L’azienda pugliese APULIASOFT sul podio dei Best Workplaces del Sud Italia: il riconoscimento di “Great Place to Work” arriva nell’anno del decennale

Il riconoscimento di Great Place to Work arriva nell’anno del decennale, celebrato a Bari con l’evento “Risonanza”, dedicato ai valori che hanno orientato lo sviluppo dell’azienda pugliese

C’è un modo di misurare il successo di un’azienda che non passa solo dai numeri, ma dal clima che si respira ogni giorno nei luoghi di lavoro. È su questo terreno che l’azienda pugliese Apuliasoft consolida il proprio percorso, conquistando per il secondo anno consecutivo il terzo posto nella classifica “Best Workplaces in South Italy 2025”, stilata da Great Place to Work®, organizzazione internazionale indipendente fondata negli Stati Uniti negli anni Ottanta e oggi attiva in oltre sessanta Paesi, considerata l’autorità globale di riferimento nella valutazione della qualità degli ambienti di lavoro.

La classifica si basa principalmente sulle valutazioni espresse direttamente dai dipendenti attraverso indagini anonime sul clima aziendale, integrate dall’analisi delle pratiche organizzative, e restituisce una fotografia attendibile della fiducia, del benessere e della qualità delle relazioni all’interno delle imprese. Un riconoscimento che, per Apuliasoft, assume un significato ancora più forte perché arriva in un momento simbolico: l’anno del decimo anniversario dell’azienda, celebrato di recente a Bari con l’evento pubblico “Risonanza – Storie che risuonano”.

Fondata nel 2015 e specializzata nello sviluppo di soluzioni software su misura e nei processi di trasformazione digitale, Apuliasoft ha costruito in questi dieci anni un modello di crescita che tiene insieme competenze tecnologiche, cultura agile e attenzione al fattore umano. Un equilibrio che emerge con chiarezza anche dal risultato di Great Place to Work, e che è stato al centro dell’incontro “Risonanza”, pensato non come autocelebrazione, ma come spazio di ascolto e di restituzione dei valori che guidano l’azienda.

«Essere riconosciuti ancora una volta tra i primi Best Workplace del Sud Italia – dichiara Giuseppe Santoro, CEO di Apuliasoft – è la dimostrazione che la nostra strada è quella corretta: la trasformazione digitale si costruisce attorno a un ecosistema positivo e attraverso persone motivate. Questo premio, che arriva in concomitanza con il nostro decimo compleanno, non è un traguardo, ma un rafforzamento del nostro impegno: stabilità del team e felicità organizzativa si traducono direttamente in processi ad alte prestazioni e, in definitiva, in affidabilità e valore a lungo termine per i nostri clienti».

Durante l’evento “Risonanza”, svoltosi allo Spazio Murat di Bari nel mese di novembre, Apuliasoft ha scelto di raccontarsi attraverso i temi che ne hanno orientato lo sviluppo fin dall’inizio: le persone, intese come cuore del cambiamento e della qualità del lavoro; l’innovazione, non come semplice adozione tecnologica ma come capacità di governare processi complessi; e il territorio, vissuto come ecosistema di relazioni, competenze e responsabilità condivise. Una visione che ha restituito l’immagine di un’impresa radicata in Puglia ma capace di dialogare con scenari nazionali e internazionali, mantenendo saldo il legame con il contesto sociale in cui opera.

«I nostri dieci anni – continua Santoro – non sono un’autocelebrazione, ma il lancio della rotta per il futuro. Il riconoscimento di Great Place to Work in questo momento ci dà l’energia per ribadire il nostro impegno: continuare a essere il partner strategico che supporta le aziende innovative nel loro percorso di digitalizzazione, garantendo soluzioni software su misura, all’avanguardia e scalabili, realizzate da un team competente e appassionato».

Il terzo posto tra i Best Workplaces del Sud Italia diventa così non solo una conferma, ma un punto di raccordo tra passato e futuro: il segno di un decennio costruito su mentalità agile, apprendimento continuo e processi performanti, e la base da cui continuare a sviluppare un’idea di impresa in cui la qualità del lavoro e l’impatto sulle persone restano elementi centrali della trasformazione digitale.