
GOCCE DI RUGIADA SUL CUORE
LECCE CELEBRA NATUZZA EVOLO, PRIMO EVENTO NAZIONALE
Teatro Apollo stracolmo fino all’inverosimile. Messaggi di pace come gocce di rugiada sul cuore. E’ stata celebrata così a Lecce, Natuzza Evolo, la mistica di Paravati, definita Carezzza di Dio, che ha vissuto nell’umiltà più profonda aiutando il prossimo, senza mai risparmarsi.
Ad organizzare l’evento, il prefetto di Lecce, Natalino Manno e il pittore Giuseppe Afrune, suo figlio spirituale. A moderare il regista Alessandro Valenti con la partecipazione della nipote Fortunata Nicolace e il direttore di “Maria con te”, Luciano Regolo. Si tratta del primo evento di livello nazionale dedicato a Natuzza Evolo.
Chi si aspettava di assistere al racconto di una serie di aneddoti è rimasto deluso. Ad emergere sono stati i messaggi potenti di speranza e di amore.
E’ uno scorrere di emozioni, intervallate dai brani musicali e dalla meravigliosa voce del sopranista Salvatore De Giorgi, accompagnato dall’Orchestra di Lecce e del Salento diretta dal maestro Luigi Mazzotta.
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Il maestro Luigi Mazzotta dirige l’Orchestra da Camera di Lecce e del Salento
Salvatore de Giorgi canta l’Ave Maria di Gounod al Teatro Apollo
Moderata dal regista la serata si apre con la testimonianza di Fortunata Nicolace, la nipote di Natuzza che ne ha ricevuto il testamento spirituale. “Mia nonna parlava e capiva tutti in tutte le lingue. Diceva che era l’angelo che l’aiutava a capire e che le suggeriva quello che doveva dire, perché “io babba sugnu e babba rimagnu””, mi diceva. “Anche quando stavano costruendo il santuario dedicato alla Madonna suggerì agli ingegneri e agli architetti di rifare i calcoli statici perché gliel’aveva detto il suo Angelo. E chi era l’Angelo di Natuzza? Era l’Arcangelo Michele che la progetteva dagli attacchi del male”.
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La nipote spiega chi era l’Angelo di Natuzza
Straordinaria e molto sofferta la sua vita. La mamma venne abbandonata dal marito che se ne andò in Argentina, senza mai più farvi ritorno. Venne arrestata perché aveva tentato di rubare una gallina per sfamare i figli. Finì in carcere lasciando soli i suoi piccoli. Natuzza era la più grande e se ne dovette occupare sin da subito. Giocava con Gesù Bambino. A 5 anni ebbe la prima apparizione della Madonna.
“Nasciamo eterni”, dice Fortunata. “Sin dal momento del nostro concepimento siamo destinati a non morire mai. L’anima non muore mai. Poi, siamo noi, con le nostre azioni, a decidere se andare all’inferno o in Paradiso. Arriviamo alla vita eterna con gioia. Inutile i musi lunghi. Apprezziamo la vita e quello che abbiamo, anche la sofferenza”.
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Mia nonna Natuzza Evolo parlava in tutte le lingue, ma si diceva BABBA
Anche i detenuti del carcere di Lecce hanno potuto seguire l’evento grazie ad un collegamento in diretta da parte di Antenna Sud, com’è nello spirito del prefetto Manno che si preoccupa sempre di far arrivare messaggi di speranza a chi ne ha più bisogno. In sala i ragazzi di don Mario Marafioti della comunità Emmanuel che stanno lottando per uscire dalla dipendenza della droga e alcuni senza tetto.
Giuseppe Afrune con i suoi occhi grandi pieni di luce racconta il suo incontro con Natuzza Evolo: “Lavoravo in Calabria. Ero lontanissimo dalla fede. Anzi. Proibivo a mia moglie di andare in chiesa. Lei mi chiese di andare a trovare Natuzza Evolo con un’amica. Io non volevo entrare. Rimasi sulla porta. E lei mi disse. Vieni figlio che non ti mangio. Mi convinsi e lei iniziò a raccontarmi cose incedibili che sarebbero accadute nella mia vita e che si sono, di fatto, verificate. A un certo punto mi sentì sollevare e vidi con molta chiarezza i miei piedi penzolare e Natuzza piccola piccola, che pregava sull’inginocchiatoio. Io ero levitato. Tanto che quando scesi a terra sentì il rumore dei miei piedi. Quando rientrai a casa, volli dipingere un quadro per Natuzza. Era grande 1 metro e 50 per un metro e 50. Di solito impiego qualche mese per fare un quadro di quelle dimensioni. Invece quando presi in mano il pennello, il braccio si staccò dal mio corpo e la mano dipingeva velocemente da sola. Il risultato fu una Madonna con un velo ricamato bellissimo che io non avevo mai visto. Quando Glielo portai (il 2 luglio, nel giorno della Festa della Madonna delle Grazie, come lei stessa mi aveva chiesto) lei lo stava aspettando e stranamente il ricamo era uguale a quello di un manto di fattura giapponese che Natuzza custodiva. Era la “Sua” Madonna, come quella che lei aveva visto nelle apparizioni”.
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Parla Giuseppe Afrune suo figlio spirituale
Molto intensa è anche la storia raccontata dal direttore della rivista “Maria con te”, Luciano Regolo che andò a trovare Natuzza quando ancora era studente al Liceo per chiedere la guarigione di una sua cugina (che rischiava di morire a causa di un tumore da cui venne guarita) e che si è sentito sempre accompagnato e guidato da lei anche nei momenti di maggiore difficoltà, anche quando ha perso la fede e la fiducia nei sacerdoti.
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Io e Natuzza, la storia del direttore Luciano Regolo. Al teatro Apollo serata dedicata alla mistica
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“Ma i sacerdoti sono le persone più care a Dio perché attraverso di essi Dio porta le anime in Paradiso”, sottolinea la nipote di Natuzza. “Quando avveniva la consacrazione di un sacerdote mia nonna, vedeva il tetto della chiesa che si apriva e scendevano gli angeli e la schiera dei santi. Gesù entrava nel corpo del sacerdote tanto che mia nonna non riusciva a distinguere tra il sacerdote e Gesù”.
Poiché Natuzza amava sorridere, amava le barzellette ed era gioiosa, Giuseppe Afrune e il prefetto hanno chiesto e ottenuto la partecipazione dell’attore Massimo Giordano, che ha regalato momenti di spensieratezza al pubblico in sala.
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L’attore MASSIMO Giordano interviene con la sua sottile comicità
Il pubblico ha seguito l’evento con la massima partecipazione. Tantissimi i messaggi di ringraziamento di affetto e di stima rivolti al prefetto e al pittore Afrune, che con i suoi occhi verdi grandi, pieni di luce, sostiene le persone in difficoltà, cercando di avvicinarle sempre di più a Dio.
Ed ecco uno dei tanti messaggi:
Buongiorno Giuseppe, ti ringrazio per l’opportunità che ci hai donato ieri sera.
E’ stata un’esperienza meravigliosa, molto significativa.
“Le testimonianze di Fortunata e le tue incentrate sull’amore di Dio e del prossimo e la vostra umiltà, mi hanno toccato profondamente e sono state balsamo per il mio cuore.
“Vivere la vita con gioia, nonostante tutto”.
Questa frase non la dimenticherò.
Prego per voi
INFINE ECCO I PROFESSORI DELL’ORCHESTRA DI LECCE E DEL SALENTO CHE, DIRETTI DAL MAESTRO LUIGI MAZZOTTA, HANNO REGALATO MOMENTI DI PURA EMOZIONE
Orchestra composta da:
violini primi: Francesco Sabato, Ivo Mattioli, Alessandra Maglie, Clementina Martalò violini secondi: Danilo Mattioli, Naida Ingrosso, Roberta Scardia, Alessia Chirizzi viole: Ennio Coluccia, Victoria Taurino
violoncelli: Gino Punzi, Giorgia Causo
contrabasso: Maurizio Ria oboe: Antonio De Pascalis arpa: Luciano Eleazaro Fuso

