
| 23 espositori presenti a BolognaFiere dal 22 al 24 febbraio |
| La Puglia è tra i protagonisti della quinta edizione di Slow Wine Fair, la manifestazione dedicata al vino buono, pulito e giusto che si svolge a Bologna dal 22 al 24 febbraio 2026. Organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food, per la seconda volta in contemporanea con SANA Food, quest’anno riunisce oltre 1100 espositori provenienti da 27 Paesi e da tutte le regioni italiane intorno al tema della giustizia sociale nel mondo del vino. Un vino davvero buono e pulito, secondo la visione di Slow Food, deve essere anche giusto: prodotto senza sfruttare lavoratori e territori, capace di generare valore condiviso, lavoro dignitoso, inclusione e nuove opportunità. È su questi temi che la Slow Wine Fair 2026 diventa terreno di dialogo tra produttori, esperti, ricercatori, consorzi, istituzioni, buyer e professionisti dell’Horeca. Attraverso un ricco programma di conferenze, masterclass e incontri, l’evento invita a riflettere sul ruolo sociale del vino come strumento di integrazione dei lavoratori stranieri, di promozione dell’imprenditoria femminile e giovanile, e di rigenerazione delle Terre Alte. |
La Puglia secondo la guida Slow Wine 2026
La viticoltura pugliese, come nel resto del Sud, ha dovuto adattarsi a estati più calde e a una riduzione delle piogge fino al 30-40%. Le pratiche sostenibili hanno aiutato la vite a resistere, ma la produzione resta sotto la media, con costi in aumento e prezzi delle uve in calo, soprattutto per il primitivo di Manduria, vittima di speculazioni commerciali.
La qualità media dei vini è comunque alta, con eccellenze dalla Daunia e dalla Puglia centrale, guidate dal Nero di Troia. Interessante la nascita dell’Associazione Capitanata Spumante Metodo Classico. Nel Salento, i vini rosa sono in ripresa, mentre cresce anche l’interesse per i vini dolci, grazie a vitigni come Moscato, Malvasia, Aleatico e Primitivo Dolce Naturale.
Ecco la lista dei 23 espositori pugliesi presenti a Slow Wine Fair.
Provincia di Bari
Botromagno – Gravina in Puglia
Cantina Masseria Torricella – Alberobello
Giuliani Vini – Turi
I Parieti Soc. Agr. s.r.l. – Gioia del Colle
Pietre Giovani – Bari
Plantamura – Gioia del Colle
Tenuta Patruno Perniola -Gioia del Colle
Provincia di Brindisi
Tenute Lu Spada – Brindisi
Provincia di Barletta-Andria-Trani
Agresti – Andria
Giancarlo Ceci – Andria
Vigu – Andria
Provincia di Foggia
Borgo Turrito – Foggia
D’Araprì Metodo Classico – San Severo
Provincia di Lecce
Cantina Coppola 1489 – Gallipoli
L’Astore Masseria – Cutrofiano
Leone de Castris s.r.l. – Salice Salentino
Provincia di Taranto
Amastuola Organic Fine Wines – Massafra
Attanasio Giuseppe – Manduria
L’Archetipo – Castellaneta
Masseria Cuturi – Manduria
Produttori di Manduria – Manduria
Amari e Spirits
Elisir Farmacia Camboa – Uggiano La Chiesa
Gargano Sapori s.r.l.- Monte Sant’Angelo
La Puglia nella Fiera dell’Amaro d’Italia
A Slow Wine Fair la Puglia è rappresentata anche nella Fiera dell’Amaro d’Italia, organizzata in collaborazione con Amaroteca e ANADI – Associazione Nazionale Amaro d’Italia. La sesta edizione torna a BolognaFiere con l’area dedicata agli spirits, e 48 realtà da 15 regioni italiane, selezionate secondo precisi criteri, quali l’utilizzo di ingredienti locali e provenienti da coltivazioni sostenibili e di prodotti a basso impatto ambientale. Le realtà pugliesi presenti sono due. Elisir Farmacia Camboa (Le), azienda a conduzione familiare che porta avanti l’eredità del farmacista Antonio Camboa producendo il suo Elisir digestivo, dal 1948 la stessa ricetta e la stessa passione. Gargano Passione (Fg) ha fatto delle antiche ricette pugliesi e delle materie prime d’eccellenza il tratto distintivo dei suoi liquori artigianali.
La masterclass Paese che vai, vino che trovi
Anche nell’edizione 2026, a Slow Wine Fair tornano le degustazioni per esplorare il panorama vitivinicolo italiano e internazionale. Il 22 febbraio alle 16, la Puglia è protagonista di un viaggio attraverso i sistemi di allevamento della vite in cui le diverse forme delle viti si fanno portavoci di una forte identità culturale che differenzia i profili dei vini. In degustazione, Primitivo di Manduria Ris. 2016, Giuseppe Attanasio.

