Le proposte del PE per proteggere i lavoratori dalla gestione algoritmica

immagine creata con IA
  • La gestione del personale non dovrebbe basarsi esclusivamente su decisioni prese da algoritmi
  • Diritto di informazione per i lavoratori su quali dati vengono processati
  • Divieto di raccolta di dati su stato emotivo, comunicazioni private e attività fuori dall’orario di lavoro
  • L’obiettivo è estendere le norme già previste per i lavoratori delle piattaforme digitali

In una relazione approvata mercoledì, il Parlamento chiede alla Commissione di regolamentare l’uso della gestione algoritmica nei luoghi di lavoro europei.

In una relazione di iniziativa legislativa adottata a maggioranza assoluta dei deputati, con 451 voti a favore, 45 contrari e 153 astensioni, i deputati presentano una serie di raccomandazioni per una nuova proposta di normativa UE volta a garantire un uso trasparente, equo e sicuro dei sistemi automatizzati di monitoraggio e di assunzione delle decisioni sul lavoro. Pur riconoscendo che tali sistemi possono offrire opportunità di ottimizzazione, i deputati sottolineano la necessità di garantire il controllo umano, la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori e la protezione dei loro dati personali.

Controllo umano

Secondo i deputati, tutte le decisioni prese o supportate da sistemi di gestione algoritmica dovrebbero essere soggette a supervisione umana. I lavoratori dovrebbero poter chiedere spiegazioni sulle decisioni adottate o supportate da tali sistemi e, qualora ritengano che i propri diritti siano stati violati, avere il diritto di chiederne una revisione. In tali casi, il sistema in questione potrebbe essere modificato o disattivato.

Decisioni come l’assunzione o la cessazione del rapporto di lavoro, il rinnovo o il mancato rinnovo di un contratto, le variazioni retributive o le sanzioni disciplinari dovrebbero essere sempre prese da una persona o essere soggette a revisione umana.

Trasparenza e diritto all’informazione

I deputati chiedono che i lavoratori siano informati sull’impatto di questi sistemi sulle condizioni di lavoro, sull’uso di decisioni automatizzate, sui tipi di dati raccolti o trattati e sulle modalità di supervisione umana. I lavoratori dovrebbero inoltre essere consultati quando i sistemi di gestione algoritmica incidono su retribuzione, valutazione, assegnazione dei compiti o orario di lavoro. L’uso di tali sistemi dovrebbe rispettare il benessere dei lavoratori e non mettere a rischio la loro sicurezza o la salute fisica e mentale.

Protezione dei dati dei lavoratori

Per tutelare la privacy, le misure proposte dovrebbero vietare il trattamento di dati relativi allo stato emotivo, psicologico o neurologico dei lavoratori, alle loro comunicazioni private, alla geolocalizzazione al di fuori dell’orario di lavoro, all’uso dei dati durante il tempo libero e a informazioni legate alla libertà di associazione e alla contrattazione collettiva.

Dichiarazione

Il relatore Andrzej Buła (PPE, Polonia) ha dichiarato: “Questo tema riguarda sia i datori di lavoro sia 200 milioni di lavoratori nell’UE. Un approccio incentrato sulla persona è fondamentale e i diritti, la sicurezza e la dignità di datori di lavoro e lavoratori devono essere rigorosamente rispettati. Si tratta di un segnale forte: l’Europa può coniugare competitività e responsabilità sociale. Può sostenere le imprese innovative senza sacrificare standard elevati e la tutela dei lavoratori”.

Prossime tappe

Come previsto dall’articolo 225 del Trattato sul funzionamento dell’UE, dopo l’adozione della relazione di iniziativa legislativa la Commissione europea ha tre mesi di tempo per rispondere alla richiesta del Parlamento, indicando le misure che intende adottare o spiegando le ragioni di un eventuale rifiuto.

Contesto

A livello UE esistono già norme su intelligenza artificiale e protezione dei dati, come il regolamento sull’IA e il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR). Disposizioni più specifiche sull’uso dell’intelligenza artificiale nel lavoro sono contenute nella direttiva sul lavoro mediante piattaforme digitali.