
Tra memoria e rancore, il dopoguerra italiano visto con gli occhi degli sconfitti
In libreria “Il colonnello lattaio”, nuovo thriller storico di Federico Venditti
In un’Italia repubblicana che muove i primi passi tra macerie materiali e morali, Aurelio Dalla Vedova, ex colonnello della Milizia fascista, cerca di tornare ad una vita che non riconosce più. Ambientato a Roma nel 1946, “Il colonnello lattaio. La linea dei ratti” (uscito in questi giorni per le stampe de Il Piroscafo Edizioni) racconta le vicende di questo comandante del regime e del suo rivale, Pietro Lo Monaco, ufficiale del Regio Esercito, protagonisti e facce differenti di un Paese che tenta di ricostruirsi rimuovendo in fretta un passato ingombrante.
Scritto dall’abile penna di Federico Venditti, “Il colonnello lattaio” è il ritratto duro e disturbante di uno sconfitto della Storia, un uomo che in passato è stato temuto e rispettato ma che ora si ritrova mortificato. “Il colonnello lattaio” è, infatti, un romanzo che interroga senza sconti la memoria, la responsabilità individuale e il confine fragile tra fede ideologica e fanatismo; un’opera che descrive il dopoguerra italiano dal punto di vista dei vinti, tra memoria, rancore e rimozione collettiva.
Umiliato dalla sconfitta e dalla perdita di ogni ruolo pubblico, l’ex colonnello Aurelio Dalla Vedova consegna latte in bicicletta per sopravvivere, mentre Roma e l’Italia intera tentano di rimuovere in fretta il proprio passato. Ma Aurelio non dimentica. La guerra civile, i tradimenti, la caduta della patria e soprattutto l’ombra di un antico nemico continuano a divorarlo dall’interno. Attraverso un lungo flashback che attraversa la Grande Guerra, il mito di D’Annunzio, il biennio rosso e l’ascesa del fascismo, il romanzo ricostruisce la formazione ideologica e umana di un uomo che ha creduto sino in fondo in un’idea assoluta di ordine, disciplina e onore. Ora, in un’Italia repubblicana che assolve e rimuove, Aurelio vive sospeso tra la miseria quotidiana, una famiglia lacerata dal silenzio e un desiderio di vendetta che è anche bisogno di senso.
“Il colonnello lattaio” è un libro che affronta, senza timori, uno dei nodi più complessi della storia nazionale: la sorte di chi è stato battuto, dei reduci del fascismo, degli uomini che, travolti dal crollo del regime, si ritrovano improvvisamente privati di identità, ruolo e senso. Con una scrittura incisiva e un’attenzione rigorosa al contesto storico, il romanzo offre al lettore un viaggio nelle zone grigie della memoria nazionale, restituendo voce a chi, pur sconfitto, continua a incarnare una parte irrisolta della nostra identità collettiva.
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L’autore. Federico Venditti (Roma, 1973) ha esordito nel 2019 con il romanzo di formazione “19 – Un tram chiamato nostalgia”, opera con cui ha ottenuto due premi letterari. Nel 2021 ha pubblicato “Hotel Paranoia”, noir metropolitano che attinge a piene mani all’immaginario di autori come Bret Easton Ellis e John Fante.

