
- L’acqua viene sempre più utilizzata come strumento di coercizione e conflitto
- È necessaria un’azione UE più forte sulla gestione internazionale delle acque
- Responsabilità per gli attacchi alle infrastrutture idriche e alle forniture
- Oggi, 2,2 miliardi di persone non hanno accesso ad acqua potabile sicura, 3,5 miliardi ai servizi igienico-sanitari
Gli eurodeputati vogliono che l’UE rafforzi la sua azione esterna sulla governance dell’acqua e integri meglio i rischi legati all’acqua negli sforzi di prevenzione dei conflitti e costruzione della pace.
In un rapporto adottato mercoledì dalla Commissione Affari Esteri, con 47 voti favorevoli, 12 contrari e con 15 astensioni, gli eurodeputati esortano l’UE a intensificare la sua risposta al crescente utilizzo dell’acqua come strumento di pressione politica, coercizione e guerra.
Rafforzamento della diplomazia e cooperazione sull’acqua
Gli eurodeputati concordano sul fatto che la cooperazione sull’acqua rimane insufficiente nonostante la crescente pressione sulle risorse idriche condivise. Sebbene 153 Stati membri dell’ONU condividano acque transfrontaliere, attualmente sono in atto solo 43 accordi. Essi invitano l’UE a supportare i paesi partner nella negoziazione e nell’attuazione di tali accordi, sostenendo che una governance efficace transnazionale delle risorse idriche può contribuire a ridurre le tensioni e promuovere la cooperazione regionale e la gestione sostenibile delle risorse naturali.
La distruzione da parte della Russia delle infrastrutture idriche ucraine e le disuguaglianze nel controllo delle risorse idriche in Medio Oriente che colpiscono le comunità palestinesi sono esempi riportati di come l’acqua possa diventare fonte di conflitto e instabilità, aggiungono i deputati europei.
Il testo chiede inoltre un rafforzamento delle capacità di monitoraggio dell’UE e di allerta precoce in materia di conflitti legati all’acqua, incluso il colpo deliberato di fonti d’acqua e infrastrutture. I deputati europei propongono di integrare questi rischi nel sistema di prevenzione dei conflitti del Centro di Risposta alle Crisi del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAS).
Finanziamento e risorse
Il testo adottato chiede finanziamenti adeguati per la governance idrica nell’ambito del prossimo bilancio a lungo termine dell’UE, anche attraverso i programmi Global Europe e Global Gateway. Sostiene inoltre un aumento degli investimenti dell’UE e delle partnership pubbliche e private nella gestione dell’acqua resiliente al clima e nelle infrastrutture sanitarie, in particolare nelle regioni fragili e colpite da conflitti dove un accesso affidabile all’acqua può contribuire a ridurre il rischio di sfollamenti e violenze.
Giustizia e responsabilità
Gli eurodeputati sottolineano la necessità di responsabilità per il miramento deliberato, la distruzione o il rifiuto di accesso alle infrastrutture idriche e alle forniture in situazioni di conflitto. Sostengono inoltre iniziative legali per garantire giustizia e risarcimento alle comunità colpite, sottolineando l’importanza di rafforzare il diritto internazionale e il ruolo dei tribunali penali competenti. I meccanismi di cooperazione regionale sono evidenziati come il principale mezzo per prevenire e risolvere le controversie sulle risorse idriche condivise.
Citazione
“L’accesso all’acqua è un diritto umano e un prerequisito per la stabilità e la pace. Eppure sta subendo una crescente pressione: più della metà delle risorse idriche dolci mondiali attraversa i confini nazionali e la loro gestione è spesso regolamentata in modo inadeguato. Sovrasfruttamento, inquinamento, crescita demografica e cambiamento climatico stanno causando una grave scarsità d’acqua in molte regioni e alimentando crisi, disuguaglianze, instabilità, migrazioni e conflitti armati, in cui l’accesso all’acqua può persino diventare un’arma. Il rapporto espone proposte d’azione per prevenire crisi e conflitti nel lungo termine e invita a rafforzare e integrare meglio gli strumenti di politica estera esistenti. Speriamo che il Parlamento garantisca che la governance transnazionale delle risorse idriche sia riconosciuta come una priorità strategica, diplomatica e di sicurezza all’interno della politica estera dell’UE”, ha dichiarato il relatore Leoluca Orlando (Verdi/EFA, Italia).
Contesto
La crescente pressione sulle risorse idriche, causata dalla crescita demografica, dallo sviluppo industriale insostenibile, dalla scarsa gestione delle acque reflue e dall’uso insostenibile dell’acqua, contribuisce alla scarsità d’acqua, all’insicurezza alimentare e ai conflitti. Oggi, circa 2,2 miliardi di persone non hanno accesso ad acqua potabile sicura, 3,5 miliardi non hanno servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro e circa 4 miliardi di persone vivono una grave scarsità d’acqua per almeno un mese all’anno.

