| Un lavoro capillare che racconta territori, persone e scelte produttive, offrendo ai lettori uno strumento autorevole per orientarsi in un panorama ricco, ma spesso complesso. Numeri che sintetizzano un settore al fiore all’occhiello del nostro Made in Italy come evidenzia Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia: «L’olio extravergine di oliva è il filo rosso, anzi dorato, che connota la cucina italiana, riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO il 10 dicembre 2025. Proprio come la cucina italiana, esso presenta una varietà unica al mondo, vanta un numero di cultivar nazionali senza eguali e genera un caleidoscopio di sapori, profumi, colori da vertigine: risultato di climi e microclimi, paesaggi e territori, tradizioni e pratiche che nei secoli hanno disegnato un patrimonio prezioso e fragile. Un patrimonio da riconoscere, raccontare e tutelare, adesso più che mai. Perché se la crisi climatica ha avuto negli ultimi anni un impatto severo sull’olivicoltura tutta, i coltivatori hanno dato prova di resilienza e capacità di rispondere al cambiamento con una ancora maggiore attenzione a ciò che accadeva in campo. Proprio ora, dunque, i produttori non vanno lasciati soli: l’olio extravergine di oliva, le sue proprietà organolettiche e nutraceutiche, ma anche gli areali, i muretti a secco, le terrazze, le comunità, i paesi, sono complessivamente parte integrante di una ricchezza in termini di biodiversità che percorre il territorio italiano, che attraversa la nostra identità, che potrebbe condurci verso un orizzonte buono pulito a giusto per tutte e tutti». Il mosaico olivicolo presente in Italia è unico al mondo, custodisce un patrimonio di biodiversità straordinario: oltre 530 cultivar, spesso diffuse in piccole zone, frutto di secoli di adattamento, capaci di donare sensazioni olfattive e gustative sensazionali. Su questo bisogna puntare, invece di rincorrere a facili e sbrigativi soluzioni come gli impianti superintensivi (questi oli non vengono inseriti in guida) o una meccanizzazione spinta. La concorrenza e la crisi climatica mettono in evidenza che la qualità dell’olio non nasce dal caso, ma richiede competenza, prevenzione e investimenti. «Nonostante si legga da più parti – sottolinea Marco Antonucci, esperto della Guida Extravergini – che la produzione di olio di oliva 2025/26 sia stata generosa e del 30% superiore rispetto allo scorso anno, l’olivicoltura italiana in realtà è in difficoltà: infatti la produzione nazionale negli ultimi 20 anni si è più che dimezzata. Le cause di tale disastro sono diverse e sciaguratamente si amplificano negli anni. Primo tra tutti è il cambiamento climatico: inverni sempre più caldi che non consentono un adeguato sviluppo delle proteine della fioritura; forti grandinate estive; clima sempre più umido, perfetto incubatore di cimice e mosca, insetti che quest’anno come una sorta di atto di sopravvivenza della specie sono arrivati a sviluppare fino a sei generazioni, mettendo in ginocchio anche il contadino più attento in campo. A ciò si aggiunge l’abbandono vero e proprio degli oliveti, soprattutto quelli più vecchi e diradati: invece di considerarli come volano di un’agricoltura sostenibile basata sulla salvaguardia di cultivar locali tradizionali, sul rispetto dell’ambiente anche da un punto di vista paesaggistico del nostro territorio che, ricordiamolo, è bello proprio perché disegnato dai contadini, spesso e volentieri vengono surrogati da impianti superintensivi che, se da un lato affascinano per la velocità di crescita e l’elevata quantità di piante per ettaro, dall’altro sono la negazione della biodiversità e della sostenibilità ambientale, necessitano di un maggior utilizzo di fitosanitari ed erbicidi e non svolgono alcuna azione antierosiva o di salvaguardia del terreno». Quindi l’appuntamento con donne e uomini che difendono un patrimonio gastronomico e paesaggistico è per l’11 e il 12 a Torri del Benaco (Vr), affascinante paese sulla costa veronese del lago di Garda, in occasione della Festa dell’Olio. Alla presentazione ufficiale della Guida agli Extravergini, sabato 11 alle ore 9.30 presso il Cinema Teatro, seguono banchi d’assaggio dalle 14 alle 18 (domenica dalle 10 alle 18) sul molo De Paoli. Nei giorni dell’evento anche sei Laboratori del Gusto: cinque sull’olio guidati dai selezionatori della Guida e uno sui vini del lago di Garda (ingresso libero sino a esaurimento posti. Si consiglia la prenotazione). |