
La mancata rilevazione del prezzo alla Borsa Merci di Foggia segna simbolicamente la fine di un modello ormai superato, aprendo la strada a un meccanismo più moderno e trasparente con la CUN del grano duro. A darne notizia è Coldiretti Puglia, in occasione della svolta che segna un passaggio storico per il comparto, con la Borsa Merci di Foggia che da oggi non rileva più i prezzi del grano duro, perché ha preso il via un nuovo sistema di riferimento per il prezzo. Determinante è stata la mobilitazione di migliaia di agricoltori scesi in piazza a Bari con Coldiretti, che ha portato al centro del dibattito la necessità di riconoscere il giusto valore al grano duro, troppo spesso penalizzato da dinamiche poco chiare e da squilibri nelle contrattazioni.
La Commissione Unica Nazionale sul grano duro assume un ruolo centrale nella definizione del prezzo di riferimento a livello nazionale e nell’analisi delle dinamiche di mercato, mandando in archivio il sistema frammentato delle quotazioni locali, come quelle di Foggia e Bologna. La vera novità è rappresentata da un listino strutturato per qualità, che distingue il prodotto in base al contenuto proteico: fino alto proteico (15%), fino proteico (14%), fino (13% al Nord e 12% al Sud) e convenzionale (11,5%).
Un cambio di passo netto, perché introduce finalmente criteri più aderenti alla realtà produttiva e alle esigenze dell’industria di trasformazione, per la quale il livello proteico è un parametro decisivo. Finora, questa variabile – spiega Coldiretti Puglia – non era valorizzata in modo chiaro nei sistemi ufficiali di quotazione, lasciando spazio a valutazioni poco trasparenti e spesso non condivise. Con la nuova classificazione, invece, si dà un riconoscimento concreto e oggettivo alle diverse qualità del grano duro, colmando una lacuna storica.
Il prezzo definito dalla CUN è destinato a diventare il punto di riferimento per i contratti di filiera, a cui collegare anche i contributi pubblici, con l’obiettivo di garantire una distribuzione più equa del valore lungo tutta la catena produttiva, con il Governo che ha confermato lo stanziamento di 40 milioni di euro di aiuti “de minimis” a sostegno delle filiere del grano duro, riconoscendo il ruolo strategico del comparto agricolo e la necessità di supportare concretamente le imprese.
Bisognerà accompagnare i cerealicoltori verso produzioni di qualità, aiutandoli a conoscere e ottimizzare i costi, garantendo al tempo stesso – conclude Coldiretti Puglia – trasparenza e strumenti concreti per la tutela del reddito, insieme a contratti realmente remunerativi, affinché la filiera del grano duro diventi finalmente più equa, moderna e competitiva.

