
Il conflitto in Iran sta producendo effetti concreti sulle stalle pugliesi con l’aumento dei prezzi dell’energia e dei mangimi per l’alimentazione degli animali che ha fatto schizzare fino al 25% i costi delle aziende che allevano bovini, suini e ovini per le produzioni lattiero–casearie Made in Puglia: E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti Puglia, con l’agroalimentare regionale che dal campo alla tavola assorbe oltre il 10,3% dei 5,578 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio consumate ogni anno per cui l’aumento del prezzo del carburante di 30 centesimi al litro comporta circa 25 milioni di euro di costi aggiuntivi per le aziende agricole pugliesi e l’aumento dei costi del carburante per i trasporti e per le lavorazioni dei mangimi sta facendo lievitare ulteriormente i costi dell’alimentazione degli animali
L’incremento dei costi dei mangimi – spiega Coldiretti Puglia – collegato alla crescita dei prezzi di materie prime come soia (+30%), polpe di barbabietola (+16%) e mais che sta lievitando lentamente, insieme al rincaro del gasolio agricolo (+40%), ha impattato direttamente sui costi a carico degli allevatori nelle stalle.
Il settore lattiero–caseario pugliese rappresenta un patrimonio di biodiversità e tradizione riconosciuto a livello nazionale e internazionale. La presenza di allevamenti sul territorio garantisce non solo la produzione di eccellenze come i 5 formaggi DOP, la Burrata di Andria IGP e 17 specialità tradizionali riconosciute dal MIPAAF, ma anche la manutenzione dei terreni attraverso l’attività degli animali, contribuendo a contrastare degrado e spopolamento delle zone rurali.
Va assicurata la stabilità del settore lattiero–caseario – sottolinea Coldiretti Puglia – perché dietro ogni stalla c’è un intero ecosistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone che, spesso da generazioni, lavorano per mantenere vivo il territorio. La guerra alle porte dell’Europa non è più lontana, ma entra concretamente nelle case e nelle aziende agricole pugliesi, facendo sentire subito il suo peso sui costi dell’energia e sulle catene di distribuzione. Gli aumenti del gasolio, i rincari dei fertilizzanti e le difficoltà logistiche stanno incidendo sulla competitività del settore, rendendo più difficile produrre e trasportare cibo locale senza gravare sui bilanci delle aziende.
La logistica incide direttamente sul prezzo del carburante, sui costi del trasporto e della distribuzione, determinando il prezzo finale dei prodotti agricoli. Per questo Coldiretti Puglia sottolinea l’urgenza di interventi immediati, sia per calmierare i costi di carburanti e fertilizzanti sia per garantire la continuità delle forniture essenziali, evitando che la crisi internazionale si traduca in un aumento dei costi a carico degli agricoltori e in un’ulteriore perdita di competitività per l’intera filiera agroalimentare regionale.

