Gli eurodeputati nel settore della pesca spingono per progressi sulla decarbonizzazione della flotta dell’UE

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  • Il rinnovo della flotta dovrebbe essere sostenuto da una combinazione di finanziamenti dell’UE, nazionali e privati
  • La modernizzazione dovrebbe tenere conto della diversità delle flotte e del contesto socioeconomico
  • I pescherecci dell’UE hanno in media 31,5 anni

Gli eurodeputati nel settore della pesca propongono programmi di rinnovo della flotta, con finanziamenti nazionali e dell’UE e il sostegno di investitori privati, per una transizione energetica verde di successo.

La conversione verso una flotta dell’UE più pulita, più efficiente sotto il profilo energetico e più sostenibile richiede sia l’ammodernamento che il rinnovo delle navi. I deputati della commissione per la pesca affermano che questo obiettivo può essere raggiunto attraverso programmi di rinnovamento sostenuti da finanziamenti nazionali e dell’UE, nonché con la cooperazione di proprietari privati.

In una relazione adottata con 19 voti favorevoli, 3 contrari e 3 astensioni, la commissione per la pesca osserva che l’attuale politica comune della pesca (PCP) e il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPAlimitano il sostegno pubblico alla decarbonizzazione della flotta peschereccia e scoraggiano persino i finanziamenti privati. Per questo motivo, gli eurodeputati chiedono “che vengano apportate modifiche agli attuali quadri legislativi”, in modo che i programmi di finanziamento dell’UE, insieme agli aiuti di Stato e ai fondi privati, possano essere utilizzati per gli investimenti nei porti, nelle infrastrutture energetiche e nelle navi, “dalla progettazione alla consegna”.

Modernizzazione e digitalizzazione

I deputati al Parlamento europeo nel settore della pesca ritengono che la transizione verso un settore più sostenibile e resiliente debba andare di pari passo con il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro a bordo delle navi. Chiedono che sia data priorità agli aggiornamenti delle navi per offrire “una maggiore capacità di una corretta conservazione a bordo delle catture”, tracciabilità, strumenti di comunicazione e previsioni meteorologiche.

Sottolineando il “ruolo strategico della digitalizzazione” nella modernizzazione della flotta, i deputati sottolineano che “migliorerà anche l’efficienza operativa, la sicurezza in mare e le condizioni di lavoro dei pescatori”, contribuendo al contempo a ridurre i costi del carburante. Continuano sostenendo che gli audit energetici dovrebbero essere effettuati sui pescherecci e vogliono vedere l’uso delle tecnologie digitali, compresa l’intelligenza artificiale, per ottimizzare le rotte di pesca.

Osservando che i piccoli operatori “con capacità finanziarie e tecniche limitate” affrontano la sfida della decarbonizzazione in modo più acuto, i deputati sottolineano che “un approccio unico per tutti” non è adatto alla diversità delle flotte, delle regioni e dei contesti socioeconomici dell’UE. Chiedono pertanto misure mirate per sostenere la transizione della pesca su piccola scala.

Attrezzi da pesca innovativi per ridurre le catture accidentali

La relazione sostiene che dovrebbero essere adottate misure preventive per evitare potenziali danni all’ambiente durante lo sviluppo e l’impiego di nuovi attrezzi da pesca innovativi (principio di precauzione). I deputati chiedono politiche pubbliche e strumenti di finanziamento che sostengano i pescatori e le comunità che adottano attrezzature sostenibili e pratiche che contribuiscano alla conservazione della biodiversità e alla stabilità delle risorse a lungo termine.

La tecnologia di rilevamento basata sull’intelligenza artificiale dovrebbe essere applicata per sostenere le pratiche di pesca selettive, migliorare le informazioni sulle catture e ridurre le catture indesiderate.

Infine, i deputati vogliono migliorare la misurazione dello sforzo di pesca, prendendo in considerazione il tempo effettivo di utilizzo degli attrezzi per la cattura (“tempo di immersione” o “pesca attiva”), invece di limitarsi a contare il numero di giorni in mare, come avviene attualmente. Chiedono pertanto un aggiornamento della definizione di “attività di pesca” nella legislazione dell’UE per riflettere le diverse caratteristiche operative degli attrezzi da pesca.


Passaggi successivi

Il Parlamento dovrebbe votare su questa relazione d’iniziativa durante la sessione plenaria di dicembre.


Sfondo

I pescherecci dell’UE devono decarbonizzare affinché l’UE raggiunga la neutralità climatica entro il 2050, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo. La flotta ha un’età media di 31,5 anni e le navi di piccole dimensioni, che rappresentano il 76 per cento della flotta dell’UE, incontrano difficoltà nell’ammodernamento, non da ultimo a causa dei costi elevati.

Si stima che la flotta dell’UE emetta lo 0,015% delle emissioni globali di carbonio, un valore che si spiega con il declino della flotta, una riduzione delle emissioni di circa il 50% rispetto al 1990 e miglioramenti nell’efficienza energetica. Il settore deve tuttavia fare i conti con le conseguenze dei cambiamenti climatici, con l’aggravarsi delle condizioni meteorologiche avverse e con la migrazione degli stock dovuta all’aumento delle temperature del mare.