
Paolicelli: “Orgogliosi di Gravina, una candidatura che parte dalla terra e dalle sue eccellenze”
Bari, 23 gennaio 2026
La candidatura di Gravina in Puglia a Capitale italiana della Cultura 2028 rappresenta un risultato di grande valore per la Regione Puglia e per tutti quei territori che fondano la propria identità sul rapporto profondo tra terra, comunità e tradizioni.
“Gravina in Puglia – dichiara l’Assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli – racconta una cultura che nasce dall’agricoltura e dal cibo, dalle produzioni di qualità e dai saperi tramandati nel tempo. Il Pallone di Gravina, le filiere cerealicole storiche e vini IGP sono espressione concreta di un patrimonio che unisce storia, lavoro e futuro”.
Una candidatura che valorizza non solo il patrimonio storico e architettonico della città, ma anche il ruolo centrale dell’agricoltura come elemento identitario, economico e sociale, capace di generare valore culturale e attrattività per l’intero territorio.
“Il cibo è linguaggio universale – prosegue Paolicelli – è memoria, paesaggio, comunità. È attraverso le nostre produzioni agricole che raccontiamo chi siamo, da dove veniamo e quale modello di sviluppo vogliamo costruire, soprattutto per le aree interne della Puglia”.
La Regione Puglia guarda con convinzione al percorso intrapreso da Gravina, riconoscendone la capacità di integrare cultura, agricoltura e sostenibilità in una visione coerente e contemporanea.
Il progetto Radici al futuro, pone al centro le cave gravinesi e la pietra, elementi distintivi e identitari del territorio.
“Essere tra le finaliste è già un traguardo importante – conclude Paolicelli – perché dimostra che partire dalla terra e dalle eccellenze agricole significa investire in identità, qualità e futuro. È questa la direzione su cui continueremo a lavorare”.

