo è stata proprio questa: rendere accessibili temi complessi senza mai banalizzarli, alternando aneddoti personali, citazioni colte e momenti di sottile umorismo. In un tempo dominato dall’ossessione per la perfezione, l’efficienza e la rapidità, Elogio dell’ignoranza e dell’errore ha invitato a rallentare, a dubitare, a considerare la fragilità come una risorsa e non come una colpa.

Carofiglio, magistrato ed ex senatore, ma soprattutto narratore tra i più apprezzati della scena italiana contemporanea, ha confermato ancora una volta la sua capacità di parlare a pubblici diversi, mantenendo sempre un equilibrio raro tra profondità e leggerezza. La sua presenza scenica, misurata ma incisiva, ha reso la serata un’esperienza di ascolto intensa e sorprendentemente intima, nonostante la dimensione del luogo.

Il Palatour ha risposto con lunghi applausi, segno di un coinvolgimento autentico e di una gratitudine palpabile. Per molti spettatori, la serata è stata più di uno spettacolo: un invito a guardare con occhi nuovi ciò che spesso si tende a evitare o a giudicare troppo in fretta.

In definitiva, Elogio dell’ignoranza e dell’errore si è rivelato un appuntamento prezioso per chi ama il pensiero critico, il teatro di parola e la narrazione capace di generare consapevolezza. Una celebrazione del dubbio come motore di crescita, e un promemoria gentile – ma necessario – del fatto che sbagliare, a volte, è il modo più umano per andare avanti.