Gli eurodeputati AGRI votano sulla cooperazione transfrontaliera contro le pratiche sleali che colpiscono gli agricoltori

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  • Gli Stati membri dovrebbero porre fine alle pratiche commerciali sleali transfrontaliere di propria iniziativa
  • Notifiche immediate in caso di presunte pratiche commerciali sleali nel mercato unico
  • Protezione contro le pratiche commerciali sleali degli acquirenti di paesi terzi
  • Il 20% dei prodotti agricoli e alimentari proviene da un altro Stato membro

La commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale propone una maggiore protezione degli agricoltori contro le pratiche commerciali sleali dei supermercati e delle aziende di trasformazione alimentare.

Le norme dell’UE per l’applicazione transfrontaliera delle norme contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agricola e alimentare sono state adottate con 44 voti favorevoli, 1 contrario, senza astensioni. La nuova legge mira a migliorare la cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’applicazione di un divieto dell’UE relativo alle pratiche commerciali sleali, migliorando e rendendo obbligatori lo scambio di informazioni, le indagini e la riscossione delle sanzioni.

Per rafforzare la protezione degli agricoltori, i deputati chiedono che gli Stati membri intervengano d’ufficio, ponendo fine alle pratiche commerciali sleali transfrontaliere di propria iniziativa senza alcuna denuncia formale da parte di un produttore. Questo sistema replicherebbe il regime di protezione delle indicazioni geografiche nel mercato unico.

Trasparenza grazie a un sistema di allerta rapida

I deputati vogliono migliorare la proposta di un sistema di allerta sulle pratiche commerciali sleali, che potrebbero essere in corso in due o più paesi. I punti di contatto designati dalle autorità nazionali di contrasto e dalla Commissione dovrebbero creare una rete permanente di informazioni. Grazie alla rete, tutti i membri sarebbero stati automaticamente e immediatamente informati su sospette pratiche commerciali sleali in altri paesi.

Regole estese ai fornitori e alle alleanze di acquisto al di fuori dell’UE

Per evitare che gli operatori eludano la legge spostando la loro base al di fuori dell’UE, i deputati vogliono estendere le norme per proteggere i produttori che subiscono pratiche commerciali sleali di acquirenti di paesi terzi. Allo stesso tempo, tutti gli acquirenti con sede al di fuori dell’UE dovranno designare una “persona responsabile dell’UE” prima di poter acquistare i loro prodotti agricoli e alimentari nell’UE. La persona sarebbe passibile di multe per la violazione delle regole da parte del venditore, propongono i deputati.

Quadro giuridico esteso per la cooperazione tra autorità

I deputati vogliono assicurarsi che, nei casi in cui gli Stati membri abbiano deciso di vietare pratiche commerciali più sleali di quelle vietate dall’attuale diritto dell’UE – come il divieto di vendere al di sotto dei costi di produzione – le autorità di contrasto abbiano la possibilità di applicare, di comune accordo, le nuove regole sulla loro cooperazione reciproca.

Citare

Il relatore Stefano Bonaccini (S&D, IT) ha dichiarato: “Il voto di oggi, che segue settimane di intensa e fruttuosa cooperazione tra tutti i gruppi politici, rappresenta un passo importante verso una maggiore protezione dei piccoli produttori e una filiera agroalimentare più equa e trasparente, libera da abusi e ricatti”.

“Il nostro obiettivo è ora quello di completare il processo legislativo entro la fine dell’anno per garantire un’equa remunerazione del lavoro degli agricoltori e il valore dei loro prodotti, all’altezza delle aspettative di milioni di cittadini europei”, ha aggiunto il relatore.

Passaggi successivi

I deputati della commissione Agricoltura hanno inoltre deciso di avviare i colloqui con i paesi dell’UE sulla forma finale della legislazione, con il via libera della plenaria nel settembre 2025.

Sfondo

La direttiva sulle pratiche commerciali sleali, adottata nel 2019, protegge gli agricoltori che vendono i loro prodotti ai grandi supermercati e alle aziende di trasformazione alimentare da pratiche quali i ritardi di pagamento dei prodotti o l’annullamento degli ordini con breve preavviso. Tuttavia, poiché circa il 20% dei prodotti agricoli e alimentari consumati nell’UE proviene da un altro Stato membro, il nuovo regolamento sulla cooperazione transfrontaliera tra le autorità responsabili dell’applicazione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali mira a migliorare la cooperazione tra tali autorità nei casi di pratiche commerciali sleali in cui fornitori e acquirenti si trovano in Stati membri diversi.